Novena di Natale

In preparazione al Natale

“L’ha inviato per amare”

PARROCCHIA BUON PASTORE

Abbiamo chiesto ad alcuni gruppi giovanili delle parrocchie della diocesi di dialogare idealmente con le figure bibliche che la liturgia dell’Avvento ci presenta nella Parola del giorno. Il personaggio biblico è stato considerato nella totalità della sua storia e del suo vissuto, non limitandosi solo al passo biblico del giorno. Il dialogo sviluppa argomenti di attualità.

PRESENTAZIONE

16 DICEMBRE

17 DICEMBRE

18 DICEMBRE

19 DICEMBRE

20 DICEMBRE

21 DICEMBRE

22 DICEMBRE

 

PRESENTAZIONE

«Non c’è violenza presso Dio» (A Diogneto VIII, 3). Sorprende scoprire quanto la tradizione cristiana abbia tenuto in alta considerazione il tema della pace. L’annuncio di un Dio buono, amabile e non violento, contrario a riscattare ciò che gli appartiene con la forza, incline a cambiare egli stesso piuttosto che usare la violenza, è stata una delle novità introdotte dal Cristianesimo nella storia. Lo si legge chiaramente nel assaggio dell’omelia tenuta nel 2005 da Benedetto XVI nella parrocchia romana Santa Maria Consolatrice: «Soprattutto il mondo greco ha avvertito questa novità, ha avvertito profondamente questa gioia, perché per loro non era chiaro se esistesse un Dio buono o un Dio cattivo o semplicemente nessun Dio». Noi cristiani abbiamo l’obbligo morale di riaffermare la novità del Vangelo, in un tempo della storia in cui si è tornati a diffondere l’ideologia della “guerra santa” e della “guerra giusta”. Il vero messaggio del Vangelo è di amore e di pace. Alla nascita di Cristo gli angeli hanno annunciato la pace (Lc 2, 14). Nell’Eucaristia da sempre la Chiesa prega il Padre affinché «il sacrificio della nostra riconciliazione doni pace e salvezza al mondo intero». La liturgia conosce il bacio della pace fin dai tempi di Giustino (1 Apol. 65, 2) e la pace ricorre nei saluti liturgici.

«Non c’è violenza presso Dio» non si esauriva in uno slogan per la Chiesa delle origini; nella predicazione patristica diventava addirittura un programma etico. La citazione della Lettera a Diogneto, fatta all’inizio, infatti, va completata con le conseguenti indicazioni etiche che troviamo più avanti nello stesso documento: «Quando avrai incominciato ad amarlo (il prossimo) sarai imitatore della sua bontà» (A Diogneto X, 3). Solo l’imitazione di un Dio non violento fa la felicità di quanti si sono convertiti a Cristo: «la felicità non sta nell’opprimere il proprio prossimo, nel voler prevalere sui più deboli, […] anzi tali azioni sono estranee alla sua maestà. Piuttosto, chiunque prende su di sé il peso del prossimo […] questi è imitatore di Dio» (A Diogneto X, 4). Prima di Costantino, tra gli appellativi più in uso per il cristiano, c’erano quelli di “figlio della pace” o di “fratello” a cui non era assolutamente lecito impugnare le armi. E la fraternità cristiana, pur conservando identità propria, si ampliava al mondo intero: «non dire – ammoniva Giovanni Crisostomo – “mi è impossibile interessarmi agli altri”. Se sei cristiano, impossibile sarà non interessartene […] sta nella natura del cristiano!» (Omelie sugli Atti degli Apostoli 20,4).  

È di estrema urgenza anche per il cristiano, oggi, l’annuncio di Cristo «nostra pace» (Ef 2, 14). Anche San Paolo si muoveva in un mondo divisivo come il nostro, divisioni spesso fomentate da pregiudizi religiosi sostenuti da un feroce legalismo. A volte c’è mancanza di delicatezza anche nel “porgere” il vangelo! In alcuni casi è proprio lo stile pastorale che deve cambiare, quando mostra un’indisponibilità all’ascolto dell’altro e al confronto con le profonde trasformazioni culturali ed esistenziali. Soltanto la Chiesa che supera le distinzioni di razza, classe e sesso, sarà segno di pace tra i popoli (Gal 3, 28). Si tratta di imboccare quella direzione indicata da Benedetto XVI e condivisa da Francesco: «La Chiesa non fa proselitismo. Essa si sviluppa piuttosto per “attrazione”: come Cristo “attira tutti a sé” con la forza del suo amore, culminato nel sacrificio della Croce, così la Chiesa compie la sua missione nella misura in cui, associata a Cristo, compie ogni sua opera in conformità spirituale e concreta alla carità del suo Signore» (Omelia della Messa di inaugurazione della V Conferenza generale dell’episcopato Latino americano e dei Caraibi, 13 maggio 2007).

Per questo Natale abbiamo trasformato le parole della Lettera a Diogneto in una preghiera corale per la pace da ripetersi ogni giorno all’inizio della novena. Suggeriamo come SEGNO da porre nelle comunità per questo tempo di Avvento/Natale, un PRESEPE SCOMODO. Non possiamo celebrare il Natale del Signore come se nulla stia accadendo nel mondo. Il rito dei regali e dell’abbuffarsi a tavola risulterebbe più stonato che mai. Affidiamo quindi alla creatività delle comunità parrocchiali, il compito di inserire nel presepe comunitario elementi che rimandino al dramma delle guerre e delle ingiustizie nel mondo. Rendiamo anche le nostre comunità più consapevoli dell’impegno attivo per la pace: nella mangiatoia, oppure in una cesta o un’anfora (ciascuna comunità si senta libera di fare come più ritiene opportuno) si raccolgano biglietti con invocazioni alla pace, preghiere, brevi riflessioni da pescare e leggere durante la novena del Natale, dove nello schema c’è la rubrica INTER-CEDERE (“stare nel mezzo”), memori che la nostra preghiera deve avere il respiro del mondo: «Ti raccomando prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere… per tutti gli uomini» (Tm 2,1). Una preghiera dentro la storia, la vita prima di tutto! Spesso leggiamo preghiere dal “foglietto” scritte mesi, anni prima.  I testi delle meditazioni che vengono proposte all’interno della novena sono “vive”, attuali. I giovani delle parrocchie hanno dialogato idealmente con alcune figure bibliche dell’Avvento, con uno sguardo attento al presente. Era un po’ lo stile del Cardinale Martini che ritroviamo in tanti suoi preziosi testi. Una lettura spirituale, di fede della Scrittura.

Per quanto concerne la Novena dell’Immacolata mediteremo dei passi, adeguatamente selezionati da Denise Adversi, dell’Esortazione Apostolica di Paolo VI, Marialis cultus che ci fa guardare a Maria come donna «tutt’altro che passivamente remissiva di una religiosità alienante, ma donna che non dubitò di proclamare che Dio è vindice degli umili e degli oppressi e rovescia dai loro troni i potenti del mondo (cfr Lc 1,51-53); e riconoscerà in Maria, che primeggia tra gli umili e i poveri del Signore, una donna forte, che conobbe povertà e sofferenza, fuga ed esilio (cfr Mt 2,13-23): situazioni che non possono sfuggire all’attenzione di chi vuole assecondare con spirito evangelico le energie liberatrici dell’uomo e della società» (n. 37).

Per il lucernario delle domeniche d’Avvento abbiamo adattato dei testi di Mons. Magrassi. In appendice troverete un’antologia di brani sul tema Dio-Pace, che potranno essere utilizzati durante l’Ufficio delle Letture che precede la messa della notte di Natale o quando si riterrà più opportuno.

Consentitemi di ringraziare quanti mi affiancano nel Servizio di Pastorale Liturgica. Innanzitutto l’equipe con don Francesco Necchia, amico fraterno di lunga data, Denise Adversi, Giustina ed Antonio Memmi, sr. Rosa Ricci, Atish Rambaran, Marco Ruggiero, e le gentilissime Angela Schino, Paola Perchinunno e Mariantonietta Intonti, che pazientemente rivedono le bozze. A tutti auguro un Natale pieno di speranza: Gesù Cristo è la nostra speranza!

(don Francesco Mancini, delegato Ufficio Liturgico

Sabato 16 dicembre 2023
ELIA
Contemplazione e discernimento

LUCERNARIO

Mentre si fa un canto di Avvento, colui che presiede fa il suo ingresso preceduto da un fedele, che porta una lampada accesa e la pone ai piedi dell’altare.

