Il giorno del Signore Veglia Pasquale
4 APRILE 2026
VEGLIA PASQUALE NELLA NOTTE SANTA

MESSA
PREGHIERE DAVANTI ALL’EUCARISTIA
RITI INIZIALI
PROCESSIONE CON IL CERO PASQUALE
Sacerdote: Cristo è la luce del mondo!
Assemblea in canto:
RENDIAMO GRAZIE A DIO!
CANTO DELL’EXULTET
Esulti il coro degli angeli,
esulti l’assemblea celeste:
un inno di gloria saluti
il trionfo del Signore risorto.
Gioisca la terra inondata
da così grande splendore:
la luce del Re eterno
ha vinto le tenebre del mondo.
Gioisca la madre Chiesa,
splendente
della gloria del suo Signore,
e questo tempio tutto risuoni
per le acclamazioni
del popolo in festa.
Il Signore sia con voi.
E con il tuo spirito.
In alto i nostri cuori.
Sono rivolti al Signore.
Rendiamo grazie a Dio.
È cosa buona e giusta.
È veramente cosa buona e giusta
esprimere con il canto l’esultanza dello spirito,
e inneggiare al Dio invisibile, Padre onnipotente,
e al suo unico Figlio,
Gesù Cristo nostro Signore.
Egli ha pagato per noi
all’eterno Padre
il debito di Adamo,
e con il sangue sparso
per la nostra salvezza
ha cancellato la condanna
della colpa antica.
Questa è la vera Pasqua,
in cui è ucciso il vero Agnello,
che con il suo sangue consacra
le case dei fedeli.
Questa è la notte
in cui hai liberato i figli di Israele, nostri padri,
dalla schiavitù dell’Egitto,
e li hai fatti passare illesi attraverso il Mar Rosso.
Questa è la notte
in cui hai vinto
le tenebre del peccato
con lo splendore
della colonna di fuoco.
Questa è la notte
che salva su tutta la terra
i credenti nel Cristo
dall’oscurità del peccato
e dalla corruzione del mondo,
li consacra all’amore del Padre
e li unisce
nella comunione dei santi.
Questa è la notte
in cui il Cristo, spezzando
i vincoli della morte,
risorge vincitore dal sepolcro.
O immensità
del tuo amore per noi!
O inestimabile segno di bontà:
per riscattare lo schiavo,
hai sacrificato il tuo Figlio!
Davvero era necessario
il peccato di Adamo
che, è stato distrutto
con la morte del Cristo.
Felice colpa,
che meritò di avere
un così grande redentore!
Il santo mistero di questa notte sconfigge il male,
lava le colpe,
restituisce l’innocenza
ai peccatori,
la gioia agli afflitti.
O notte veramente gloriosa,
che ricongiunge la terra al cielo
e l’uomo al suo creatore!
In questa notte di grazia
accogli, Padre santo,
il sacrificio di lode,
che la Chiesa ti offre
per mano dei suoi ministri,
nella solenne liturgia del cero,
frutto del lavoro delle api,
simbolo della nuova luce.
Ti preghiamo dunque, Signore,
che questo cero,
offerto in onore del tuo nome
per illuminare
l’oscurità di questa notte,
risplenda di luce
che mai si spegne.
Salga a te come profumo soave,
si confonda
con le stelle del cielo.
Lo trovi acceso
la stella del mattino,
quella stella
che non conosce tramonto:
Cristo, tuo Figlio,
che risuscitato dai morti
fa risplendere sugli uomini
la sua luce serena
e vive e regna
nei secoli dei secoli.
Amen.
Preghiamo
Fratelli e sorelle, dopo il solenne inizio della Veglia,
ascoltiamo con cuore sereno la parola di Dio.
Meditiamo come nell’antica alleanza Dio ha salvato il suo popolo
e nella pienezza dei tempi ha mandato a noi
il suo Figlio come redentore.
Preghiamo perché Dio, nostro Padre, porti a compimento
quest’opera di salvezza realizzata nella Pasqua.
