Adorazione

Venerdì 21 gennaio 2022

PRIMA PARTE – INTRODUZIONE

CANTO DI INIZIO – INCONTRO AL CRISTO

– CHIESA DI DIO
Chiesa di Dio: popolo in festa,
alleluia, alleluia!
Chiesa di Dio: popolo in festa,
canta di gioia:

il Signore è con te.

Dio ti ha scelto, Dio ti chiama,
nel suo amore ti vuole con sé:
spargi nel mondo il suo Vangelo,
seme di pace e di bontà.

Dio ti nutre col suo cibo,
nel deserto rimane con te.
Ora non chiudere il tuo cuore,
spezza il tuo pane a chi non ha.

SALMO INVITATORIO

Antifona ritornello
Oggi la Chiesa,
lavata dalla colpa

nel fiume Giordano,
si unisce a Cristo,

suo Sposo,
accorrono i magi con doni alle nozze regali
e l’acqua cambiata in vino rallegra la mensa, alleluia.

Venite, applaudiamo al Signore, *
   acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie, *
   a lui acclamiamo con canti di gioia.

Poiché grande Dio è il Signore, *
   grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra, *
   sono sue le vette dei monti.
Suo è il mare, egli l’ha fatto, *
   le sue mani hanno plasmato la terra.
(Antifona ritornello)

Venite, prostràti adoriamo, *
   in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.
Egli è il nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo, *
   il gregge che egli conduce.

Ascoltate oggi la sua voce: †
   «Non indurite il cuore, *
   † come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri: *
   mi misero alla prova,
     pur avendo visto le mie opere.
(Antifona ritornello)

Per quarant’anni mi disgustai di quella generazione †
   e dissi: Sono un popolo dal cuore traviato, *
   non conoscono le mie vie;
perciò ho giurato nel mio sdegno: *
   Non entreranno nel luogo del mio riposo».

Gloria al Padre e al Figlio *
   e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
   nei secoli dei secoli. Amen.

Antifona ritornello
Oggi la Chiesa,
lavata dalla colpa

nel fiume Giordano,
si unisce a Cristo,

suo Sposo,
accorrono i magi con doni alle nozze regali
e l’acqua cambiata in vino rallegra la mensa, alleluia.

INNO

Unico Figlio del Padre,
tu vieni a noi dal cielo,
primo tra molti fratelli.

Nelle acque del battesimo
tu purifichi e consacri
coloro che in te credono.

La tua vittoria pasquale
riscatta le creature,
infonde la vita nuova.​

O redentore degli uomini,
spezza i sigilli del male,
concedi al mondo la pace.​

Rimani sempre con noi,
irradia nei nostri cuori
il dono della tua luce.​

Sia gloria a Cristo Signore,
al Padre e al Santo Spirito,
ora e nei secoli eterni. Amen.

PREGHIAMO
Dio onnipotente ed eterno,
che governi il cielo e la terra,
ascolta con bontà
le preghiere del tuo popolo
e dona ai nostri giorni la tua pace.
Per Cristo nostro Signore.
AMEN!

LA PAROLA DI DIO, innanzitutto

Dal vangelo secondo Giovanni
In quel tempo1 il terzo giorno vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. 2Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. 3Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». 4E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». 5Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
6Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. 7E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. 8Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. 9Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo 10e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
11Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.
12Dopo questo fatto scese a Cafàrnao, insieme a sua madre, ai suoi fratelli e ai suoi discepoli. Là rimasero pochi giorni.

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LA PAROLA SI FA PANE

CANTO DI ESPOSIZIONE
Ecco lo sposo,
andategli incontro

Ubi caritas et amor,
Ubi caritas Deus ibi est.