CANTO DI AVVENTO

Noi veglieremo
Nella notte o Dio, noi veglieremo,
con le lampade, vestiti a festa
presto arriverai, e sarà giorno.


Rallegratevi in attesa del Signore,
improvvisa giungerà la sua voce
quando Lui verrà sarete pronti,
e vi chiamerà amici per sempre.

Raccogliete per il giorno della vita,
dove tutto sarà giovane in eterno,
quando Lui verrà sarete pronti,
e vi chiamerà amici per sempre.


SALUTO INIZIALE E INTRODUZIONE

Celebrante:
Il Dio della speranza, che ci riempie di ogni gioia e pace nella fede, per la potenza dello
Spirito Santo sia con tutti voi.
Tutti
E con il tuo spirito.

RESPONSORIO

Celebrante:
È stato veramente Dio in persona, l’Onnipotente, il Creatore di tutto, l’invisibile, proprio lui, che dai cieli ha insediato e solidamente fissato nei nostri cuori la verità e la parola santa.
Tutti
L’ha inviato nella bontà e nella mitezza, l’ha inviato come un Dio, l’ha inviato come a uomini.
Celebrante:
L’ha inviato per salvare, non per fare violenza: perché non c’è violenza presso Dio.
L’ha inviato per chiamare, l’ha inviato per amare.
Tutti:
Chiunque prende su di sé il peso del prossimo, chi spontaneamente vuole beneficare un altro meno fortunato, chi fornendo ai bisognosi quei beni che possiede per averli ricevuti da Dio, questi è imitatore di Dio.
(cf. Lettera a Diogneto, VII,2-3; X,5)

CANTO DELL’ANTIFONA “O”

Spandete, o cieli, la vostra rugiada e dalle nubi scenda il Salvatore!
Non adirarti, Signore; non ricordarti più dei nostri peccati.
Ecco, la città del tempio è deserta, è deserta Sion, è devastata Gerusalemme,
dimora della tua santità e della tua gloria, ove i nostri padri hanno cantato le tue lodi.

LETTURA BIBLICA

Lettore

Dal libro di Siracide (48, 1-4. 9-11)
In quei giorni, sorse Elìa profeta, come un fuoco;
la sua parola bruciava come fiaccola.
Egli fece venire su di loro la carestia
e con zelo li ridusse a pochi.
Per la parola del Signore chiuse il cielo
e così fece scendere per tre volte il fuoco.
Come ti rendesti glorioso, Elìa, con i tuoi prodigi!
E chi può vantarsi di esserti uguale?
Tu sei stato assunto in un turbine di fuoco,
su un carro di cavalli di fuoco;
tu sei stato designato a rimproverare i tempi futuri,
per placare l’ira prima che divampi,
per ricondurre il cuore del padre verso il figlio
e ristabilire le tribù di Giacobbe.
Beati coloro che ti hanno visto
e si sono addormentati nell’amore.

DIALOGANDO

Lettore:

Salgo a bordo dell’autobus. Ho appena concluso il mio esame di maturità sul tema «Elogio dell’Attesa nell’era di WhatsApp». In un’epoca in cui tutto si svolge in ‘tempo reale’, è sempre più difficile ritagliarsi tempo per sé stessi, quello che sa di noia, ma anche di verità. In passato, le parole e persino i pensieri avevano un ritmo più lento. Guardo fuori dal finestrino: ed ecco i colori dei semafori, il suono dei clacson, la frenesia generale.
Una volta a casa, mi chiudo nella mia stanza. Dopo una mattinata colma di ansie e paure, riesco finalmente a dare voce ai miei pensieri. E mi chiedo se il problema reale non sia proprio questo: bisognerebbe comporre un «Elogio al Silenzio».
Troppo spesso abbiamo paura di immergerci in quel deserto di pensieri e tu, Elia, lo hai sperimentato più di tutti: il deserto del cuore. Dio mandò un angelo a nutrirti. Il comando fu perentorio: «Alzati e mangia, non sei qui per morire. Alzati e ascolta la mia parola, nutriti di essa, e cammina».
Attraversasti quel deserto, ti ritrovasti sul Monte e nella caverna passasti la notte: il tempo in cui non si vede nulla, si attende la luce dell’alba. Il tempo della ricerca e dell’attesa.
Dio si rivela a te: «Che fai qui Elia?». Nei deserti della nostra vita, nella notte della nostra fede, la parola di Dio prima o poi, arriva sempre. Se ascoltiamo.
Fu proprio la parola di Dio ad aiutarti a fare luce dentro di te. Eri pronto finalmente ad incontrarLo faccia a faccia.
Hai atteso che Dio ti parlasse in un uragano, un terremoto, un fuoco. Ma Dio parla al cuore, «nel sussurro di una brezza leggera». Una presenza forte che ci costringe, istintivamente, a coprirci il volto: l’incontro con Lui ci rivela la nostra povertà, la nostra fragilità, la nostra inadeguatezza.
E quando avviene, non siamo più quelli di prima. Ogni volta che accogliamo la Parola ci riscopriamo Profeti.
E mi ripeto che vale la pena cercare del tempo per ritirarci in quella caverna e nel silenzio lasciare che Dio faccia rinascere la consapevolezza di questa chiamata.
(a cura dei giovanissimi e giovani della parrocchia S. Michele in Bari-Palese)

RIFLESSIONE DEL CELEBRANTE

LA PACE VERRA’ E SARA’ DONO DI DIO

La pace verrà, la pace verrà,
sarà dono di Dio.
La pace verrà, la pace verrà,
sarà dono di Dio.


1. La pace attesa e amata,
la pace cercata e sperata;
verrà presto e fiorirà
il dono della pace.

2. La pace via d’amore,
la pace sorgente di bene;
sarà del cuore anelito
il dono della pace.

3. La pace carezza di Dio,
la pace consola i cuori;
darà i suoi frutti
il dono della pace.

4. La pace perdono offerto,
la pace unione fraterna;
sarà parola ultima
il dono della pace.

INTER-CEDERE (rendiamoci più consapevoli dell’impegno attivo per la pace.)

PREGHIERA

Dio dell’eternità che ti riveli nel tempo,
Bellezza infinita che hai scelto di farti attendere
e attendi tu stesso che l’uomo ti cerchi
tutto il tempo di un Avvento.
Vita che nutri di amicizia i nostri deserti di solitudine,
convertici a te.
Donaci di riconoscere i segni della tua presenza
non nelle parole gridate o nelle voci assordanti
ma nei mormorii del silenzio,
nei sussurri del cuore,
nei volti dei fratelli.
Aiutaci ad interpretare la tua volontà
che si manifesta lì dove arde il fuoco dell’Amore
e le sue fiamme incendiano i cuori
come in una rinnovata Pentecoste
nella tua Chiesa in cammino sulle strade del mondo.
Infondi in noi la sapienza e il coraggio per scegliere
di vivere secondo il Vangelo del tuo Figlio Gesù,
Atteso delle genti,
Speranza del mondo,
Fratello di tutti,
Signore della storia.
Amen.
(Mario Castellano)

PADRE NOSTRO

Preghiamo
O Dio, che chiami gli umili e i poveri
a entrare nel tuo regno di pace,
fa’ germogliare tra noi la tua giustizia,
perché viviamo nella gioia l’attesa del Salvatore che viene.
Egli è Dio, e vive e regna con te…

BENEDIZIONE E CANTO FINALE
Ognuno pesca il nome di un paese per cui pregare

TU SCENDI DALLE STELLE

Tu scendi dalle stelle,
o Re del cielo
e vieni in una grotta
al freddo e al gelo,
e vieni in una grotta
al freddo e al gelo.

O Bambino mio divino,
io ti vedo qui a tremar,
o Dio beato,  
ah quanto ti costò
l’avermi amato
ah quanto ti costò
l’avermi amato.
 
A Te, che sei del mondo,
il Creatore,
mancano panni e fuoco,
o mio Signore.  
mancano panni e fuoco,
o mio Signore.

Caro eletto pargoletto,
quanto questa povertà
più mi innamora,  
giacché ti fece amor
povero ancora,
giacché ti fece amor
povero ancora.
 
Tu lasci il bel gioir
del divin seno,
per giunger a penar
su questo fieno,
per giunger a penar
su questo fieno.

Dolce amore del mio core,
dove amore ti trasportò,
o Gesù mio.  
Perché tanto patir
per amor mio?
Perché tanto patir
per amor mio?

Domenica 17 dicembre 2023
ISAIA
Essere profeti oggi

LUCERNARIO

Mentre si fa un canto di Avvento, colui che presiede fa il suo ingresso preceduto da un fedele, che porta una lampada accesa e la pone ai piedi dell’altare.