SEDUTI
LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura
Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona.
DAL LIBRO DELLA GÈNESI
Gn 1,1-2,2
In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce giorno, mentre chiamò le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: giorno primo.
Dio disse: «Sia un firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». Dio fece il firmamento e separò le acque che sono sotto il firmamento dalle acque che sono sopra il firmamento. E così avvenne. Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.
Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo si raccolgano in un unico luogo e appaia l’asciutto». E così avvenne. Dio chiamò l’asciutto terra, mentre chiamò la massa delle acque mare. Dio vide che era cosa buona. Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che fanno sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la propria specie». E così avvenne. E la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie, e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: terzo giorno.
Dio disse: «Ci siano fonti di luce nel firmamento del cielo, per separare il giorno dalla notte; siano segni per le feste, per i giorni e per gli anni e siano fonti di luce nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne. E Dio fece le due fonti di luce grandi: la fonte di luce maggiore per governare il giorno e la fonte di luce minore per governare la notte, e le stelle. Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra e per governare il giorno e la notte e per separare la luce dalle tenebre. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: quarto giorno.
Dio disse: «Le acque brùlichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo». Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brùlicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati, secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona. Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltìplichino sulla terra». E fu sera e fu mattina: quinto giorno.
Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e animali selvatici, secondo la loro specie». E così avvenne. Dio fece gli animali selvatici, secondo la loro specie, il bestiame, secondo la propria specie, e tutti i rettili del suolo, secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona.
Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».
E Dio creò l’uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò:
maschio e femmina li creò.
Dio li benedisse e Dio disse loro:
«Siate fecondi e moltiplicatevi,
riempite la terra e soggiogatela,
dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo
e su ogni essere vivente che striscia sulla terra».
Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero fruttifero che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutti gli animali selvatici, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.
Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Dio, nel settimo giorno, portò a compimento il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro che aveva fatto.
Parola di Dio
Salmo Responsoriale
Dal Salmo 103 (104)
R. Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.
Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Sei rivestito di maestà e di splendore,
avvolto di luce come di un manto.
R. Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.
Egli fondò la terra sulle sue basi:
non potrà mai vacillare.
Tu l’hai coperta con l’oceano come una veste;
al di sopra dei monti stavano le acque.
R. Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.
Tu mandi nelle valli acque sorgive
perché scorrano tra i monti.
In alto abitano gli uccelli del cielo
e cantano tra le fronde.
R. Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.
Dalle tue dimore tu irrighi i monti,
e con il frutto delle tue opere si sazia la terra.
Tu fai crescere l’erba per il bestiame
e le piante che l’uomo coltiva
per trarre cibo dalla terra.
R. Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.
Benedici il Signore, anima mia.
R. Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.
IN PIEDI
Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
ammirabile in tutte le opere del tuo amore,
illumina i figli da te redenti
perché comprendano che,
se fu grande all’inizio la creazione del mondo,
ben più grande, nella pienezza dei tempi,
fu l’opera della nostra redenzione,
nel sacrificio pasquale di Cristo Signore.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. AMEN
SEDUTI
Seconda Lettura
Gli Israeliti camminarono sull’asciutto in mezzo al mare.
DAL LIBRO DELL’ESODO
Es 14, 15-15,1
In quei giorni, il Signore disse a Mosè: «Perché gridi verso di me? Ordina agli Israeliti di riprendere il cammino. Tu intanto alza il bastone, stendi la mano sul mare e dividilo, perché gli Israeliti entrino nel mare all’asciutto. Ecco, io rendo ostinato il cuore degli Egiziani, così che entrino dietro di loro e io dimostri la mia gloria sul faraone e tutto il suo esercito, sui suoi carri e sui suoi cavalieri. Gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando dimostrerò la mia gloria contro il faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri».
L’angelo di Dio, che precedeva l’accampamento d’Israele, cambiò posto e passò indietro. Anche la colonna di nube si mosse e dal davanti passò dietro. Andò a porsi tra l’accampamento degli Egiziani e quello d’Israele. La nube era tenebrosa per gli uni, mentre per gli altri illuminava la notte; così gli uni non poterono avvicinarsi agli altri durante tutta la notte.
