Via Crucis 2

IL CUORE E’ NUDO

INTRODUZIONE
Nel cammino quaresimale la Chiesa è chiamata a tornare all’essenziale della fede: l’incontro
con Gesù Cristo morto e risorto, che ogni domenica si rende presente nell’Eucaristia. La
domenica, Pasqua settimanale della Chiesa, emerge come il luogo in cui il cuore, spogliato,
viene continuamente ricostruito dall’Eucaristia. In questo orizzonte si colloca la Via Crucis
dal titolo “Il cuore è nudo”.

La Via della Croce è il luogo in cui contempliamo l’amore di Cristo che si spoglia di tutto per
amore dell’umanità, rimane nudo dai pensieri, dalle azioni, dalle vesti, dalle relazioni fino a
morire per la salvezza di ogni uomo solo rivestito della Volontà del Padre. La vita di San
Francesco diventa, in parallelo, una parabola esistenziale di progressiva spogliazione: dai
sogni di gloria fino alla nuda fiducia nel Padre. Anche Francesco rimarrà nudo davanti al
Vescovo e a suo padre Pietro di Bernardone, perché solo a questa condizione si può
compiere la Volontà di Dio.

Con san Francesco impariamo che solo un cuore nudo può accogliere pienamente l’Amore di
Dio. Chiediamo al Signore il dono della conversione del cuore affinché anche noi possiamo
spogliarci, in questo cammino, di ciò che non ci permette di fare la Volontà di Dio.

Alcune domande possono accompagnare questo momento:
Quale posto occupa Gesù nel cammino della mia vita?
(che ha le sue gioie e le sue croci)
Quali “abiti” indossa il mio cuore?
(che fa fatica a rimanere nudo di fronte a Dio)
Cosa sono disposto/a a fare per gli altri?
(in questo tempo in cui ci si concentra solo su se stessi)

«Piango la Passione del mio Signore. Per amore a Lui non mi vergognerei di andare
piangendo e singhiozzando per tutto il mondo». Così scrisse San Francesco per esprimere la
sua emozione di fronte all’esperienza del Crocifisso, origine della sua conversione, insieme
con il bacio al lebbroso, ed intima e dolce compagnia della sua breve ed umile esistenza.
Di Francesco d’Assisi, il Santo più universale della Chiesa, si ricordano soprattutto il suo
Cantico delle creature e le Stimmate della Passione del Signore sul suo corpo. Francesco sa
bene che noi uomini siamo ciechi, e che il Signore ci apre gli occhi per mezzo delle sue
creature e per mezzo delle sue piaghe. La Via Crucis è la luce che guida Francesco, e il
cristiano, per le vie della Storia.
Dall’estasi sublime del monte Verna (17 settembre 1224), in cui egli ricevette il dono delle
stimmate, fino alla sua morte, 800 anni fa, il poverello di Assisi rivisse una Via Crucis
quotidiana in compagnia e partecipazione del Crocifisso. In questo modo, non recitava più
soltanto l’Officio della Passione, da lui composto per accompagnare Gesù dall’orto degli
olivi fino alla gloria della risurrezione, ma lo rendeva vita nella sua propria carne, e
nell’intimità del suo sensibile cuore.

I testi della presente Via Crucis sono tratti proprio dall’Officio della Passione, in cui
Francesco pone sulle labbra di Gesù una preghiera al Padre in forma di salmo.

Contemplando Gesù nella via verso il Calvario e sul legno della croce, diciamogli con San Francesco:
«Tu sei la nostra speranza. Tu sei la nostra carità. Tu sei tutta la nostra dolcezza.
Tu sei la nostra vita eterna, grande e ammirabile Signore, Dio onnipotente, misericordioso
Salvatore
».

(realizzata da Suor Valeria Tolli,
Clarissa Francescana Missionaria del SS. Sacramento)

CANTO INIZIALE o PREGHIERA DAVANTI AL CROCIFISSO
O alto e glorioso Dio
illumina le tenebre del cuore mio
e dammi fede dritta,
speranza certa e carità perfetta
senno e conoscimento, Signore,
che io faccia il tuo santo e verace comandamento.
Amen. [FF276]