CANTO DI AVVENTO

Noi veglieremo
Nella notte o Dio, noi veglieremo,
con le lampade, vestiti a festa
presto arriverai, e sarà giorno.


Rallegratevi in attesa del Signore,
improvvisa giungerà la sua voce
quando Lui verrà sarete pronti,
e vi chiamerà amici per sempre.

Raccogliete per il giorno della vita,
dove tutto sarà giovane in eterno,
quando Lui verrà sarete pronti,
e vi chiamerà amici per sempre.

SALUTO INIZIALE E INTRODUZIONE

Celebrante:
Il Dio della speranza, che ci riempie di ogni gioia e pace nella fede, per la potenza dello Spirito Santo sia con tutti voi.
Tutti
E con il tuo spirito.

RESPONSORIO

Celebrante:
È stato veramente Dio in persona, l’Onnipotente, il Creatore di tutto, l’invisibile, proprio lui, che dai cieli ha insediato e solidamente fissato nei nostri cuori la verità e la parola santa.
Tutti
L’ha inviato nella bontà e nella mitezza, l’ha inviato come un Dio, l’ha inviato come a uomini.
Celebrante:
L’ha inviato per salvare, non per fare violenza: perché non c’è violenza presso Dio.
L’ha inviato per chiamare, l’ha inviato per amare.
Tutti:
Chiunque prende su di sé il peso del prossimo, chi spontaneamente vuole beneficare un altro meno fortunato, chi fornendo ai bisognosi quei beni che possiede per averli ricevuti da Dio, questi è imitatore di Dio.
(cf. Lettera a Diogneto, VII,2-3; X,5)

CANTO DELL’ANTIFONA “O”

O Sapienza
che esci dalla bocca dell’Altissimo,
ti estendi ai confini del mondo,
e tutto disponi con soavità e con forza:
vieni, insegnaci la via della saggezza.

LETTURA BIBLICA

Lettore

Dal Vangelo secondo Giovanni (1, 6-8. 19-28)
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e
levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo».
Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No»,
rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno
mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete
diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque
tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua.
In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno
di slegare il laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

DIALOGANDO

Lettore 1:

Caro Isaia, sappiamo che tu sei un profeta antico ma sempre attuale. Ci interessa sapere cosa rappresenta per te un tale privilegio?

Lettore 2:

Il privilegio è vostro se incontrare un profeta lungo la strada. Molti muoiono senza aver mai avuto la fortuna di incontrare un profeta nei loro percorsi. E se ne incontrate uno e non avete paura di lasciarvi sconvolgere dai suoi appelli, a volte graffianti e sempre provocatori, a tal punto da chiedere di cambiare vita, ebbene… allora c’è la possibilità che riconosciate le potenzialità della profezia che sono anche in voi. Perché tutti possiamo essere profeti!

Lettore 1:

Ci affascina questa prospettiva: anche noi possiamo diventare profeti! Ma come avviene e
cosa è successo a te?

Lettore 2:

la scintilla in me si accese «nell’anno in cui morì il re Ozìa»: allora «io vidi il Signore». In
quella scintilla scorsi la mia vocazione. Come per tutti, la prima emozione non fu la gioia, ma il timore: sentivo tutta la mia inadeguatezza di stare in quell’incontro con un Dio che stava interpellando proprio me. «La vocazione profetica non coincide con la vocazione professionale, artistica, familiare, neanche con la vocazione religiosa», ma tutte le attraversa, cosicché ognuno, nella condizione o nello stato di vita che gli è proprio, è chiamato a diventare profeta.

RIFLESSIONE DEL CELEBRANTE

LA PACE VERRA’ E SARA’ DONO DI DIO

La pace verrà, la pace verrà,
sarà dono di Dio.
La pace verrà, la pace verrà,
sarà dono di Dio.


1. La pace attesa e amata,
la pace cercata e sperata;
verrà presto e fiorirà
il dono della pace.

2. La pace via d’amore,
la pace sorgente di bene;
sarà del cuore anelito
il dono della pace.

3. La pace carezza di Dio,
la pace consola i cuori;
darà i suoi frutti
il dono della pace.

4. La pace perdono offerto,
la pace unione fraterna;
sarà parola ultima
il dono della pace.

INTER-CEDERE (rendiamoci più consapevoli dell’impegno attivo per la pace.)

PREGHIERA

O Spirito, che ardevi come fuoco vivo
nel cuore dei profeti e rischiaravi
per mezzo loro le notti più oscure
trasformandole in aurora di salvezza e alleanze sempre eterne,
donaci la consapevolezza di essere chiamati e mandati nella storia
per far albeggiare qualcosa di nuovo che già rifulge in Gesù, fratello nostro,
e che attraverso noi può illuminare la tenebra che pare ricoprirci.
Vieni a visitarci, Santo Spirito, e dona la consapevolezza
di essere un popolo liberato dagli idoli che ieri come oggi popolano la vita
e donaci il coraggio di vivere la vita stessa di Gesù, sorgente di speranza per tutti.
Lontano da lui la storia non ha futuro. Solo con lui la vita accende e desta la vita. Amen.
(Vito Piccinonna)

PADRE NOSTRO

Preghiamo
Guarda, o Padre, il tuo popolo,
che attende con fede il Natale del Signore,
e fa’ che giunga a celebrare con rinnovata esultanza
il grande mistero della salvezza.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

BENEDIZIONE E CANTO FINALE
Ognuno pesca il nome di un paese per cui pregare

TU SCENDI DALLE STELLE

Tu scendi dalle stelle,
o Re del cielo
e vieni in una grotta
al freddo e al gelo,
e vieni in una grotta
al freddo e al gelo.

O Bambino mio divino,
io ti vedo qui a tremar,
o Dio beato,  
ah quanto ti costò
l’avermi amato
ah quanto ti costò
l’avermi amato.
 
A Te, che sei del mondo,
il Creatore,
mancano panni e fuoco,
o mio Signore.  
mancano panni e fuoco,
o mio Signore.

Caro eletto pargoletto,
quanto questa povertà
più mi innamora,  
giacché ti fece amor
povero ancora,
giacché ti fece amor
povero ancora.
 
Tu lasci il bel gioir
del divin seno,
per giunger a penar
su questo fieno,
per giunger a penar
su questo fieno.

Lunedì 18 dicembre 2023
GIUSEPPE
Rapporto uomo-donna: non c’è amore senza rispetto reciproco

LUCERNARIO

Mentre si fa un canto di Avvento, colui che presiede fa il suo ingresso preceduto da un fedele, che porta una lampada accesa e la pone ai piedi dell’altare.

CANTO DI AVVENTO

Noi veglieremo
Nella notte o Dio, noi veglieremo,
con le lampade, vestiti a festa
presto arriverai, e sarà giorno.


Rallegratevi in attesa del Signore,
improvvisa giungerà la sua voce
quando Lui verrà sarete pronti,
e vi chiamerà amici per sempre.

Raccogliete per il giorno della vita,
dove tutto sarà giovane in eterno,
quando Lui verrà sarete pronti,
e vi chiamerà amici per sempre.


SALUTO INIZIALE E INTRODUZIONE

Celebrante:
Il Dio della speranza, che ci riempie di ogni gioia e pace nella fede, per la potenza dello Spirito Santo sia con tutti voi.
Tutti
E con il tuo spirito.

RESPONSORIO

Celebrante:
È stato veramente Dio in persona, l’Onnipotente, il Creatore di tutto, l’invisibile, proprio lui, che dai cieli ha insediato e solidamente fissato nei nostri cuori la verità e la parola santa.
Tutti
L’ha inviato nella bontà e nella mitezza, l’ha inviato come un Dio, l’ha inviato come a uomini.
Celebrante:
L’ha inviato per salvare, non per fare violenza: perché non c’è violenza presso Dio.
L’ha inviato per chiamare, l’ha inviato per amare.
Tutti:
Chiunque prende su di sé il peso del prossimo, chi spontaneamente vuole beneficare un altro meno fortunato, chi fornendo ai bisognosi quei beni che possiede per averli ricevuti da Dio, questi è imitatore di Dio.
(cf. Lettera a Diogneto, VII,2-3; X,5)

CANTO DELL’ANTIFONA “O”

O Signore,
guida della casa di Israele,
che sei apparso a Mosè nel fuoco del roveto,
e sul monte Sinai gli hai dato la Legge:
vieni a liberarci con braccio potente.

