VIA CRUCIS animata
DAI CONFINI DELLA TERRA ALLE NOSTRE CASE,
SIAMO TUTTI FRATELLI
INTRODUZIONE:
Carissimi fratelli e sorelle,
questa sera non vogliamo soltanto ricordare un evento accaduto più di duemila anni fa.
Non siamo qui per assistere a una semplice rappresentazione, ma per metterci in cammino.
La Via Crucis è un percorso: è la strada di Gesù verso il Calvario, ma è anche la strada dell’umanità di oggi.
Seguendo i suoi passi, incontreremo volti concreti, situazioni che non ci sono estranee.
Non guarderemo la croce da lontano: la riconosceremo nelle case, nelle strade, nelle scelte quotidiane.
Scopriremo che il dolore di Cristo non appartiene solo al passato, ma continua nei fratelli e nelle sorelle che vivono rifiuto, umiliazione, sfruttamento, solitudine.
“Dai confini della terra alle nostre case, siamo tutti fratelli.” Questo è il cuore del nostro cammino. La croce unisce ciò che noi spesso dividiamo. Ci ricorda che ogni persona è figlia dello stesso Padre e che ogni volta che ignoriamo qualcuno, stiamo passando accanto a Lui.
Chiediamo allora al Signore di aprire i nostri occhi e il nostro cuore.
Di aiutarci non solo a guardare, ma a riconoscere.
Non solo ad ascoltare, ma a lasciarci cambiare.
Iniziamo questo cammino in silenzio, con rispetto e con il desiderio sincero di incontrare Gesù, vivo oggi nei nostri fratelli.
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1° STAZIONE
GESU’ CARICATO DELLA CROCE
Sac.: Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo
Tutti: Perché con la tua santa croce hai redento il mondo
LETTORE:
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la corte. Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: “Salve, re dei giudei!”. E sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo così schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo.
NARRATORE:
Ogni giorno qualcuno bussa alla nostra porta.
A volte è solo un suono che interrompe la fretta, altre volte è un volto che non conosciamo e che ci mette a disagio.
È facile chiudere, dire che non abbiamo tempo, che non possiamo fare nulla.
Ma dietro quella porta non c’è solo uno sconosciuto: c’è una storia, una fatica, una speranza.
Come Gesù è stato rifiutato e umiliato prima di portare la croce, così anche oggi molti vengono respinti senza essere ascoltati.
Stiamo attenti: questa scena parla anche di noi.
SCENETTA
Una signora è in casa a fare i mestieri. Alla sua porta suona un immigratoche le vuole vendere qualche fazzoletto o calzino (senza parlare).
La donna, al suono del campanello, apre la porta e dice: “Ancora qui? Ma sei passato la settimana scorsa! Scusa ma, non ho spiccioli e non ho tempo ora. Ripassa un’altra volta…”
L’immigrato abbattuto esce di scena…
MUSICA
Al termine della musica l’immigrato torna in scena con la croce, rappresenta Gesù e dice:
“Possibile? Ma non mi vedi? Ci sono io nel volto di questo straniero, ci sono io nei suoi occhi, nella sua vita. Come puoi farmi questo? Come fai a non accorgerti che è me che stai trattando male? Come fai a non capire che è me che stai rifiutando?
COMMENTO DI UN RAGAZZO
Quando stava pregando, quando giuda è arrivato con i soldati per arrestarlo e portarlo di fronte al tribunale, Gesù si è sentito così! Condannato, come quell’africano che cercava denaro per mantenere la propria famiglia. Lo guardavano “strano” e lo accompagnavano ridendo lungo il calvario!
Essere straniero, non può essere una colpa!
PREGHIAMO INSIEME: PERDONAMI SIGNORE
- Per non aver aperto la porta allo straniero
- Per aver paura di ciò che è diverso da me
- Per non essere stato capace di condividere la mia vita
- Per voler restare chiuso nel mio egoismo
- Per non averti riconosciuto
Padre nostro…
CANTO:
Ti darò un cuore nuovo, popolo mio
Il mio spirito effonderò in te
Toglierò da te il cuore di pietra
Un cuore di carne ti darò, popolo mio
Da tutte le nazioni vi radunerò
Vi mostrerò la strada della vita
E vivrà chi la seguirà
Ti darò un cuore nuovo, popolo mio
Il mio spirito effonderò in te
Toglierò da te il cuore di pietra
Un cuore di carne ti darò, popolo mio
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2° STAZIONE
GESU’ SVESTITO DELLE SUE VESTI
Sac.: Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo
Tutti: Perché con la tua santa croce hai redento il mondo
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
I soldati presero i vestiti di Gesù e ne fecero quattro parti, una per ciascuno. Poi presero la sua tunica, che era tessuto d’un solo pezzo da cima a fondo e dissero: “non dividiamola! Tiriamola a sorte per vedere a chi tocca!”
NARRATORE:
Ci sono persone che vivono ai margini delle nostre strade e della nostra attenzione.
Le incontriamo ogni giorno, ma spesso diventano invisibili.
Basta poco perché qualcuno diventi un ostacolo da superare in fretta, un fastidio da allontanare.
Gesù è stato spogliato delle sue vesti e della sua dignità davanti alla folla.
Anche oggi c’è chi viene privato del rispetto e trattato come se non valesse nulla.
Fermiamoci a guardare: in quella fragilità si nasconde una presenza che ci interpella.