Adorazione personale del Cristo nella Eucaristia!
– SILENZIO –


SECONDA PARTE – LA PAROLA, DALLA MENTE AL CUORE ALLE BRACCIA

Lettura personale

  • Il testo evangelico di questa domenica è l’episodio delle “nozze di Cana” presente nel IV vangelo (Gv 2,1-12). Troviamo in questo testo quella simbolica nuziale che è cifra dell’incontro tra Dio e l’umanità già nel Primo Testamento. In particolare, la celebrazione delle nozze è immagine che allude all’alleanza tra Dio e il suo popolo. Il passo giovanneo può essere letto tenendo come griglia di lettura il rapporto tra Antico e Nuovo Testamento. In quest’ottica va notato che Giovanni non si accontenta di risolvere questo rapporto con la polarità “promessa-compimento”, ma la arricchisce con la dialettica “continuità-novità”. Per Giovanni è nel corso di nozze già iniziate che Gesù interviene e fornisce il vino buono. Già qui vi è continuità e novità. Di più, il vino buono proviene dall’acqua che era già là (“Vi erano là sei anfore …”: Gv 2,6). Situate al “terzo giorno” (Gv 2,1), le nozze di Cana sono ripresa del passato, in quanto memoria dell’alleanza sinaitica avvenuta “il terzo giorno” (Es 19,10-11.16), e anticipazione del futuro, in quanto profezia della resurrezione che avverrà “il terzo giorno” (1Cor 15,4).
  • Al centro di questa economia del tempo della salvezza si trova “l’ora” di Gesù (Gv 2,4), il momento dell’innalzamento che è anche il culmine della rivelazione della gloria di Dio. Simbolo dei tempi messianici e della rivelazione, il vino che Gesù dona è tratto dall’acqua contenuta nelle giare per la purificazione dei Giudei. Questo vino buono non è senza quell’acqua. La novità che Gesù porta si innesta nella continuità con l’alleanza stretta da Dio con il popolo d’Israele. Scrive Tommaso d’Aquino: “Se Gesù non ha voluto fare del vino partendo dal nulla, ma a partire dall’acqua, è per mostrare che egli non veniva assolutamente per fondare una nuova dottrina e rigettare l’antica, ma per compierla”. Anche il cristiano non possiede quel vino, ma lo può ricevere ogni giorno dalla parola di Gesù che trasforma l’acqua versata nelle giare d’Israele. La compresenza dell’Antico e del Nuovo Testamento nella liturgia della Parola all’interno dell’Eucaristia esprime il fatto che la Parola di Dio emerge dall’incontro e dal dialogo, presieduto e sempre rinnovato dallo Spirito, tra parola veterotestamentaria e parola neotestamentaria, in una dialettica di novità nella continuità.
  • Dal punto di vista del genere letterario, il testo evangelico non è immediatamente riconoscibile. Che non sia un resoconto cronachistico lo mostrano le incongruenze e le lacune presenti nella narrazione. Chi sono gli sposi? Lo sposo è evocato solo verso la fine e quasi en passant (Gv 2,9). La sposa non è mai nominata. A che titolo interviene la madre di Gesù quando il vino è finito? Perché tanta importanza accordata a Maria? Se il problema è solo la narrazione di uno sposalizio perché il rilievo accordato a quei particolari che non sembrano così essenziali come il numero, la capienza e la destinazione delle anfore? E perché la sottolineatura dell’obbedienza scrupolosa dei servi? Non si tratta neppure di un racconto biografico e neppure può essere considerato un racconto di miracolo: il mutamento