LETTURA BIBLICA

Lettore

Dal Vangelo secondo Matteo (1,18-24)
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa «Dio con noi».
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

DIALOGANDO

Lettore:

Ciao Giuseppe, abbiamo tante domande da farti… anche noi come te non dormiamo la notte perché abbiamo la testa invasa da pensieri. Vorrei chiederti qualcosa sulla tua famiglia: com’era il tuo rapporto con Maria e Gesù? Se dovessi immaginarmi oggi il tuo rapporto con la tua famiglia non penserei ad una situazione priva di difetti, ma ad una quotidianità familiare che tutti noi abbiamo, fatta di insegnamenti e scontri, gioie e difficoltà. Il tuo rapporto con loro lo definirei anche essenziale e vero, sempre nell’impronta cristiana che vi illumina. Quando hai saputo che Maria era incinta quali sono state le tue emozioni? Di primo impatto, sarai stato spiazzato da una notizia del genere, no? Immagino di sì. Ti ha turbato e ti ha lasciato molte notti insonne. Però hai dimostrato di essere uomo di fede, ti fidi del Signore e agisci seguendolo. Chi sarebbe così coraggioso da accettare Maria incinta, da scappare in Egitto, tutto per fiducia in Dio? Solo tu. Cosa ti ha portato a decidere di non ripudiare Maria? Amore, rispetto, ribellione, politica, questione morale ed etica? Per me la tua decisione nasce da due fattori: uno più spirituale dovuto alla tua profonda e “folle” fede in Dio, che ti ha spinto ad andare oltre la legge del tempo e a seguire il tuo cuore; ed uno invece più terreno, che nasce dal desiderio di ribellarsi all’usanza e ai canoni di allora per scegliere la giustizia e il rispetto nei confronti di una ragazza giovane e inerme. In entrambi i casi hai dimostrato il tuo coraggio nel lasciarti guidare dalla via tracciata dal Signore per mezzo degli angeli, immerso tra dubbi, inquietudini e paure sul futuro della vostra famiglia. Giuseppe tu ci insegni a non giudicare, a praticare il rispetto nel segreto, nell’amare senza
misura, a non abbandonare nella difficoltà, ad andare contro tutti e ad essere teneri anche senza parlare.
(a cura dei giovani della Parrocchia S. Maria del Fonte in Bari-Carbonara)

RIFLESSIONE DEL CELEBRANTE

LA PACE VERRA’ E SARA’ DONO DI DIO

La pace verrà, la pace verrà,
sarà dono di Dio.
La pace verrà, la pace verrà,
sarà dono di Dio.


1. La pace attesa e amata,
la pace cercata e sperata;
verrà presto e fiorirà
il dono della pace.

2. La pace via d’amore,
la pace sorgente di bene;
sarà del cuore anelito
il dono della pace.
3. La pace carezza di Dio,
la pace consola i cuori;
darà i suoi frutti
il dono della pace.

4. La pace perdono offerto,
la pace unione fraterna;
sarà parola ultima
il dono della pace.

INTER-CEDERE (rendiamoci più consapevoli dell’impegno attivo per la pace.)

PREGHIERA

Giuseppe,
sei stato scelto da Dio tra tutti gli uomini
per prenderti cura di Maria,
hai saputo affidarti a Dio,
mettendo in secondo piano le leggi degli uomini,
insegnaci ad amare senza calcoli, come hai fatto tu.
Hai vegliato con affettuosa attenzione
la madre e il bambino
per dare sicurezza alla loro vita,
e con rispetto ed amore
li hai custoditi ed accompagnati.
Veglia su di noi e sulle nostre comunità,
affinché, guidati dai tuoi insegnamenti,
possiamo anche noi essere testimoni fedeli
di Dio e dell’umanità.
(Atish Andrea Rambaran)

PADRE NOSTRO

Preghiamo
Oppressi a lungo sotto il giogo del peccato,
aspettiamo, o Padre, la nostra redenzione;
la nuova nascita del tuo Figlio unigenito
ci liberi dalla schiavitù antica.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

BENEDIZIONE E CANTO FINALE
Ognuno pesca il nome di un paese per cui pregare

TU SCENDI DALLE STELLE

Tu scendi dalle stelle,
o Re del cielo
e vieni in una grotta
al freddo e al gelo,
e vieni in una grotta
al freddo e al gelo.

O Bambino mio divino,
io ti vedo qui a tremar,
o Dio beato,  
ah quanto ti costò
l’avermi amato
ah quanto ti costò
l’avermi amato.
 
A Te, che sei del mondo,
il Creatore,
mancano panni e fuoco,
o mio Signore.  
mancano panni e fuoco,
o mio Signore.

Caro eletto pargoletto,
quanto questa povertà
più mi innamora,  
giacché ti fece amor
povero ancora,
giacché ti fece amor
povero ancora.
 
Tu lasci il bel gioir
del divin seno,
per giunger a penar
su questo fieno,
per giunger a penar
su questo fieno.

Martedì 19 dicembre 2023
ZACCARIA
La fede, il dubbio: dialogo con i non credenti

LUCERNARIO

Mentre si fa un canto di Avvento, colui che presiede fa il suo ingresso preceduto da un fedele, che porta una lampada accesa e la pone ai piedi dell’altare.

CANTO DI AVVENTO

Noi veglieremo
Nella notte o Dio, noi veglieremo,
con le lampade, vestiti a festa
presto arriverai, e sarà giorno.

Rallegratevi in attesa del Signore,
improvvisa giungerà la sua voce
quando Lui verrà sarete pronti,
e vi chiamerà amici per sempre.

Raccogliete per il giorno della vita,
dove tutto sarà giovane in eterno,
quando Lui verrà sarete pronti,
e vi chiamerà amici per sempre.


SALUTO INIZIALE E INTRODUZIONE

Celebrante:
Il Dio della speranza, che ci riempie di ogni gioia e pace nella fede, per la potenza dello
Spirito Santo sia con tutti voi.
Tutti
E con il tuo spirito.

RESPONSORIO

Celebrante:
È stato veramente Dio in persona, l’Onnipotente, il Creatore di tutto, l’invisibile, proprio lui, che dai cieli ha insediato e solidamente fissato nei nostri cuori la verità e la parola santa.
Tutti
L’ha inviato nella bontà e nella mitezza, l’ha inviato come un Dio, l’ha inviato come a uomini.
Celebrante:
L’ha inviato per salvare, non per fare violenza: perché non c’è violenza presso Dio.
L’ha inviato per chiamare, l’ha inviato per amare.
Tutti:
Chiunque prende su di sé il peso del prossimo, chi spontaneamente vuole beneficare un altro meno fortunato, chi fornendo ai bisognosi quei beni che possiede per averli ricevuti da Dio, questi è imitatore di Dio.
(cf. Lettera a Diogneto, VII,2-3; X,5)

CANTO DELL’ANTIFONA “O”

O Radice di Iesse,
che ti innalzi come segno per i popoli:
tacciono davanti a te i re della terra,
e le nazioni t’invocano:
vieni a liberarci, non tardare.

LETTURA BIBLICA

Lettore

Dal Vangelo secondo Luca (1,5-25)
Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccarìa, della classe di Abìa, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
Avvenne che, mentre Zaccarìa svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso.
Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccarìa si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccarìa, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elìa, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».
Zaccarìa disse all’angelo: «Come potrò mai conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanti negli anni». L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo».
Intanto il popolo stava in attesa di Zaccarìa, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.
Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini».

DIALOGANDO

Guida :

Il mistero della fede di Zaccaria, ai giorni d’oggi, ovvero in un mondo caratterizzato da dubbi ed incertezze, rappresenta un esempio di come la sfida lanciata alla fede possa far sì che essa ne esca rafforzata. Mentre Zaccaria dovette affrontare l’annuncio di una nascita miracolosa ed inaspettata, molte persone oggi si misurano con dubbi riguardo a questioni di fede in un contesto di razionalismo e scientismo esasperati.

Lettore 1

Zaccaria, la tua storia mi affascina e in particolar modo mi ha sempre colpito come il tuo dubitare fosse in contraddizione con il tuo ruolo di sacerdote. Perché hai dubitato della parola di Dio?

Lettore 2

Non so se tu abbia un figlio e possa capirmi. Era tutto ciò che io e mia moglie desideravamo, ma
ormai eravamo vecchi ed avevamo perso le speranze. Sebbene sia stato difficile e doloroso, avevo sotterrato l’idea di diventare padre nel profondo del mio cuore. Quell’annuncio divino ha cambiato tutto, ha distrutto tutte le certezze che avevo faticosamente costruito. Ha messo di nuovo tutto in discussione. Non potevo accettarlo, non volevo accettarlo.