Lettore:
Fratelli e sorelle, la meditazione della Passione di Gesù è uno dei cardini dell’esperienza
spirituale di San Francesco, “tutto lo zelo dell’uomo di Dio, sia verso gli altri che nel
segreto della sua vita interiore, era centrato attorno alla croce del Signore” [FF 825].
L’immagine del Crocifisso si era stampata come bacio di fuoco e di amore nel cuore nudo
di Francesco. La croce era per lui, e anche per Chiara d’Assisi, il grande libro nel quale
leggevano l’eccessivo amore del Padre e del Verbo fatto uomo. Alla scuola di San
Francesco, “che continuamente faceva loro il discorso della croce di Cristo, i frati
leggevano ininterrottamente, sfogliandolo e risfogliandolo, il libro della croce, giorno e
notte” [FF 1067].
Ripercorriamo il cammino della Passione di Gesù, che si è addossato la sofferenza,
l’umiliazione e le angosce dell’uomo di ogni tempo, anche di questo nostro tempo abitato
dalla complessità, dalle mancanze e dalle guerre e che si identifica con chi è disprezzato,
umiliato, ferito.

PREGHIERA INIZIALE

Onnipotente, eterno, giusto e misericordioso Iddio,
concedi a noi, miseri, di fare, per tua grazia,
ciò che sappiamo che Tu vuoi, e di volere sempre ciò che a Te piace,
affinché, interiormente purificati, interiormente illuminati
e accesi dal fuoco dello Spirito Santo,
possiamo seguire le orme del Figlio tuo,
il Signore nostro Gesù Cristo,
e a Te, o Altissimo, giungere con l’aiuto della tua sola grazia.
Amen.

Preghiamo

O Dio Padre santo e misericordioso, due grazie ti chiese il tuo servo Francesco sul monte
della Verna: di sentire nel corpo il dolore e nel cuore l’amore che tuo Figlio Gesù provò
nella Passione per salvare noi peccatori, concedi a noi che meditiamo la via della croce, il
dolore per i nostri peccati e la riconoscenza per la morte di Gesù e di imparare a portare
con decisione la croce nostra e quella dei nostri fratelli e delle nostre sorelle.
Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.
Amen.


Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
(Oppure si può cantare il canto
Tu sei Re ad ogni stazione della Via Crucis)

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 27,22–23)
Chiese loro Pilato: “Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?”. Tutti risposero: “Sia crocifisso!”. Ed egli
disse: “Ma che male ha fatto?”. Essi allora gridavano più forte: “Sia crocifisso!”.

Lettore:
Gesù prega: “Padre,ti ho raccontato la mia vita:
e Tu hai preso le mie lacrime e le hai poste davantia Te.
I miei nemici si sono uniti per prendermi:
hanno risposto col male al bene, con l’odio all’amore.
Vieni in mio soccorso, Dio della mia salvezza”.
[Cfr. FF 280, 1-3.10, Ufficio della Passione]

Preghiamo.
Onnipotente, altissimo, santissimo e sommo Dio, Padre santo e giusto, Signore, Re del cielo e della terra,
ti rendiamo grazie, perché hai fatto nascere dalla gloriosa sempre Vergine Maria lo stesso vero Dio e vero
uomo, e per la croce, il sangue e la morte di Lui ci hai voluti liberare e redimere [FF 63.64].
Amen.


CANTO


Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 19, 16-17)
Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso. Essi presero Gesù ed Egli, portando la croce, si avviò verso
il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota.

Lettore:
Gesù prega: “Si sono fermati, lontano da me,
anche i miei amici e i miei intimi:
Tu hai permesso che rimanessero lontani,
ed essi si vergognarono di me.
Fui consegnato ai miei nemici, né da essi mi liberasti.
Padre santo, non allontanare da me il tuo aiuto.
Dio mio, guardami e vieni in mio soccorso”.
[Cfr. FF 280, 7-9, Ufficio della Passione]

Preghiamo.
Padre nostro santissimo, creatore, redentore, consolatore e salvatore nostro, venga il tuo regno, affinché
tu regni in noi per mezzo dellagrazia e ci faccia giungere al tuo regno, dove è di te una visionesenza
ombre, un amore perfetto, un’unione felice, un godimento senzafine [FF 266.269].
Amen.

CANTO


Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal libro del profeta Isaia (Is 53, 4.7)
Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello
condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca.

Lettore:
Gesù prega: “Signore, Dio della mia salvezza,
giorno e notte sale a te il mio grido.
Possa la mia preghiera entrare al tuo cospetto:
porgi ad essa l’orecchio, Signore.
Guarda all’anima mia e liberala:
strappami dalle mani dei miei nemici”.
[Cfr. FF 283, 1-3, Ufficio della Passione]

Preghiamo.
Santissimo Padre nostro,
sia fattala tua volontà come in cielo così in terra,
affinché ti amiamo con tutto il cuore, sempre pensando a Te;
con tutta l’anima, sempre desiderando Te;
con tutta la mente, orientando a Te tutte le nostre intenzioni,
e in ogni cosa cercando il tuo onore.
E con tutte le nostre forze, spendendo tutte le nostre energie e sensibilità
dell’anima e del corpo a servizio del tuo amore. [FF 270]
Amen.