Allora Mosè stese la mano sul mare. E il Signore durante tutta la notte risospinse il mare con un forte vento d’oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero. Gli Israeliti entrarono nel mare sull’asciutto, mentre le acque erano per loro un muro a destra e a sinistra. Gli Egiziani li inseguirono, e tutti i cavalli del faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri entrarono dietro di loro in mezzo al mare.
Ma alla veglia del mattino il Signore, dalla colonna di fuoco e di nube, gettò uno sguardo sul campo degli Egiziani e lo mise in rotta. Frenò le ruote dei loro carri, così che a stento riuscivano a spingerle. Allora gli Egiziani dissero: «Fuggiamo di fronte a Israele, perché il Signore combatte per loro contro gli Egiziani!».
Il Signore disse a Mosè: «Stendi la mano sul mare: le acque si riversino sugli Egiziani, sui loro carri e i loro cavalieri». Mosè stese la mano sul mare e il mare, sul far del mattino, tornò al suo livello consueto, mentre gli Egiziani, fuggendo, gli si dirigevano contro. Il Signore li travolse così in mezzo al mare. Le acque ritornarono e sommersero i carri e i cavalieri di tutto l’esercito del faraone, che erano entrati nel mare dietro a Israele: non ne scampò neppure uno. Invece gli Israeliti avevano camminato sull’asciutto in mezzo al mare, mentre le acque erano per loro un muro a destra e a sinistra.
In quel giorno il Signore salvò Israele dalla mano degli Egiziani, e Israele vide gli Egiziani morti sulla riva del mare; Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito contro l’Egitto, e il popolo temette il Signore e credette in lui e in Mosè suo servo.
Allora Mosè e gli Israeliti cantarono questo canto al Signore e dissero:
Salmo responsoriale
Es 15,1-2;3-4.6.17
Cantiamo al Signore
Stupenda è la sua vittoria
Signore è il suo nome
sia gloria a lui
Cantiamo al Signore
Stupenda è la sua vittoria
Signore è il suo nome
sia gloria a lui
Voglio cantare in onore del Signore
Perché ha trionfato, lodatelo
Ha gettato in mare cavallo e cavaliere
Mia forza e mio canto è il Signore
Il mio Salvatore è il Dio di mio padre
Ed io lo voglio esaltare
Cantiamo al Signore
Stupenda è la sua vittoria
Signore è il suo nome
sia gloria a lui
Cantiamo al Signore
Stupenda è la sua vittoria
Signore è il suo nome
sia gloria a lui
Dio è prode in guerra, si chiama Signore
Travolse nel mare gli eserciti
I carri d’Egitto sommerse nel Mar Rosso
Abissi profondi li coprono
La tua destra, Signore, si è innalzata
La tua potenza è terribile
Cantiamo al Signore
Stupenda è la sua vittoria
Signore è il suo nome
sia gloria a lui
Cantiamo al Signore
Stupenda è la sua vittoria
Signore è il suo nome
sia gloria a lui
Si accumularon le acque al suo soffio
S’alzaron le onde come un argine
Si raggelaron gli abissi in fondo al mare
Chi è come te, o Signore?
Guidasti con forza il popolo redento
E lo conducesti verso Sion
Cantiamo al Signore
Stupenda è la sua vittoria
Signore è il suo nome
sia gloria a lui
Cantiamo al Signore
Stupenda è la sua vittoria
Signore è il suo nome
sia gloria a lui
IN PIEDI
Preghiamo.
O Dio, anche ai nostri giorni
vediamo risplendere i tuoi antichi prodigi:
ciò che hai fatto con la tua mano potente
per liberare un solo popolo dall’oppressione del faraone,
ora lo compi attraverso l’acqua del Battesimo
per la salvezza di tutti i popoli;
concedi che l’umanità intera sia accolta tra i figli di Abramo
e partecipi alla dignità del popolo eletto.