dell’acqua in vino è appena accennato e non costituisce il centro focale del racconto (cf. v. 9). Si tratta piuttosto di una narrazione simbolica con significati cristologici e teologici importanti che ruotano attorno alla dinamica di continuità e novità dell’alleanza. Ci immette su questa via anche il versetto finale del racconto che parla di quanto avvenuto a Cana come dell’“inizio dei segni” (Gv 2,11). La dimensione simbolica di questa scena indica che essa è epifania di una realtà più segreta e profonda e contiene già in sé ciò che significa.
  • L’immagine stessa delle nozze (gámos: vv. 1.2) evoca l’alleanza tra Dio e l’uomo (Os 1-3; Ger 2; Ez 16; Is 54,4-8; 61,10; 62,4-5) e nel nostro testo la possiamo cogliere come un rimando alle nozze escatologiche di Dio con l’umanità, intendendo con il termine escatologico, un intervento decisivo di Dio nella storia. Carattere sottolineato dal riferimento al “terzo giorno” che sempre indica un tornante decisivo nella storia dell’alleanza. Giovanni attribuisce grande importanza a questo racconto collocato subito dopo la presentazione di Gesù a Israele quale Messia tramite il Battista (Gv 1,41). Questa importanza emerge dal ricorrere di diverse notazioni cronologiche: “ora” (hóra: v. 4), “adesso” (nûn: v. 8); “fino ad ora” (héos árti: v. 10). Inoltre, la notazione del terzo giorno segue immediatamente le parole di Gesù a Natanaele che dicono: “Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo” (Gv 1,51). Nella persona del Figlio dell’uomo il cielo e la terra entrano in relazione permanente; nell’azione di Gesù la gloria di Dio prende corpo manifestando il compimento dell’alleanza: ecco l’incontro tra Dio e l’umanità che avviene in Cristo e di cui le nozze sono simbolo.
  • Anche il vino, abbondante e di qualità, è simbolo escatologico: Gesù stesso parla del vino nuovo del regno (Mt 26,29), a Cana viene offerto il vino dell’era messianica (Am 9,13-14), dei tempi dell’intervento decisivo di Dio nella storia umana. Ma questo vino non può essere dissociato dall’acqua contenuta nelle anfore (o giare) là presenti. Le anfore appunto. Giovanni le descrive con attenzione minuziosa (Gv 2,6). Sono in numero di “sei”, numero che indica l’imperfezione. Sono “di pietra”, come le tavole su cui era scolpita la legge mosaica (Es 34,1.4). La loro capienza è esagerata, tale che le rende inamovibili (“da ottanta a centoventi litri”). La loro destinazione è “la purificazione rituale”. Le anfore sono vuote, ma Gesù le fa riempire di acqua (“Riempite di acqua le anfore”: Gv 2,7). Di quell’acqua il Messia ha bisogno per poter offrire il vino buono. Senza quell’acqua non ci sarà neppure il vino buono. E le anfore vengono riempite fino all’orlo (Gv 2,7). Avviene un rinnovamento radicale, certo, ma a partire dalle istituzioni e dai riti giudaici che restano buoni e santi (cf. ciò che dice Paolo circa il comandamento: Rm 7,12). Se l’acqua della purificazione rinvia alle istituzioni del popolo eletto, ora (vv. 9-10) il buon vino dice la novità della comunione che Gesù, il Messia, instaura con l’umanità. Forse potremmo commentare che tra l’acqua delle anfore e il vino buono c’è un rapporto simile a quello tra il battesimo in acqua del Battista e il battesimo in Spirito santo ad opera di Gesù (cf. Gv 1,33).