Lettore 1

Immagino sia stato un momento di grande sfida per te! Tutti possiamo trovarci nella situazione di dubitare e di cercare risposte alle nostre domande. La ricerca di comprensione e di significato sono tappe comuni in qualsiasi momento della vita. Cosa consiglieresti a un giovane che si trova nella tua stessa situazione?

Lettore 2

La riflessione intensa e la preghiera possono aiutare a superare i dubbi e a trovare una connessione più profonda con Dio. Io, infatti, ho riflettuto molto sulla Sua promessa e ho capito che dovevo accettarla con fede. Quando l’ho finalmente accettata, la mia lingua si è sciolta e la voce è ritornata. Avere fede significa affidarsi alla volontà di Dio, accogliere ciò che Dio ha pensato per ciascuno di noi, anche se questo si discosta dalle nostre aspettative personali, dai nostri progetti. Significa dare voce al disegno di bene e di felicità che Dio ha tracciato per ogni uomo.

Lettore 1

Cosa ne pensi di quanto accaduto a Giuseppe? Lui si è trovato in una situazione simile alla tua; eppure, non ha battuto ciglio quando ha ricevuto l’annuncio della nascita di Gesù!

Lettore 2

È vero, ma Giuseppe ha avuto l’annuncio dopo Maria, dopo che il fatto era già accaduto. Lui ha un cuore grande, ama Maria, si sono fatti forza a
vicenda ed hanno affrontato la rivelazione del mistero di Gesù insieme. Io mi sono fatto carico dell’annuncio di Dio da solo, non volevo illudere mia moglie fino all’ultimo. Non trovavo le parole per raccontarle del grande dono che Dio ci stava facendo. Avere qualcuno con cui condividere i doni e le sfide del Signore è davvero molto importante.

Lettore 1

Credi di essere stato privilegiato in quanto sacerdote?

Lettore 2

No, anzi, non credevo di esserne degno. Praticavo riti religiosi e pregavo Dio ogni giorno affinché mi donasse un figlio. Tuttavia, ero fermamente convinto che tutte quelle preghiere sarebbero rimaste vane. Come può Dio interessarsi proprio a me? Non volevo illudermi. Quando Dio mi ha privato della parola ho pensato che, in qualche modo, volesse punirmi, solo col passare del tempo la mia condizione è diventata una risorsa: ho capito che dovevo sfruttarla per riflettere.

Lettore 1

La tua è una testimonianza di quanto Dio sia presente nella nostra vita nonostante i dubbi e le perplessità. Col senno di poi, se potessi tornare indietro, ti comporteresti diversamente?

Lettore 2

Temo di no, forse ripeterei lo stesso errore. Quando si parla di Dio il senno è nulla. Non importa quanto pensi di essere pronto per accoglierlo, ti lascia senza parole ogni volta.

Lettore 1

Come hai visto cambiare la tua prospettiva di fede in seguito a questa esperienza?

Lettore 2

Vedendo il piccolo Giovanni tra le braccia di Elisabetta sono stato invaso da una gioia indescrivibile. È stato come farsi una doccia fredda, mi sono reso conto di quanto fossi stato miope, di
quanto avessi frainteso, ma ormai tutto questo non importava più. Dio non si è ancora stancato di noi, nonostante tutti i nostri errori, le nostre esitazioni, le nostre mancanze. Continua ad amarci e ci dona ogni giorno la vita e la sua grazia. Avevo bisogno di ringraziarLo, di gridare al mondo intero che Dio è qui con noi, ha un piano per la nostra salvezza e che sono orgoglioso del fatto che mio figlio avrà la possibilità di onorarlo come io non sono mai riuscito a fare.

Lettore 1

La tua storia è davvero ispiratrice. Grazie per aver condiviso la tua esperienza con noi, Zaccaria.

Lettore 2

Grazie a te. Spero che la mia storia possa davvero insegnare agli altri a fidarsi della volontà di Dio, anche quando le circostanze sembrano impossibili.
(a cura dei giovani della Parrocchia S. Cuore in Bari)

RIFLESSIONE DEL CELEBRANTE

LA PACE VERRA’ E SARA’ DONO DI DIO

La pace verrà, la pace verrà,
sarà dono di Dio.
La pace verrà, la pace verrà,
sarà dono di Dio.


1. La pace attesa e amata,
la pace cercata e sperata;
verrà presto e fiorirà
il dono della pace.

2. La pace via d’amore,
la pace sorgente di bene;
sarà del cuore anelito
il dono della pace.

3. La pace carezza di Dio,
la pace consola i cuori;
darà i suoi frutti
il dono della pace.

4. La pace perdono offerto,
la pace unione fraterna;
sarà parola ultima
il dono della pace.

INTER-CEDERE (rendiamoci più consapevoli dell’impegno attivo per la pace.)

PREGHIERA

Dio dei nostri padri,
sempre fedele alle tue misteriose promesse,
come è potuto avvenire che proprio Zaccaria,
uno dei tuoi servi più obbedienti,
non credesse alla tua gioia di ascoltare la sua preghiera?
Chissà… forse aveva obbedito troppo.
Forse ti serviva da sempre senza avere il coraggio di alzare lo sguardo verso di te.
E così si era rassegnato a considerare il suo stato come una punizione,
pensandoti come un Dio castigatore.
Signore, poiché vogliamo credere che le nostre sofferenze
nascondano una benedizione e non un castigo,
rendici un poco disobbedienti.
Donaci la grazia del dubbio,
mettici dentro un po’ di quella santa, creativa “eresia” che
hai messo nel cuore di tuo figlio.
No, non per seguire le mode, e neanche per stupire ad ogni costo.
Il gusto dello scandalo è roba da adolescenti.
Facci comprendere, invece, che la bellezza risiede nella novità dello sguardo,
e che spesso questa novità viene proprio da chi non ha mai frequentato i nostri ambienti.
Donaci l’umiltà di dubitare non di Te e del tuo Vangelo,
ma del nostro diritto a farcene padroni.
Insegnaci ad appartenere alla Verità, non a possederla.
Altrimenti rimarremo muti… ma Tu rendici annunciatori del tuo amore!
(Denise Adversi)

PADRE NOSTRO

Preghiamo
O Dio che, con il parto della santa Vergine,
hai rivelato al mondo lo splendore della tua gloria,
fa’ che veneriamo con fede viva
e celebriamo con fervente amore
il grande mistero dell’incarnazione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

BENEDIZIONE E CANTO FINALE
Ognuno pesca il nome di un paese per cui pregare

TU SCENDI DALLE STELLE

u scendi dalle stelle,
o Re del cielo
e vieni in una grotta
al freddo e al gelo,
e vieni in una grotta
al freddo e al gelo.

O Bambino mio divino,
io ti vedo qui a tremar,
o Dio beato,  
ah quanto ti costò
l’avermi amato
ah quanto ti costò
l’avermi amato.
 
A Te, che sei del mondo,
il Creatore,
mancano panni e fuoco,
o mio Signore.  
mancano panni e fuoco,
o mio Signore.

Caro eletto pargoletto,
quanto questa povertà
più mi innamora,  
giacché ti fece amor
povero ancora,
giacché ti fece amor
povero ancora.
 
Tu lasci il bel gioir
del divin seno,
per giunger a penar
su questo fieno,
per giunger a penar
su questo fieno.

Dolce amore del mio core,
dove amore ti trasportò,
o Gesù mio.  
Perché tanto patir
per amor mio?
Perché tanto patir
per amor mio?

Mercoledì 20 dicembre 2023
GABRIELE
Comunicare la fede con gioia

LUCERNARIO

Mentre si fa un canto di Avvento, colui che presiede fa il suo ingresso preceduto da un fedele, che porta una lampada accesa e la pone ai piedi dell’altare.

CANTO DI AVVENTO

Noi veglieremo
Nella notte o Dio, noi veglieremo,
con le lampade, vestiti a festa
presto arriverai, e sarà giorno.


Rallegratevi in attesa del Signore,
improvvisa giungerà la sua voce
quando Lui verrà sarete pronti,
e vi chiamerà amici per sempre.

Raccogliete per il giorno della vita,
dove tutto sarà giovane in eterno,
quando Lui verrà sarete pronti,
e vi chiamerà amici per sempre.


SALUTO INIZIALE E INTRODUZIONE

Celebrante:
Il Dio della speranza, che ci riempie di ogni gioia e pace nella fede, per la potenza dello
Spirito Santo sia con tutti voi.
Tutti
E con il tuo spirito.