CANTO

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 12, 46)
Mentre egli parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli, stavano fuori e cercavano di
parlargli.

Lettore:
Gesù prega: “Sono divenuto estraneo per i miei fratelli,
sconosciuto ai figli di mia madre.
Padre santo, per lo zelo della tua casa
sono caduti su di me gli oltraggi dei tuoi nemici.
Vieni in mio soccorso, Dio della mia salvezza”.
[Cfr. FF 286, 8-9.16, Ufficio della Passione]

Preghiamo.
Ti saluto, Signora Santa, Regina santissima,
Madre di Dio, Maria, che sempre sei vergine,
eletta dal santissimo Padre celeste
e da Lui, col santissimo Figlio diletto
e con lo Spirito Santo Paraclito, consacrata.
Tu, in cui fu ed è ogni pienezza di grazia e ogni bene.
Ti saluto, suo palazzo. Ti saluto, sua tenda. Ti saluto, sua casa.
Ti saluto, sua ancella. Ti saluto, sua Madre. [FF 259]
Amen.

CANTO

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Marco (15, 21-22)
Costrinsero a portare la sua croce un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla
campagna, padre di Alessandro e di Rufo. Condussero Gesù al luogo del Golgota, che significa “luogo del
cranio”.

Lettore:
Gesù prega: “Ho cercato chi mi fosse accanto in quest’ora di tribolazione.
Nessuno ci fu! Ho cercato chi mi confortasse.
Non ho trovato alcuno.
Gli iniqui, o Signore, sono insorti contro di me.
I potenti vogliono la mia vita:
senza alcun riguardo per Te.
Ma Tu, Padre Santo, sei il mio Re e il mio Dio.
Vieni in mio soccorso, Signore, Dio della mia salvezza”.
[Cfr. FF 283, 8-9.11, Ufficio della Passione]

Preghiamo.
Santissimo Padre nostro, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra, affinché amiamo il nostro
prossimo come noi stessi, trascinando tutti con ogni nostro potere al tuo amore, godendo dei beni altrui
come dei nostri, compatendoli nei mali, e non recando offesa ad alcuno [FF 270].
Amen.

CANTO

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal libro del profeta Isaia (Is 53, 2-3)
È cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza
per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo
dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non
ne avevamo alcuna stima.

Lettore:
Gesù prega: “Abbi pietà di me, Signore,
abbi pietà di me, perché la mia anima confida in Te.
Mi porrò pieno di speranza all’ombra delle tue ali,
fino a quando sia passato il turbine dell’iniquità.
Sii esaltato, Signore, sopra i cieli;
e si estenda la tua gloria su tutta la terra”.
[Cfr. FF 284, 1-2.12, Ufficio della Passione]

Preghiamo.
Onnipotente, santissimo, altissimo e sommo Iddio,
che sei il Bene, tutto il Bene, ogni Bene,
che solo sei buono,
fa’ che noi ti rendiamo ogni lode,
ogni gloria, ogni grazia, ogni onore,
ogni benedizione e tutti i beni. [FF 265]
Amen.

CANTO

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal libro del Profeta Isaia (Is 53, 5-6)
Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è
abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. Maltrattato, si
lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte
ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca.

Lettore:
Gesù prega: “Abbi pietà di me, Signore, perché i miei nemici mi calpestano
e non mi danno tregua in alcuna ora del giorno.
E sono tanti coloro che mi fanno guerra!
Quelli che opprimevano la mia anima, hanno fatto consiglio fra loro;
uscivano fuori e parlavano fra di loro.
Affrettati in mio aiuto, Signore, Dio della mia salvezza”.
[Cfr. FF 285, 1-2.4 – 5.10, Ufficio della Passione]

Preghiamo.
Santissimo Padre nostro, creatore, redentore e salvatore nostro, rimetti a noi i nostri debiti, per la tua
ineffabile misericordia, in virtù della Passione del Figlio tuo, e per l’intercessione e i meriti della
beatissima Vergine Maria e di tutti i Santi. [FF 266.272]
Amen.

CANTO

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 23, 27-32)
Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su
di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: “Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma
piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi
che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete
su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?”.
Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.