Per Cristo nostro Signore. AMEN
SEDUTI
Terza Lettura
Venite a me e vivrete; stabilirò per voi un’alleanza eterna.
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAÌA
Is 55,1-11
Così dice il Signore:
«O voi tutti assetati, venite all’acqua,
voi che non avete denaro, venite;
comprate e mangiate; venite, comprate
senza denaro, senza pagare, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane,
il vostro guadagno per ciò che non sazia?
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone
e gusterete cibi succulenti.
Porgete l’orecchio e venite a me,
ascoltate e vivrete.
Io stabilirò per voi un’alleanza eterna,
i favori assicurati a Davide.
Ecco, l’ho costituito testimone fra i popoli,
principe e sovrano sulle nazioni.
Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi;
accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano
a causa del Signore, tuo Dio,
del Santo d’Israele, che ti onora.
Cercate il Signore, mentre si fa trovare,
invocàtelo, mentre è vicino.
L’empio abbandoni la sua via
e l’uomo iniquo i suoi pensieri;
ritorni al Signore che avrà misericordia di lui
e al nostro Dio che largamente perdona.
Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore.
Quanto il cielo sovrasta la terra,
tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.
Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE
Da Is 12,2-6
R. Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza.
Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia, non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza.
R. Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza.
Attingerete acqua con gioia
alle sorgenti della salvezza.
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere,
fate ricordare che il suo nome è sublime.
R. Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza.
Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,
le conosca tutta la terra.
Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,
perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele.
R. Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza.
IN PIEDI
Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno, unica speranza del mondo,
che mediante l’annuncio dei profeti
hai rivelato i misteri che oggi celebriamo,
ravviva la nostra sete di te,
perché soltanto con l’azione del tuo Spirito
possiamo progredire nelle vie del bene.
Per Cristo nostro Signore. AMEN
SEDUTI
Quarta Lettura
Vi aspergerò con acqua pura e vi darò un cuore nuovo.
DAL LIBRO DEL PROFETA EZECHIELE
Ez 36,16-17a.18-28
Mi fu rivolta questa parola del Signore:
«Figlio dell’uomo, la casa d’Israele, quando abitava la sua terra, la rese impura con la sua condotta e le sue azioni. Perciò ho riversato su di loro la mia ira per il sangue che avevano sparso nel paese e per gli idoli con i quali l’avevano contaminato. Li ho dispersi fra le nazioni e sono stati dispersi in altri territori: li ho giudicati secondo la loro condotta e le loro azioni.
Giunsero fra le nazioni dove erano stati spinti e profanarono il mio nome santo, perché di loro si diceva: “Costoro sono il popolo del Signore e tuttavia sono stati scacciati dal suo paese”. Ma io ho avuto riguardo del mio nome santo, che la casa d’Israele aveva profanato fra le nazioni presso le quali era giunta.
Perciò annuncia alla casa d’Israele: “Così dice il Signore Dio: Io agisco non per riguardo a voi, casa d’Israele, ma per amore del mio nome santo, che voi avete profanato fra le nazioni presso le quali siete giunti. Santificherò il mio nome grande, profanato fra le nazioni, profanato da voi in mezzo a loro. Allora le nazioni sapranno che io sono il Signore – oracolo del Signore Dio –, quando mostrerò la mia santità in voi davanti ai loro occhi.
Vi prenderò dalle nazioni, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo. Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli; vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne.
Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi e vi farò osservare e mettere in pratica le mie norme. Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio”».
Parola di Dio.
Salmo responsoriale
Dai Sal. 41-42 (42-43)
Come il cervo va all’acqua viva,
io cerco Te ardentemente,
io cerco Te, mio Dio.
Come il cervo va all’acqua viva,
io cerco Te ardentemente,
io cerco Te, mio Dio.
Di Te mio Dio, ha sete l’anima mia!
Il tuo volto, il tuo volto Signore quando vedrò?
Come il cervo va all’acqua viva,
io cerco Te ardentemente,
io cerco Te, mio Dio.