RESPONSORIO

Celebrante:
È stato veramente Dio in persona, l’Onnipotente, il Creatore di tutto, l’invisibile, proprio lui, che dai cieli ha insediato e solidamente fissato nei nostri cuori la verità e la parola santa.
Tutti
L’ha inviato nella bontà e nella mitezza, l’ha inviato come un Dio, l’ha inviato come a uomini.
Celebrante:
L’ha inviato per salvare, non per fare violenza: perché non c’è violenza presso Dio.
L’ha inviato per chiamare, l’ha inviato per amare.
Tutti:
Chiunque prende su di sé il peso del prossimo, chi spontaneamente vuole beneficare un altro meno fortunato, chi fornendo ai bisognosi quei beni che possiede per averli ricevuti da Dio, questi è imitatore di Dio.
(cf. Lettera a Diogneto, VII,2-3; X,5)

CANTO DELL’ANTIFONA “O”

O Chiave di Davide,
scettro della casa di Israele,
che apri, e nessuno può chiudere,
chiudi, e nessuno può aprire:
vieni, libera l’uomo prigioniero,
che giace nelle tenebre e nell’ombra di morte.

LETTURA BIBLICA

Lettore

Dal Vangelo secondo Luca (1,26-38)
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

DIALOGANDO

Lettore1:

Ciao Gabriele, ti abbiamo sempre conosciuto come un messaggero di liete notizie pertanto, in
questo momento di grandi paure, ti chiediamo: come possiamo essere anche noi annunciatori di gioia come lo sei stato tu?

Lettore 2

Carissimi, sono lieto che abbiate pensato a me per questa domanda, ma voglio subito tranquillizzarvi dicendovi che le paure hanno sempre caratterizzato la vita degli uomini. Pensate un po’, erano presenti anche nell’animo di Maria, dunque… NON TEMETE!
Non sono qui per spiegarvi il senso delle vostre difficoltà in famiglia, a lavoro e in ogni contesto che frequentate, né quello di tanto dolore innocente che riempie le pagine della cronaca quotidiana; però so benissimo che il senso c’è! Comprendo anche che sarebbe più facile mollare tutto e abbandonarsi allo sconforto.
Ma se mi avete posto questa domanda, è perché sapete anche voi che per raggiungere quella “gioia” è necessario continuare a sperare.

Lettore 1

E come facciamo?

Lettore 2

Pensate ai tanti nonni e genitori il cui bene smisurato non fa notizia, ai giovani che si impegnano per rendere il mondo migliore, a tutti coloro che con il proprio lavoro ogni giorno collaborano con Dio a continuare la creazione del mondo, a chi prega sia nel coro della comunità che nel silenzio della propria cella… Devo ancora continuare? E allora pensate agli ammalati, che anche nella loro sofferenza sono testimoni di amore per la vita.

Lettore 1

Abbiamo capito bene? La gioia quindi è alla portata di tutti, nessuno escluso, ed è possibile trovarla nella ordinarietà delle nostre vite!
Solo se siamo in grado di riconoscerla possiamo annunciarla. Coraggio, andiamo!
Grazie Gabriele!

Lettore 2

E l’angelo si allontanò da noi.
(a cura dei giovani della Parrocchia Ss. Medici in Bitonto)

RIFLESSIONE DEL CELEBRANTE

LA PACE VERRA’ E SARA’ DONO DI DIO

La pace verrà, la pace verrà,
sarà dono di Dio.
La pace verrà, la pace verrà,
sarà dono di Dio.


1. La pace attesa e amata,
la pace cercata e sperata;
verrà presto e fiorirà
il dono della pace.

2. La pace via d’amore,
la pace sorgente di bene;
sarà del cuore anelito
il dono della pace.

3. La pace carezza di Dio,
la pace consola i cuori;
darà i suoi frutti
il dono della pace.

4. La pace perdono offerto,
la pace unione fraterna;
sarà parola ultima
il dono della pace.

INTER-CEDERE (rendiamoci più consapevoli dell’impegno attivo per la pace.)

PREGHIERA

Signore, tu che hai inviato a Maria l’arcangelo Gabriele
per annunciare la venuta della Luce,
il tuo Figlio Gesù,
dona a noi tutti il desiderio di cercarti, ascoltarti,
riconoscerti come unico Maestro,
accoglierti con la sincerità del cuore e custodire il tuo amore.
Donaci lo stupore e la fede coraggiosa dell’ECCOMI di Maria,
di rispondere con tutte le nostre forze e senza riserve alla tua chiamata.
Allora, colmi della tua gioia,
perché avremo scoperto che tu ci hai chiamato per nome,
sapremo comunicarla agli altri.
Potremo, come Maria, godere della tua venuta alla luce
per essere faro che orienta il cammino verso di Te.
Così ci sentiremo gioiosi collaboratori del tuo dono di salvezza
e cantare con le parole di Gabriele “… nulla è impossibile a Dio”
e far nostro il “Sì” fiducioso di Maria.
Amen.
(Giustina e Antonio Memmi)

PADRE NOSTRO

Preghiamo
u hai voluto, o Padre,
che all’annuncio dell’angelo
la Vergine immacolata concepisse il tuo Verbo eterno,
e avvolta dalla luce dello Spirito Santo
divenisse tempio della nuova alleanza:
fa’ che aderiamo umilmente al tuo volere,
come la Vergine si affidò alla tua parola.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

BENEDIZIONE E CANTO FINALE
Ognuno pesca il nome di un paese per cui pregare

TU SCENDI DALLE STELLE

Tu scendi dalle stelle,
o Re del cielo
e vieni in una grotta
al freddo e al gelo,
e vieni in una grotta
al freddo e al gelo.

O Bambino mio divino,
io ti vedo qui a tremar,
o Dio beato,  
ah quanto ti costò
l’avermi amato
ah quanto ti costò
l’avermi amato.
 
A Te, che sei del mondo,
il Creatore,
mancano panni e fuoco,
o mio Signore.  
mancano panni e fuoco,
o mio Signore.

Caro eletto pargoletto,
quanto questa povertà
più mi innamora,  
giacché ti fece amor
povero ancora,
giacché ti fece amor
povero ancora.
 
Tu lasci il bel gioir
del divin seno,
per giunger a penar
su questo fieno,
per giunger a penar
su questo fieno.

Dolce amore del mio core,
dove amore ti trasportò,
o Gesù mio.  
Perché tanto patir
per amor mio?
Perché tanto patir
per amor mio?

Giovedì 21 dicembre 2023
ELISABETTA
Accoglienza e dialogo tra culture in una società multietnica

LUCERNARIO

Mentre si fa un canto di Avvento, colui che presiede fa il suo ingresso preceduto da un fedele, che porta una lampada accesa e la pone ai piedi dell’altare.

CANTO DI AVVENTO

Noi veglieremo
Nella notte o Dio, noi veglieremo,
con le lampade, vestiti a festa
presto arriverai, e sarà giorno.


Rallegratevi in attesa del Signore,
improvvisa giungerà la sua voce
quando Lui verrà sarete pronti,
e vi chiamerà amici per sempre.

Raccogliete per il giorno della vita,
dove tutto sarà giovane in eterno,
quando Lui verrà sarete pronti,
e vi chiamerà amici per sempre.


SALUTO INIZIALE E INTRODUZIONE

Celebrante:
Il Dio della speranza, che ci riempie di ogni gioia e pace nella fede, per la potenza dello
Spirito Santo sia con tutti voi.
Tutti
E con il tuo spirito.

RESPONSORIO

Celebrante:
È stato veramente Dio in persona, l’Onnipotente, il Creatore di tutto, l’invisibile, proprio lui, che dai cieli ha insediato e solidamente fissato nei nostri cuori la verità e la parola santa.
Tutti
L’ha inviato nella bontà e nella mitezza, l’ha inviato come un Dio, l’ha inviato come a uomini.
Celebrante:
L’ha inviato per salvare, non per fare violenza: perché non c’è violenza presso Dio.
L’ha inviato per chiamare, l’ha inviato per amare.
Tutti:
Chiunque prende su di sé il peso del prossimo, chi spontaneamente vuole beneficare un altro meno fortunato, chi fornendo ai bisognosi quei beni che possiede per averli ricevuti da Dio, questi è imitatore di Dio.
(cf. Lettera a Diogneto, VII,2-3; X,5)

CANTO DELL’ANTIFONA “O”

O Astro che sorgi,
splendore della luce eterna, sole di giustizia:
vieni, illumina chi giace nelle tenebre
e nell’ombra di morte.