Lettore:
Gesù prega: “Chi mi vede, mi deride.
Muove le labbra e scuote la testa.
Perché io sono verme, non uomo,
un abietto, rifiuto per il popolo.
I miei vicini disprezzano me, non i miei nemici.
I miei familiari hanno paura.
Padre santo, non togliermi il tuo aiuto.
Veglia Tu a mia difesa”.
[Cfr. FF 285, 6-9, Ufficio della Passione]

Preghiamo.
Santissimo Padre nostro, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori. E quello
che noi non sappiamo pienamente perdonare, Tu, o Signore, fa’ che pienamente perdoniamo, sì che, per
amor tuo, si possa veramente amare i nostri nemici e si possa per essi, presso di Te, devotamente
intercedere. [FF 272-273]
Amen.

CANTO

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dalla lettera di San Paolo apostolo ai Filippesi (Fil 2, 6-8)
Egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se
stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto
come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce.

Lettore:
Gesù prega: “Il mio grido sale al Signore.
A Lui salgono la mia preghiera e la mia miseria.
Camminavo e mi tesero lacci.
Mi guardavo attorno e nessuno mi conosceva.
Non c’era più scampo per me.
Nessuno si prendeva cura della mia anima.
Vieni in mio soccorso, o Dio della mia salvezza”.
[Cfr. FF 286, 1-2.4-6.16, Ufficio della Passione]

Preghiamo.
Ti adoriamo, Signore Gesù Cristo,
in tutte le tue chiese che sono nel mondo intero
e ti benediciamo, poiché con la tua santa croce
hai redento il mondo. [FF 111]
Amen.

CANTO

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 19, 23-24)
I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti – una per ciascun
soldato -, e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò
dissero tra loro: “Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca”. Così si compiva la Scrittura, che dice:
Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte. E i soldati fecero così.

Lettore:
Gesù prega: “Ringhiosi come cani mi assediarono i miei nemici.
Mi hanno guardato e pesato.
Si sono divisi i miei abiti. Hanno contato tutte le mie ossa.
Possa la mia preghiera entrare al tuo cospetto,
porgi ad essa l’orecchio, Signore”.
[Cfr. FF 287, 2-4; 283,2 Ufficio della Passione]

Preghiamo.
O alto e glorioso Dio, illumina il cuore mio.
Dammi fede semplice, speranza certa,
carità perfetta, umiltà profonda, senno e conoscenza,
sì che possa osservare i tuoi comandamenti. [FF 276]
Amen.

CANTO

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 23, 33.39-43)
Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a
sinistra. Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: “Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!”.
L’altro invece lo rimproverava dicendo: “Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa
pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece
non ha fatto nulla di male”. E disse: “Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno”. Gli rispose: “In
verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso”.
Lettore:
Gesù prega: “Hanno trapassato le mie mani e i miei piedi.
Hanno contato tutte le mie ossa.
Gridavano contro di me,
come leoni ruggenti e affamati.
Padre santo, non togliermi il tuo aiuto.
Veglia tu a mia difesa”.
[Cfr. FF 287, 4-5; 285,9, Ufficio della Passione]

Dalla Leggenda dei Tre Compagni [FF 1483]
Francesco amò Dio con tanto ardore e profondità, che al solo udirlo nominare, come si sentisse liquefare
il cuore, effondeva il suo animo commosso, dicendo: “ Cielo e terra dovrebbero chinarsi al nome del
Signore! ”.
Quest’amore infiammato e la incessante memoria della passione di Cristo, che celava in cuore, volle il
Signore mostrarli a tutto il mondo per mezzo della stupenda prerogativa d’un privilegio eccezionale, con
cui lo decorò mentre era ancor vivente nella carne.
Un mattino egli si sentì rapito in alto, verso Dio, da ardenti desideri serafici, mentre una tenera
compassione lo trasformava in Colui che, per eccesso di amore, volle essere crocifisso . Si era verso la
festa dell’Esaltazione della croce, due anni prima della sua morte. A Francesco, immerso nell’orazione su
un versante del monte della Verna, apparve un serafino: aveva sei ali e tra le ali emergeva la figura di un
uomo bellissimo, crocifisso, le cui mani e piedi erano stesi in croce, e i tratti di lui erano chiaramente
quelli di Gesù Cristo. Con due ali velava il capo, due scendevano a coprire il corpo, due si tendevano al
volto. Quando la visione scomparve, I’anima di Francesco rimase arroventata d’amore, e nelle sue carni si
erano prodotte le stimmate del Signore Gesù Cristo. L’uomo di Dio cercava di nasconderle quanto più
poteva, fino alla sua morte, non volendo propalare il segreto del Signore. Ma non arrivò a celare il
prodigio totalmente, ché fu scoperto almeno dai compagni viventi in intimità con lui.