Mi chiedono e mi tormentano: “dov’è,
dov’è il tuo Dio?” Ma io spero in Te, sei Tu la mia salvezza
Come il cervo va all’acqua viva,
io cerco Te ardentemente,
io cerco Te, mio Dio.
Il cuore mio si strugge, quando si ricorda
della tua casa.
Io cantavo con gioia, le tue lodi
Come il cervo va all’acqua viva,
io cerco Te ardentemente,
io cerco Te, mio Dio.
Ti loderò, Signore, e ti canterò il mio grazie.
Tu sei fresca fonte,
l’acqua della mia vita.
Come il cervo va all’acqua viva,
io cerco Te ardentemente,
io cerco Te, mio Dio.
IN PIEDI
Preghiamo.
O Dio, potenza immutabile e luce che non tramonta,
guarda con amore al mirabile sacramento di tutta la Chiesa
e compi nella pace l’opera dell’umana salvezza
secondo il tuo disegno eterno;
tutto il mondo riconosca e veda
che quanto è distrutto si ricostruisce,
quanto è invecchiato si rinnova,
e tutto ritorna alla sua integrità,
per mezzo di Cristo, che è principio di ogni cosa.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. AMEN
.
Gloria
Gloria a Dio nell’alto dei cieli,
e pace in terra
agli uomini amati dal Signore.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo,
ti adoriamo, ti glorifichiamo,
ti rendiamo grazie
per la tua gloria immensa,
Signore Dio, Re del cielo,
Dio Padre onnipotente.
Signore, Figlio Unigenito,
Gesù Cristo,
Signore Dio, Agnello di Dio,
Figlio del padre;
tu che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi;
tu che togli i peccati del mondo,
accogli la nostra supplica;
tu che siedi alla destra del Padre,
abbi pietà di noi.
Perché tu solo il Santo,
tu solo il Signore,
tu solo l’Altissimo,
Gesù Cristo, con lo Spirito Santo;
nella gloria di Dio Padre. Amen.
.
Preghiamo.
O Dio, che illumini questa santissima notte
con la gloria della risurrezione del Signore,
ravviva nella tua Chiesa lo spirito di adozione filiale,
perché, rinnovati nel corpo e nell’anima,
siamo sempre fedeli al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli. AMEN.
SEDUTI
Epistola
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI
Cristo risorto dai morti non muore più.
Rm 6, 3-11
Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte?
Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Se infatti siamo stati intimamente uniti a lui a somiglianza della sua morte, lo saremo anche a somiglianza della sua risurrezione.
Lo sappiamo: l’uomo vecchio che è in noi è stato crocifisso con lui, affinché fosse reso inefficace questo corpo di peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. Infatti chi è morto, è liberato dal peccato.
Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Infatti egli morì, e morì per il peccato una volta per tutte; ora invece vive, e vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.
Parola di Dio.
IN PIEDI
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia, alleluia.
Sal 117
Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Alleluia, alleluia, alleluia.
La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.
Alleluia, alleluia, alleluia.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Alleluia, alleluia, alleluia.
Vangelo
È risorto e vi precede in Galilea.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
Mt 28,1-10
Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba.
Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte.
L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto».
Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli.
Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».
Parola del Signore.
PROFESSIONE DI FEDE
Sacerdote: Rinunciate al peccato, per vivere nella libertà dei figli di Dio?
Tutti: Rinuncio.
S: Rinunciate alle seduzioni del male, per non lasciarvi dominare dal peccato?
T: Rinuncio.
S: Rinunciate a satana, origine e causa di ogni peccato?
T: Rinuncio.
S: Credete in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra?
T: Credo.
S: Credete in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, che nacque da Maria Vergine, morì e fu sepolto, è risuscitato dai morti e siede alla destra del Padre?
T: Credo.
S: Credete nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne e la vita eterna?
T: Credo.
Il sacerdote conclude: Dio onnipotente, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha liberati dal peccato e ci ha fatto rinascere dall’acqua e dallo Spinto Santo, ci custodisca con la sue grazia per la vita eterna, in Cristo Gesù nostro Signore.