LETTURA BIBLICA

Lettore

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,39-45)
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

DIALOGANDO

Lettore 1:

Maria accoglie l’annuncio dell’angelo e tu, Elisabetta, accogli Maria nella tua casa, la quale si fa culla di Dio… Gesù si fa accogliere nelle case di amici e peccatori e nello stesso tempo è accogliente verso tutti: uomini e donne di ogni reputazione, ricchi e poveri, malati e stranieri. La parabola del Buon Samaritano ci insegna che non ci possono più essere estraneità o esclusioni causate da differenze di classe o da ragioni etniche, culturali e religiose, ma che tutti hanno diritto di «sentirsi prossimo», di essere accolti e amati.
Nella Chiesa l’accoglienza fa parte della comunione fraterna e trova la sua espressione più alta nella celebrazione eucaristica della comunità cristiana, dove Cristo stesso ci accoglie con la sua Parola e con la sua presenza nel Santissimo Sacramento. «Quanto è importante l’amore tra fratelli e l’accoglienza del prossimo… L’accoglienza è una sfida permanente perché la nostra missione porta frutto se lavoriamo nell’amicizia e nella comunione fraterna. (Papa Francesco, 2 aprile 2022). Cara Elisabetta, perché accogliere?

Lettore 2:

Perché lo stile dei discepoli si rivela nella capacità di farsi prossimo, di amare e di accogliere, e nel mettere in pratica le parole di Gesù «Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie Colui che mi ha mandato» (Mt 10,40). Accogliere è vedere. Accogliere significa rendersi conto che l’altro esiste e vive accanto a me. Accogliere è saper vedere l’altro per riconoscerlo come fratello o sorella, per incontrarlo nelle sue necessità, ma anche per condividere le sue gioie o per curare le sue ferite. Saper vedere l’altro, porta a incontri di fraternità e di solidarietà. Saper vedere l’altro richiede di farsi prossimo per andare incontro, per entrare in relazione, per amare. Accogliere è farsi prossimo. È sull’impegno alla prossimità che si gioca la nostra capacità di accoglienza. Il saper «farsi vicini all’altro» lo viviamo in un tempo in cui aumentano le povertà, in cui si moltiplicano le periferie esistenziali, in cui c’è una «globalizzazione dell’indifferenza»; ma il
nostro è anche un tempo in cui è importante convivere e tessere relazioni. Accogliere è incontrare. La vita è fatta di incontri e cresce grazie ad essi. Nell’incontro l’altro è dono per me e io sono dono per l’altro.
Accogliere è camminare e dialogare con gli altri. Accogliere, il cui significato viene dal latino «ad-cum-legere», cioè «raccogliere insieme verso», ci dice che il cammino di noi uomini sulla terra si fa insieme ed è un cammino per cercare di realizzare il bene di tutti. Il giorno in cui Maria venne a visitarmi ho sperimentato tutto questo e molto di più.
(a cura dei giovani della Parrocchia S.Marcello in Bari)


RIFLESSIONE DEL CELEBRANTE

LA PACE VERRA’ E SARA’ DONO DI DIO

La pace verrà, la pace verrà,
sarà dono di Dio.
La pace verrà, la pace verrà,
sarà dono di Dio.


1. La pace attesa e amata,
la pace cercata e sperata;
verrà presto e fiorirà
il dono della pace.

2. La pace via d’amore,
la pace sorgente di bene;
sarà del cuore anelito
il dono della pace.

3. La pace carezza di Dio,
la pace consola i cuori;
darà i suoi frutti
il dono della pace.

4. La pace perdono offerto,
la pace unione fraterna;
sarà parola ultima
il dono della pace.

INTER-CEDERE (rendiamoci più consapevoli dell’impegno attivo per la pace.)

PREGHIERA

Signore Dio nostro, tu che sei Padre di tutti i popoli
concedici di sentirci parte della stessa famiglia umana,
ispira i nostri cuori ad essere come quelli di Gesù,
disposti a spendersi per il bene e per la giustizia.
Donaci lo Spirito della tua sapienza
affinché possiamo cercare e scegliere sentieri di pace e dialogo,
da percorrere con il passo leggero di Maria, fresco di giovinezza,
affrettato per l’urgenza di intessere ancora una volta relazioni.
Gusteremo così la sorpresa dell’incontro, quel sussulto di gioia
che ci sorprende nel riconoscere nelle nostre sorelle
e nei nostri fratelli la presenza del Cristo.
Amen.
(Vito Panniello e Olga Battisti)

PADRE NOSTRO

Preghiamo
Esaudisci con bontà le preghiere del tuo popolo, o Padre,
perché coloro che si rallegrano
per la venuta del tuo Figlio unigenito nella nostra carne
possano giungere al premio della vita eterna
quando verrà nella gloria.
Egli è Dio, e vive e regna con te…

BENEDIZIONE E CANTO FINALE
Ognuno pesca il nome di un paese per cui pregare

TU SCENDI DALLE STELLE

Tu scendi dalle stelle,
o Re del cielo
e vieni in una grotta
al freddo e al gelo,
e vieni in una grotta
al freddo e al gelo.

O Bambino mio divino,
io ti vedo qui a tremar,
o Dio beato,  
ah quanto ti costò
l’avermi amato
ah quanto ti costò
l’avermi amato.
 
A Te, che sei del mondo,
il Creatore,
mancano panni e fuoco,
o mio Signore.  
mancano panni e fuoco,
o mio Signore.

Caro eletto pargoletto,
quanto questa povertà
più mi innamora,  
giacché ti fece amor
povero ancora,
giacché ti fece amor
povero ancora.
 
Tu lasci il bel gioir
del divin seno,
per giunger a penar
su questo fieno,
per giunger a penar
su questo fieno.

Dolce amore del mio core,
dove amore ti trasportò,
o Gesù mio.  
Perché tanto patir
per amor mio?
Perché tanto patir
per amor mio?

Venerdì 22 dicembre 2023
MARIA
Essere madre e trasmettere la vita

LUCERNARIO

Mentre si fa un canto di Avvento, colui che presiede fa il suo ingresso preceduto da un fedele, che porta una lampada accesa e la pone ai piedi dell’altare.

CANTO DI AVVENTO

Noi veglieremo
Nella notte o Dio, noi veglieremo,
con le lampade, vestiti a festa
presto arriverai, e sarà giorno.


Rallegratevi in attesa del Signore,
improvvisa giungerà la sua voce
quando Lui verrà sarete pronti,
e vi chiamerà amici per sempre.

Raccogliete per il giorno della vita,
dove tutto sarà giovane in eterno,
quando Lui verrà sarete pronti,
e vi chiamerà amici per sempre.


SALUTO INIZIALE E INTRODUZIONE

Celebrante:
Il Dio della speranza, che ci riempie di ogni gioia e pace nella fede, per la potenza dello
Spirito Santo sia con tutti voi.
Tutti
E con il tuo spirito.

RESPONSORIO

Celebrante:
È stato veramente Dio in persona, l’Onnipotente, il Creatore di tutto, l’invisibile, proprio lui, che dai cieli ha insediato e solidamente fissato nei nostri cuori la verità e la parola santa.
Tutti
L’ha inviato nella bontà e nella mitezza, l’ha inviato come un Dio, l’ha inviato come a uomini.
Celebrante:
L’ha inviato per salvare, non per fare violenza: perché non c’è violenza presso Dio.
L’ha inviato per chiamare, l’ha inviato per amare.
Tutti:
Chiunque prende su di sé il peso del prossimo, chi spontaneamente vuole beneficare un altro meno fortunato, chi fornendo ai bisognosi quei beni che possiede per averli ricevuti da Dio, questi è imitatore di Dio.
(cf. Lettera a Diogneto, VII,2-3; X,5)

CANTO DELL’ANTIFONA “O”

O Re delle genti,
atteso da tutte le nazioni,
pietra angolare che riunisci i popoli in uno,
vieni e salva l’uomo che hai formato dalla terra.

LETTURA BIBLICA

Lettore

Dal Vangelo secondo Luca (1,46-55)
In quel tempo, Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

DIALOGANDO

Lettore 1

Dicci Maria, piccola fanciulla di Nazaret, cosa hai provato quando l’arcangelo Gabriele ti ha scovata nel piccolo villaggio di Nazareth?