CANTO:

BEATO CHI MANGIA IL TUO PANE

Beato chi mangia il tuo pane,

al banchetto del cielo.
Beato chi beve il tuo vino,
alla mensa del regno.

Ci doni, Signore, il pane del tuo cielo
e il vino della festa nel tuo regno.

Ci doni, Signore, il pane della vita
e il vino che è bevanda di salvezza.

Ci doni, Signore, il pane dato ai figli
e il vino della cena con gli amici.

Ci doni, Signore, il pane del tuo amore
e il vino della nuova alleanza.

Adorazione personale del Cristo nella Eucaristia!
– SILENZIO –


TERZA PARTE – LA PAROLA DI MARIA SOLIDALE

Lettura personale.

  • A questo punto si può comprendere l’importanza della presenza di Maria alle nozze di Cana. E si comprende che Maria sia presente alle nozze ancora prima che giunga Gesù con i suoi discepoli (cf. Gv 2,1-2): “Il terzo giorno, ci furono delle nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli” (Gv 2,1-2). La presenza di Gesù si aggiunge, o forse, sopraggiunge a un certo punto (cf. il “viene dopo di me” ripetuto dal Battista in riferimento a Gesù: Gv 1,27.30).
  • Maria, che è già là, è simbolo dell’Israele fedele da cui viene il Messia, della Figlia di Sion (nell’Antico Testamento spesso personificata in una donna) chiamata a riconoscere il compimento dell’alleanza e l’instaurazione del tempo messianico della salvezza. Così, le sue parole a Gesù (“Non hanno più vino”: Gv 2,3) non sono una richiesta di miracolo e le sue parole ai servi (“Qualunque cosa vi dica, fatela”: Gv 2,) non sono una mediazione: semplicemente, mostrano Maria nella sua totale disponibilità all’obbedienza quale figura dell’Israele che accoglie le condizioni ancora sconosciute della nuova e definitiva alleanza che Dio stringe in Gesù Cristo. L’importanza di Maria è relativa al fatto che è la rappresentante per eccellenza di Israele. Gesù, attraverso l’ebrea Maria, viene da Israele (“La salvezza viene dai Giudei”: Gv 4,22), anche se egli è totalmente dal Padre.
  • Il “da dove” su cui si interroga il maestro di tavola (Gv 2,9) circa la provenienza del vino, si estende, come apparirà in tutto il IV vangelo, all’origine di Gesù. Il quale viene da Dio, dall’alto, dal cielo, dal Padre. Ma vi proviene attraverso e tramite il popolo eletto, attraverso Israele. Le parole di Maria ai servi sono le sue ultime parole nel quarto vangelo e, in quanto tali, suonano quasi come un testamento spirituale, acquistando il valore di lascito per ogni lettore futuro del vangelo e per ogni credente. Maria non ha un messaggio suo, ma rinvia sempre alle parole di Gesù, “l’unico mediatore tra Dio e gli uomini” (1Tm 2,5), il Verbo fatto carne, la rivelazione definitiva di Dio agli uomini.
  • Come abbiamo già accennato, l’immagine delle nozze e dell’abbondanza e raffinatezza dl vino è anticipazione e profezia della festa escatologica. L’Apocalisse evoca la salvezza escatologica con le immagini del banchetto delle nozze dell’Agnello, della Gerusalemme nuova pronta come una sposa per il suo sposo (cf. Ap 19,7-9; 21,2). Il cibo e l’amore, elementi che dicono bisogni fondamentali della creatura umana, trasposti sul piano escatologico, trasfigurano il bisogno in desiderio e alimentano l’anelito di salvezza, di vita piena e di comunione con Dio di ogni essere umano.
  • Preghiera dei fedeli

    INTRODUZIONE DEL SACERDOTE

    Tu vuoi fare con noi un’alleanza nuova, un’alleanza per sempre. Noi sappiamo che tu sei nostro Padre, per questo ci rivolgiamo a te come fanno i figli.

    Insieme ti preghiamo, dicendo:
    IL TUO SPIRITO TRASFORMI I CUORI, SIGNORE!

    Lettore:

    – Trasforma le nostre comunità: la novità portata da Gesù si manifesti nella sua bellezza. E tutti possano rallegrarsi di un impegno nuovo nell’ascolto della parola e a favore dei poveri. Preghiamo.

    – Trasforma coloro che ci governano: al di sopra di ciò che divide in partiti e gruppi di pressione, emerga la ricerca della giustizia e di una nuova equità. Preghiamo.

    – Trasforma le nostre famiglie: si aprano ad accogliere gli amici dei ragazzi e sappiano condividere gioie e dolori con le famiglie vicine. Preghiamo.

    – Trasforma le nostre scuole: diventino luoghi autentici di crescita culturale ed umana. Insegnanti e studenti diano prova di spirito di dialogo e di collaborazione. Preghiamo.

    – Trasforma i luoghi in cui ci troviamo per fare sport o per divertirci: l’allegria e lo spirito di gruppo ci consentano di trovare ristoro e di affrontare con serenità gli ostacoli quotidiani. Preghiamo.

    A cori alterni

    A
    Quel giorno, a Cana di Galilea,
    tu, Gesù, eri fra gli invitati,
    insieme a tua madre e ai tuoi discepoli.
    Eri lì per condividere la gioia
    di quegli sposi che univano la loro vita
    per sempre, davanti a Dio.

    B
    Quel giorno è stata Maria
    a farti notare che il vino era finito
    e a chiederti di fare qualcosa
    perché la festa si sarebbe presto conclusa.
    E tu hai voluto offrire un anticipo
    di quello che avresti compiuto
    con la tua missione in mezzo agli uomini.

    A
    Sì, tu sei venuto proprio per questo:
    per cambiare la nostra acqua,
    l’acqua della nostra fragilità, dei nostri limiti,
    del nostro peccato, delle nostre inadempienze,
    nel vino buono che fa nascere la gioia
    e ridesta l’impegno, la generosità,
    lo spirito fraterno e solidale.