T: Amen.
PREGHIERA DEI FEDELI
INTRODUZIONE DEL SACERDOTE
Fratelli e sorelle, illuminati dal Risorto, luce del mondo,
siamo chiamati a splendere davanti all’umanità
che cerca vita, pace e gioia. Consapevoli di questa responsabilità,
con cuore grato eleviamo al Padre la nostra preghiera.
Diciamo insieme: R. Padre della vita, ascolta la nostra preghiera.
Ricolma di grazia la tua Chiesa,
che accoglie con rinnovata esultanza
l’annuncio della risurrezione del Signore:
offra la luce pasquale ai cuori smarriti e tribolati. Noi ti preghiamo.
R. Padre della vita, ascolta la nostra preghiera.
Benedici il papa Leone, il nostro vescovo Giuseppe
e tutti i pastori della santa Chiesa:
attingano dalla celebrazione della Pasqua
nuovo impulso per il loro servizio. Noi ti preghiamo.
R. Padre della vita, ascolta la nostra preghiera.
Estendi il dono della pace a tutti i popoli della terra:
dove regnano guerra, violenza e terrorismo
possano rifiorire vita e speranza. Noi ti preghiamo.
R. Padre della vita, ascolta la nostra preghiera.
Accompagna i catecumeni
che in questa notte ricevono i Sacramenti dell’iniziazione cristiana:
portino nella Chiesa il dono di una rinnovata giovinezza
e siano coraggiosi testimoni della fede. Noi ti preghiamo.
R. Padre della vita, ascolta la nostra preghiera.
Accogli il desiderio di noi qui riuniti:
la luce nuova, che in questa notte santa
ha diradato le tenebre del peccato e della morte,
ci guidi sempre nella via della carità. Noi ti preghiamo.
R. Padre della vita, ascolta la nostra preghiera.
CONCLUSIONE DEL SACERDOTE
Nella notte in cui l’amore ha trionfato sul peccato
e la morte è stata vinta dalla vita,
ascolta con benevolenza, o Padre, la preghiera di questa assemblea
e le intenzioni che ciascuno custodisce nel cuore.
Per Cristo nostro Signore. AMEN
PADRE NOSTRO
Padre nostro che sei nei cieli
sia santificato il tuo nome
venga il tuo regno
sia fatta la tua volontà
come in cielo così in terra.
Dacci oggi
il nostro pane quotidiano
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi
li rimettiamo ai nostri debitori
e non abbandonarci
alla tentazione
ma liberaci dal male.
…
ALLA COMUNIONE
Il sacerdote prende l’ostia e tenendola un po’ sollevata sulla patena o sul calice, rivolto al popolo, dice ad alta voce:
ECCO L’AGNELLO DI DIO,
ECCO COLUI CHE TOGLIE
I PECCATI DEL MONDO.
BEATI GLI INVITATI
ALLA CENA DELL’AGNELLO.
E continua, dicendo insieme con il popolo:
O SIGNORE,
NON SONO DEGNO
DI PARTECIPARE
ALLA TUA MENSA,
MA DI’ SOLTANTO
UNA PAROLA
E IO SARÒ SALVATO.
…
DOPO LA COMUNIONE
Infondi in noi, o Signore,
lo Spirito della tua carità,
perché saziati dai sacramenti pasquali
viviamo concordi nel tuo amore.
Per Cristo nostro Signore. AMEN!
.
PREGHIERE DAVANTI ALL’EUCARISTIA
Dice il Signore (Gv 14, 27)
“Vi lascio la pace,
vi do la mia pace,
non come la dà il mondo,
io la do a voi.
Non sia turbato il vostro cuore
e non abbia timore.”
Dice il Signore (Gv 15, 4)
“Rimanete in me e io in voi.
Come il tralcio
non può far frutto da se stesso
se non rimane nella vite,
così anche voi
se non rimanete in me.”
Anima di Cristo, santificami.
Corpo di Cristo, salvami.
Sangue di Cristo, inebriami.