E così vorrei diventare anch’io
un deserto di semplicità
dove crescano sterpi e bisce e cose incolte
che io amerò come fratelli
perché consumeranno la mia carne.
Oh, siano benedetti
coloro che consumano
le mie vesti così tribolate.
Questa carne
dove vive e dimora il demonio
con i suoi desideri
io la voglio vedere crocifissa
come fece Gesù.
Avere un solo volto,
indimenticabile,
indistruttibile,
quello della fede
per amore del Creatore
[Da “Francesco. Canto di una creatura” di Alda Merini]

Preghiamo
O Signore,
che l’ardente e dolce forza del tuo amore rapisca la mente mia
da tutte le cose che sono sotto il cielo,
perché io muoia per amore dell’amor tuo,
come tu ti sei degnato di morire per amore dell’amor mio. [FF 277]
Amen.

CANTO

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 23, 44-47)
Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era
eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: “Padre, nelle tue mani
consegno il mio spirito”. Detto questo, spirò. Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio
dicendo: “Veramente quest’uomo era giusto”.

Lettore:
Gesù prega: “Il cuore si è liquefatto a guisa di cera nel mio petto.
La mia forza si è disseccata a guisa di otre vuoto.
La mia lingua si è attaccata al palato.
Mi hanno nutrito con fiele, dissetato con aceto.
Mi hanno condotto alla polvere della morte, aumentando il dolore delle mie ferite.
O Padre santo, Tu mi hai tenuto per mano,
mi hai accompagnato nel fare la tua volontà”.
[Cfr. FF 287, 7-10.12, Ufficio della Passione]

Dalla Leggenda dei Tre Compagni [FF 1239.1243]
Durante il biennio che seguì alla impressione delle stimmate, egli, come una pietra destinata all’edificio
della Gerusalemme celeste, era stato squadrato dai colpi della prova, per mezzo delle sue molte e
tormentose infermità, e, come un materiale duttile, era stato ridotto all’ultima perfezione sotto il
martello di numerose tribolazioni.
Nell’anno ventesimo della sua conversione, chiese che lo portassero a Santa Maria della Porziuncola, per
rendere a Dio lo spirito della vita, là dove aveva ricevuto lo spirito della grazia. Quando vi fu condotto,
per dimostrare che, sul modello di Cristo-Verità, egli non aveva nulla in comune con il mondo, durante
quella malattia così grave che pose fine a tutto il suo penare, si prostrò in fervore di spirito, tutto nudo
sulla nuda terra: così, in quell’ora estrema nella quale il nemico poteva ancora scatenare la sua ira,
avrebbe potuto lottare nudo con lui nudo. Così disteso sulla terra, dopo aver deposto la veste di sacco,
sollevò la faccia al cielo, secondo la sua abitudine totalmente intento a quella gloria celeste, mentre con la
mano sinistra copriva la ferita del fianco destro, che non si vedesse. E disse ai frati: “Io ho fatto la mia
parte; la vostra, Cristo ve la insegni ”.
Quando, infine, si furono compiuti in lui tutti i misteri, quell’anima santissima, sciolta dal corpo, fu
sommersa nell’abisso della chiarità divina e l’uomo beato s’addormentò nel Signore. Uno dei suoi frati e
discepoli vide quell’anima beata, in forma di stella fulgentissima, sollevarsi su una candida nuvoletta al di
sopra di molte acque e penetrare diritta in cielo: nitidissima, per il candore della santità eccelsa e ricolma
di celeste sapienza e di grazia, per le quali il Santo meritò di entrare nel luogo della luce e della pace, dove con Cristo riposa senza fine.


Sorella morte,
buona come il peccato
ma finalmente giusta.
Peccatrice solerte
che recide il mio respiro
e lo ricompone,
tu sei la mia vera madre,
colei che conosce la mia vera anima,
che prende il figlio diletto della ragione
e lo depone sulle labbra del Creatore.

[Da “Francesco. Canto di una creatura” di Alda Merini]

Preghiamo.
Degno è l’Agnello, che è stato ucciso,
di ricevere la potenza e la divinità,
la sapienza, la fortezza e l’onore,
e la gloria e la benedizione.
Lodiamolo ed esaltiamolo in eterno. [FF 264,3]
Amen.