Lettore 2

Non so come abbia fatto a trovarmi, in quel villaggio sperduto e in quella casa nascosta tra le altre e per giunta così poco illuminata. Il sole aveva difficoltà a penetrare e, invece, quell’angelo è entrato in punta di piedi senza che me ne accorgessi. Poi tutto d’un tratto, senza por tempo in mezzo, mi chiede la disponibilità a diventare madre e per giunta di un figlio che sarebbe diventato il Salvatore del mondo.
Io, una piccola ragazza di Nazareth, madre di Dio? Una scarica di adrenalina ha percorso tutto il mio essere e, senza pensarci due volte, gli ho chiesto: come potrà avvenire tutto questo?
E lui, con voce suadente, mi ha parlato dello Spirito santo che mi avrebbe avvolta con il suo amore e sarei diventata madre.
Non gli ho detto nulla. Ma … che gioia!!!!!!!!!! Mista a tanta paura. Sarei diventata madre.
Solo dopo ho fatto mente locale sul fatto che dovevo affidarmi a Dio. In quel momento ho pensato a tutte le donne e a tutte le madri. Ho pensato anche alle madri di questo terzo millennio che arrivano ad esserlo un po’ avanti nel tempo. A voi voglio dire di non avere paura e che Dio non lascia mai solo nessuno. Nonostante l’età e nonostante le meticolose indagini mediche a cui dovete sottoporvi, non abbiate paura di affidarvi a Dio come ho fatto io.
Poi Lui ci pensa e siatene certe: continuerà a rivoluzionarvi la vita amandovi sempre di più.

Lettore 1

Dicci ancora, o Maria di Nazareth, cosa hai provato quando hai sentito il tuo Gesù muoversi per la prima volta dentro di te?

Lettore 2

Se ti dicessi di aver provato gioia immensa quando ho sentito quel primo sfarfallio nel mio grembo, ti direi qualcosa di scontato. Ma, insieme a tutta la gioia del mondo che provavo, nonostante lo sforzo fatto per raggiungere mia cugina Elisabetta sull’altura di Ain Karen, sembrava che una vocina dall’interno mi dicesse: ci sono anch’io!
E sì! Gesù era vivo e già bussava con tutta la sua forza dall’interno. Era proprio Lui a dirmi di continuare a camminare e di incominciare ad imparare a lottare contro ogni forma di violenza perché solo amando si sarebbe potuto costruire la civiltà dell’amore. E sì! Gesù era vivo e muovendosi cominciava ad indicarmi che avrei dovuto caricarmi di Lui prima e di tanti altri in seguito, a cominciare da quegli scapestrati di apostoli che giorno dopo giorno ne avrebbero combinate delle belle.
A voi, madri e donne di oggi, provo a dire che non basta vedere i vostri figli muoversi durante le vostre ecografie, ma dovete avere il coraggio di muovervi insieme. Non vi chiedo di essere mamme oppressive e ansiose, ma di diventare generatrici di amore. Muovervi per cambiare la storia soprattutto quando sembra precipitare e quando gli strumenti di violenza sembrano prevalere sopra ogni cosa.

Lettore 1

Ma tu veramente hai pensato che questo Figlio, questo dono che era stato dato a te, ma non
era per Te?

Lettore 2

Non ho mai avuto un minimo di dubbio. La vita è un dono sempre perché ti batte dentro e fuori. Eppure, quel Figlio non era per me. Quel Figlio era per tutti, anche per chi quel Figlio non lo ama e non lo vorrà mai amare. I figli sono del mondo. Non sono dei genitori. Non li bloccate ma educateli alla mondialità e alla legalità.
Lo so che è difficile da accettare, ma bisogna lasciarli andare. Io con Gesù non ho avuto difficoltà. Se n’è andato da solo. Mi ha lasciata e, invece dell’abbraccio che mi aspettavo da lui, mi ha chiesto di diventare madre di tutti e per tutti. Per Lui ho pianto e per Lui ho camminato oltre ogni confine. Siate certi di una cosa: per Lui rifarei tutto. Quel Figlio ci appartiene; quel Figlio è nostro; quel Figlio è di tutti.
Quando l’ho visto camminare la prima volta ho gioito, ma quando l’ho visto sulla croce l’ho afferrato. Alla fine, l’ho abbracciato!
Fatelo anche voi e capirete che ogni figlio è fatto per il mondo.

Lettore 1

Un’altra cosa: dove vorresti che nascesse oggi?

Lettore 2

Vorrei che nascesse e basta. Non è il luogo che conta. Vorrei che nascesse dentro la vita di ognuno. Certo a Betlemme non se la passano bene neanche quest’anno. Ma sai che ci sono tanti luoghi come Betlemme. Vorrei che foste voi a farlo nascere. Vorrei che foste voi a provare a generarlo nelle vene di questa contorta storia fatta di santi e peccatori …
Vorrei che nascesse proprio da te, con te e per te.
(a cura della Parrocchia S. Giovanni Battista in Bari)

RIFLESSIONE DEL CELEBRANTE

LA PACE VERRA’ E SARA’ DONO DI DIO

La pace verrà, la pace verrà,
sarà dono di Dio.
La pace verrà, la pace verrà,
sarà dono di Dio.


1. La pace attesa e amata,
la pace cercata e sperata;
verrà presto e fiorirà
il dono della pace.

2. La pace via d’amore,
la pace sorgente di bene;
sarà del cuore anelito
il dono della pace.

3. La pace carezza di Dio,
la pace consola i cuori;
darà i suoi frutti
il dono della pace.

4. La pace perdono offerto,
la pace unione fraterna;
sarà parola ultima
il dono della pace.

INTER-CEDERE (rendiamoci più consapevoli dell’impegno attivo per la pace.)

PREGHIERA

Maria, tu sei piaciuta al Padre per la tua umiltà e fede e sei diventata la Madre del Figlio di Dio!
Hai accolto l’amore del Padre e hai portato in te Gesù.
Hai avuto la missione di dare Gesù al mondo.
Hai gioito pienamente nel Signore e hai esultato in Lui, tuo Salvatore.
Hai cantato la gioia di essere amata e ricolmata di tanto amore.
La tua esperienza ci sembra così singolare! Ma quanto simile alla tua è la nostra chiamata di battezzati!
Anche noi come te, chiamati a vivere il mistero dell’incarnazione e a portare Gesù in noi.
Anche noi come te, chiamati a dare alla luce un figlio, che è figlio dell’Altissimo.
Anche noi come te, chiamati ad essere madri di Colui che ha detto di sé: Io sono la Vita!
Ma noi, diversamente da te, fatichiamo a credere alla nostra chiamata,
fatichiamo a credere all’Amore di Dio per noi!
Maria, l’accoglienza dell’Amore ha fatto in te la differenza; e sei diventata madre di Gesù e madre nostra!
Aiutaci, o Madre, a non aver paura dell’Amore.
Accogliere o non accogliere l’Amore del Padre è diventare o non diventare madre.
Insegnaci, o Madre, a credere come hai creduto tu; aiutaci ad accogliere questo Amore e Gesù vivrà in noi!
Solo allora avremo in noi la Vita e la doneremo a tutti coloro che incontriamo.
La Vita si renderà visibile e verrà alla luce nella nostra vita umana!
Daremo Gesù! Trasmetteremo la Vita! E il mondo vivrà!
(Sr. Rosa Ricci, pddm)

PADRE NOSTRO

Preghiamo
O Dio, che vedendo l’uomo
precipitato nella morte
hai voluto redimerlo con la venuta del tuo Figlio unigenito,
concedi a coloro che confessano con pietà sincera
la sua incarnazione
di condividere anche la gloria del redentore.
Egli è Dio, e vive e regna con te…

BENEDIZIONE E CANTO FINALE
Ognuno pesca il nome di un paese per cui pregare

TU SCENDI DALLE STELLE

Tu scendi dalle stelle,
o Re del cielo
e vieni in una grotta
al freddo e al gelo,
e vieni in una grotta
al freddo e al gelo.

O Bambino mio divino,
io ti vedo qui a tremar,
o Dio beato,  
ah quanto ti costò
l’avermi amato
ah quanto ti costò
l’avermi amato.
 
A Te, che sei del mondo,
il Creatore,
mancano panni e fuoco,
o mio Signore.  
mancano panni e fuoco,
o mio Signore.

Caro eletto pargoletto,
quanto questa povertà
più mi innamora,  
giacché ti fece amor
povero ancora,
giacché ti fece amor
povero ancora.
 
Tu lasci il bel gioir
del divin seno,
per giunger a penar
su questo fieno,
per giunger a penar
su questo fieno.

Dolce amore del mio core,
dove amore ti trasportò,
o Gesù mio.  
Perché tanto patir
per amor mio?
Perché tanto patir
per amor mio?