Acqua del costato di Cristo, lavami.
Passione di Cristo, confortami.
O buon Gesù, esaudiscimi.
Dentro le tue piaghe nascondimi.
Non permettere
ch’io mi separi da te.
Dal nemico maligno difendimi.
Nell’ora della mia morte chiamami.
Fa’ che io venga a te,
a lodarti con i tuoi santi,
nei secoli dei secoli. Amen.
O Signore, fa di me
uno strumento della tua pace.
Dov’è l’odio, fa che io porti l’amore.
Dov’è offesa, che io porti il perdono.
Dov’è discordia, che io porti l’unione.
Dov’è dubbio, che io porti la fede.
Dov’è errore, che io porti la verità.
Dov’è disperazione, che io porti la speranza.
Dov’è tristezza, che io porti la gioia.
Dove sono le tenebre, che io porti la luce.
O Signore, fa che io non cerchi tanto
di essere consolato quanto di consolare;
di essere compreso, quanto di comprendere;
di essere amato, quanto di amare.
Poiché donando, si riceve;
perdonando, si è perdonati;
morendo, si risuscita a vita eterna.
Dio sia benedetto.
Benedetto il suo santo nome.
Benedetto Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.
Benedetto il nome di Gesù.
Benedetto il suo
sacratissimo Cuore.
Benedetto il suo
preziosissimo Sangue.
Benedetto Gesù nel santissimo
Sacramento dell’altare.
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.
Benedetta la gran Madre di Dio, Maria santissima.
Benedetta la sua santa e immacolata concezione.
Benedetta la sua
gloriosa assunzione.
Benedetto il nome di Maria, vergine e madre.
Benedetto san Giuseppe,
suo castissimo sposo.
Benedetto Dio nei suoi angeli
e nei suoi santi.
APPROFONDIMENTI
Veglia nella Notte di Pasqua. Nulla è perduto e tutto può ricominciare
In questa notte le nostre tenebre vengono dissipate dal racconto che celebra la storia della salvezza e che ci ricorda come Dio, fin dalla creazione del mondo e sempre fedele alle sue promesse, non dimentica il suo popolo
È risorto e vi precede in Galilea
Quando tutto sembra perduto, quando la notte della vita sembra buia come non lo è mai stata, quando nella mente si fa sempre più strada il pensiero secondo cui “ormai non c’è più nulla da fare!”, e quando il cuore è schiacciato dalla pesante pietra del dolore e non trova la forza di amare, ecco che una piccola luce si accende, un bagliore rompe l’oscurità e annuncia un inizio. Dolcemente uno sguardo si appoggia sul tuo volto e una mano asciuga le tue lacrime: la pietra del dolore rotola via lasciando spazio alla speranza.
Ecco il grande mistero della Pasqua! In questa santa notte la Chiesa ci invita ad essere testimoni della luce del Risorto, a credere che chi vive in Lui non pronuncia la parola “ormai”, ma si affida costantemente alla parola “ancora”: c’è ancora un’altra possibilità, c’è ancora speranza, c’è vita perché Cristo ha vinto, e noi con Lui, la morte. Come comunità siamo chiamati ad essere sentinelle del mattino che sanno scorgere per primi i segni del Risorto come hanno fatto le donne e i discepoli accorsi al sepolcro all’alba del primo giorno della settimana.
1. In questa notte le nostre tenebre vengono dissipate dal racconto che celebra la storia della salvezza e che ci ricorda come Dio, fin dalla creazione del mondo e sempre fedele alle sue promesse, non dimentica il suo popolo. Nonostante i tradimenti, e le innumerevoli fragilità, Dio non abbandona Israele, ma lo cura con infinita tenerezza e largamente perdona (Is 55,7) ogni sua colpa.