CANTO

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 23, 50-54)
Ed ecco, vi era un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, buono e giusto. Egli non aveva aderito
alla decisione e all’operato degli altri. Era di Arimatea, una città della Giudea, e aspettava il regno di Dio.
Egli si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo depose dalla croce, lo avvolse con un lenzuolo e lo
mise in un sepolcro scavato nella roccia, nel quale nessuno era stato ancora sepolto. Era il giorno della
Parasceve e già splendevano le luci del sabato.

Lettore:
Gesù prega: “Benedetto sia il Signore,
Dio di Israele, che ha redento le anime dei suoi servi
con il suo preziosissimo sangue.
Non verranno Mai meno coloro che in Lui sperano.
E sappiamo che viene:
viene a giudicare la giustizia”.
[Cfr. FF 287, 15-16, Ufficio della Passione]

Preghiamo.
Santa Maria Vergine,
non vi è alcuna simile a te, nata nel mondo, fra le donne,
figlia e ancella dell’Altissimo Re, il Padre celeste,
Madre del santissimo Signore nostro Gesù Cristo,
Sposa dello Spirito Santo.
Prega per noi con San Michele Arcangelo,
con tutti gli angeli e con tutti i Santi,
presso il tuo santissimo Figlio diletto, nostro Signore e maestro. [FF 281]
Amen.

CANTO

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 19, 40-42)
Essi (Giuseppe di Arimatea e Nicodemo) presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad
aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era
un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque,
poiché era il giorno della Parasceve dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù.

Lettore:
Gesù prega: “Dal cielo il Padre mio opera la mia salvezza.
E getta la confusione tra i miei nemici.
Quanti mi avevano teso lacci
e avevano umiliato la mia anima,
caddero nella fossa che avevano scavato per me.
Il mio cuore è pronto, Signore,
il mio cuore è pronto. Un inno io ti canterò”.
[Cfr. FF 284, 4.6-8, Ufficio della Passione]

Preghiamo.
Onnipotente, altissimo, santissimo e sommo Dio,
poiché tutti noi, miseri e peccatori,
non siamo degni di nominarti,
supplici preghiamo che il Signore nostro Gesù Cristo,
Figlio tuo diletto, nel quale ti sei compiaciuto,
ti renda grazie in tutto, insieme con lo Spirito Santo Paraclito,
come a Te e ad essi piace. [FF 63.66]
Amen.

CANTO

Mio Dio mi sono messo in mano
una cetra
e ho cominciato a cantare
le meraviglie dell’universo
e soprattutto le meraviglie di Dio.
Oh, è molto più del sole,
lo sguardo di Dio
raggiunge anche l’inferno.
Io sono passato dall’inferno
al paradiso del suo sguardo
e anche se ero nudo
sentivo in me un immenso calore.
Dio mi ha salvato
dall’acqua del tradimento,
Dio mi ha reso
apostolo di sogni.

[Da “Francesco. Canto di una creatura” di Alda Merini]

Preghiamo insieme
Signore Gesù,
Tu ci hai amati con cuore umano,
un cuore capace di donarsi senza riserve.

Sulla croce ci hai rivelato
che l’amore vero si spoglia di tutto
perché l’altro abbia la vita.

Come san Francesco,
donaci un cuore nudo:
libero dall’orgoglio,
vuoto di paura,
ardente di compassione.

Fa’ che, nutriti ogni domenica
dal Tuo Corpo donato,
la nostra vita diventi Eucaristia vissuta,
segno di fraternità e di pace.
Amen.

Padre nostro…

Preghiamo.
“Dio è amore misericordioso e il suo progetto d’amore… è anzitutto il suo
discendere e venire in mezzo a noi per liberarci dalla schiavitù, dalle paure, dal
peccato e dal potere della morte. Con uno sguardo misericordioso e il cuore
colmo d’amore, Egli si è rivolto alle sue creature, prendendosi cura della loro
condizione umana e , quindi, della loro povertà. Proprio per condividere i limiti
e le fragilità della nostra natura umana, Egli stesso si è fatto povero, è nato
nella carne come noi e lo abbiamo conosciuto nella piccolezza di un bambino
deposto in una mangiatoia e nell’ estrema umiliazione della croce, laddove ha
condiviso la nostra radicale povertà, che è la morte.” (Dilexi te, 16) Benediciamo
il Signore, Dio vivo e vero, a Lui la lode, la gloria e l’onore e ogni bene per
sempre. [FF 282]
Amen.