    B
    Quel giorno, a Cana di Galilea,
    tu hai mostrato di essere lo sposo atteso,
    che realizza un’alleanza per sempre
    tra Dio e l’umanità
    e dischiude un futuro nuovo.
    Ma quel vino, non dobbiamo dimenticarlo,
    è il tuo sangue versato sulla croce.

    A
    Tu non hai compiuto nessuna magia,
    hai solo offerto un segno:
    l’alleanza si è compiuta
    grazie al sacrificio della tua vita.
    Tu l’hai spezzata, offerta,
    per suggellare un patto eterno.
    AMEN.

    Adorazione personale del Cristo nella Eucaristia!
    – SILENZIO –


    QUARTA PARTE – LA PAROLA CI BENEDICE

    PADRE NOSTRO

    CANTO: TANTUM ERGO

    Adoriamo il Sacramento
    che Dio Padre ci donò.
    Nuovo patto, nuovo rito
    nella fede si compì.
    Al mistero è fondamento
    la Parola di Gesù.

    Gloria al Padre Onnipotente,
    gloria al Figlio Redentor;
    lode grande, sommo onore
    all’eterna Carità.
    Gloria immensa, eterno amore
    alla Santa Trinità. Amen.

    PREGHIERA CORALE

    Tutti
    Vieni, Spirito Santo.
    Fuoco ancora ardente
    in questo santo Pane.
    Tu che susciti lingue nuove
    e metti sulle labbra
    parole di vita,
    preservaci dal diventare
    una Chiesa da museo,
    bella ma muta,
    con tanto passato
    e poco avvenire.

    Vieni tra noi,
    Spirito dello splendore
    di questo santo Pane

    perché nell’esperienza sinodale
    non ci lasciamo sopraffare
    dal disincanto,
    non annacquiamo la profezia,
    non finiamo per ridurre tutto
    a discussioni sterili.

    Vieni, Spirito Santo d’amore,
    in questo Corpo offerto per noi,
    apri i nostri cuori all’ascolto.
    Vieni, Spirito di santità,
    rinnova il santo
    Popolo fedele di Dio.
    Vieni, Spirito creatore,
    energia divina che si sprigiona
    da questo Pane benedetto,

    fai nuova la faccia della terra.
    Amen.

    PREGHIAMO
    O Dio, grande nell’amore,
    che nel sangue di Cristo versato sulla croce
    hai stipulato con il tuo popolo l’alleanza nuova ed eterna,
    fa’ che la Chiesa sia segno del tuo amore fedele,
    e tutta l’umanità possa bere
    il vino nuovo nel tuo regno.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo.

    BENEDIZIONE EUCARISTICA

    LODI DIVINE

    • Dio sia benedetto
    • Benedetto il Suo Santo Nome
    • Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero uomo
    • Benedetto il nome di Gesù
    • Benedetto il Suo Sacratissimo Cuore
    • Benedetto il Suo preziosissimo Sangue
    • Benedetto Gesù nel Santissimo Sacramento dell’altare
    • Benedetto lo Spirito Santo Paraclito
    • Benedetta la gran Madre di Dio Maria Santissima
    • Benedetta la Sua Santa e Immacolata Concezione
    • Benedetta la Sua gloriosa Assunzione
    • Benedetto il nome di Maria Vergine e Madre
    • Benedetto San Giuseppe Suo castissimo sposo
    • Benedetto Dio nei Suoi angeli e nei Suoi santi

    REPOSIZIONE

    Sanctum nomen Domini.
    Magnificat anima mea.

    SALVE REGINA

    Salve, Regina,
    Mater misericordiae,
    vita, dulcedo,
    et spes nostra, salve.

    Ad te clamamus,
    exsules filii Hevae,
    ad te suspiramus,
    gementes et flentes
    in hac lacrimarum valle.

    Eia ergo,
    advocata nostra,
    illos tuos misericordes oculos
    ad nos converte.

    Et Jesum, benedictum
    fructum ventris tui,
    nobis,
    post hoc exsilium, ostende.
    O clemens,
    O pia,
    O dulcis Virgo Maria.