Quella che stasera ci viene raccontata è quindi una storia di luce che, per quanto venga offuscata dalle tenebre dei numerosi peccati, non si spegne mai, perché è resa vittoriosa dall’amore infinito di Dio. Dio, infatti, ha liberato il suo popolo dalla schiavitù dell’Egitto, lo ha guidato attraverso il deserto verso la terra promessa, lo ha reso un popolo numeroso (Gn 22,17), ne ebbe cura, lo amò di affetto perenne (Is 54,8) e lo ha tanto amato da dare suo Figlio unigenito affinché, per mezzo di lui, non solo il suo popolo, ma noi tutti vivessimo (1Gv 4,9).
In questo giorno di liberazione, di passaggio dalla morte alla vita, che fece trasalire Abramo contemplandolo da lontano, noi, invece, vi siamo entrati, lo viviamo e ci muoviamo nella sua luce.
2. Attraverso la risurrezione di Gesù il nostro uomo vecchio viene rivestito dell’uomo nuovo e “se anche il nostro uomo esteriore – dice san Paolo – si va disfacendo, il nostro uomo interiore si rinnova di giorno in giorno” (2Cor 4,16). La morte quindi non ci fa più paura perché non può far morire l’uomo interiore il quale, lasciandosi permeare dalla vita di Cristo, vive della sua presenza in ogni momento e legge tutta la realtà come icona di quell’invisibile che è stato reso visibile dal Risorto. Sempre s. Paolo ci ricorda. “Se dunque siete stati risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù dove Cristo è seduto alla destra di Dio. Aspirate alle cose di lassù, non a quelle che sono sulla terra; poiché voi moriste e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio” (Col 3,1-4). Per risuscitare con Cristo, per vivere eternamente con Lui ci si deve rivestire di Lui. Rivestirsi di Cristo (cfr. Rm 13,14) significa entrare in Lui, dimorare in Lui, in modo che la nostra vita sia realmente nascosta con Lui. Rivestirsi di Cristo significa, ancora, riuscire a varcare la soglia della Speranza che non delude portandosi dentro le piccole e grandi speranze umane, sapendo che in quell’unica grande Speranza vengono colmate tutte le altre. È, dunque, un vivere immersi nel mondo carichi della speranza che proviene dal Risorto.
3. È questo, del resto, il significato dell’invito che Gesù fa alle donne quando, dopo averlo riconosciuto, si buttarono ai suoi piedi per adorarlo: “Non temete! Andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno” (Mt 28,10). Gesù invita a non temere perché Lui è vivo. Invita a non piangere, a non rinchiudersi nella tristezza, né a vivere del suo ricordo, ma a recarsi in Galilea perché sarà là che lo vedranno.
La Galilea, che è stata la terra del ministero ordinario della vita di Gesù, è ora indicata come simbolo di quella vita ordinaria, normale, in cui tutti noi siamo immersi e in cui siamo chiamati quali testimoni del Risorto, a illuminarla con la luce della fede. Come a dire che il Risorto lo si deve riconoscere non nelle cose straordinarie, sensazionali, ma soprattutto in quelle di ogni giorno. Siamo quindi chiamati ad annunciare il Risorto dentro alle nostre Galilee, senza paura, ma con coraggio, con gioia, con passione, perché lì e non in altri posti Lui ci attende.
Se il Signore è risorto, se ne ho fatto esperienza, sarà quindi possibile ogni giorno ricominciare e la novità può esistere già oggi: essa si annuncia nei segni discreti del bene che si rivelano nel cuore di chi è piccolo e si affida all’azione di Dio, ai suggerimenti dello Spirito, alle intuizioni del cuore, all’amicizia dei fratelli. Già oggi è possibile rafforzare questi segni di bene per rendere storica la risurrezione del mondo.
Commento di don Guido Benzi
tratto da “Il pane della Domenica. Meditazioni sui vangeli festivi”
Ave, Roma 2007
AVVISI
Domenica 5 aprile:
Santa Messa ore 09,00 e 11,00 (non c’è la messa delle 19,00)
Lunedì 6 aprile non c’è la messa
Giovedì 9 aprile:
ore 09.00 – 12.00 Adorazione Eucaristica;
ore 17,00 “Preghiera a S. Rita”.
ore 17,45 Rosario Vocazionale;