SCENETTA
Alcuni ragazzi escono da scuola e vanno in stazione a prendere il pullman. A terra, un barbone sotto le coperte al freddo intralcia il passaggio.
Per farsi strada lo insultano senza motivo: “vattene via che dai solo fastidio! Cercati un lavoro barbone!!”
Il barbone a terra non reagisce…
MUSICA
Al termine della musica il barbone torna in scena con la croce, rappresenta Gesù e dice:
“Possibile? Ma non mi vedi? Ci sono io nel volto di questo povero, ci sono io nei suoi occhi, nella sua vita. Come puoi farmi questo? Come fai a non accorgerti che è me che stai trattando male? Come fai a non capire che è me che stai rifiutando?
COMMENTO DI UN RAGAZZO
Mentre aspettava di morire, Gesù vedeva il disprezzo negli occhi e nelle parole dei soldati romani e della sua stessa gente che stava lì, ferma, a guardare. Gesù, lui, l’onnipotente rinuncia a difendersi!
Mentre gli strappavano le vesti e lo lasciavano nudo si è sentito così: spogliato da ogni dignità umana, come il senzatetto che incontriamo nelle nostre città e spesso cerchiamo di evitare.
Aver avuto una vita difficile che porta sulla strada, non può essere una colpa!
PREGHIAMO INSIEME: PERDONAMI SIGNORE
- Per non saper accogliere tutti allo stesso modo
- Se non mi fermo a riflettere abbastanza su ciò che mi circonda
- Per disprezzare coloro che sono diversi
- Se metto a tacere la mia coscienza troppo facilmente
- Per non averti riconosciuto
Padre nostro…
CANTO:
Ti darò un cuore nuovo, popolo mio
Il mio spirito effonderò in te
Toglierò da te il cuore di pietra
Un cuore di carne ti darò, popolo mio
Vi aspergerò con acqua, e puri vi farò
Dagli idoli sarete liberati
Questa è la mia libertà
Ti darò un cuore nuovo, popolo mio
Il mio spirito effonderò in te
Toglierò da te il cuore di pietra
Un cuore di carne ti darò, popolo mio
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3° STAZIONE
GESU’ VIENE CROCIFISSO
Sac.: Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo
Tutti: Perché con la tua santa croce hai redento il mondo
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: “Gesù il nazareno, il re dei giudei”. Molti giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove fu crocifisso Gesù era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco.
NARRATORE
Viviamo in un mondo dove l’apparenza conta molto.
Ci piace indossare ciò che è bello, nuovo, di moda.
Raramente ci chiediamo da dove venga ciò che abbiamo tra le mani, quali storie porti con sé. Eppure, dietro ogni oggetto possono esserci fatica, sfruttamento, silenzio.
Gesù è stato inchiodato alla croce dall’indifferenza e dall’ingiustizia degli uomini.
Anche oggi qualcuno paga il prezzo delle nostre scelte distratte.
Questa scena ci invita a guardare oltre ciò che si vede.
SCENETTA
(Entra il ragazzo saltellando. Tiene in alto la felpa come fosse un trofeo.)
Ragazzo (entusiasta): «Ragazziiii! Guardate che bomba! Ultimo modello! Super sconto! L’ho presa prima che finisse!»
(Gli amici fanno finta di svenire per l’emozione. Wooow)
Amico 1: «Nooo! È quella che volevo anch’io!»
Amico 2 (ridendo): «Adesso sei ufficialmente il più stiloso della scuola!»
Amico 3: Dai facciamoci un selfie
(Il ragazzo si pavoneggia, si mette la felpa come un supereroe che indossa il mantello.)
Ragazzo: «Altro che mantello… questa mi fa volare!» (Risate. Selfie. Pose esagerate.)
CONTEMPORANEAMENTE – In un angolo
(Un altro ragazzo, stessa età. Seduto per terra. Schiena curva. Mani che cuciono in fretta. Colpi di tosse)
Bambino sfruttato (a voce bassa, quasi un pensiero):
«ancora qualche punto… Se finisco in fretta, forse oggi non mi sgrida nessuno.»
(Tossisce. Si ferma un attimo. Guarda la felpa tra le mani e dice)
«Chissà chi la metterà… Chissà se penserà a me.»
(Il ragazzo ride forte. Poi improvvisamente si ferma. I due alzano lentamente lo sguardo. Si vedono.)
(Silenzio.)
(Si avvicinano lentamente, come attratti da qualcosa di più grande di loro. Si trovano uno davanti all’altro. Stessa altezza. Stessa età.)
Bambino sfruttato (sussurrando):
«Io ho cucito quello che tu indossi.»
(Pausa.)
Ragazzo: «Tu…?»
Bambino:
«Io ci ho perso il sonno…ho cucito in silenzio per pochi spiccioli…
(Pausa. Il ragazzo si guarda le maniche. Abbassa lo sguardo.
Si toglie lentamente la felpa che ora sembra pesante e la piega.)
Ragazzo (con voce cambiata):
«Non lo sapevo…»
MUSICA
Al termine della musica il “bambino sfruttato” torna in scena con la croce, rappresenta Gesù e dice:
“Possibile? Ma non vedi? Ci sono io dietro a quella felpa, dietro a quella marca che per voi fa tendenza, ci sono le mie fatiche e il mio sfruttamento! Come puoi farmi questo? Come fai a non accorgerti che è me che stai trattando male? Come fai a non capire che è a me che stai negando la libertà?
COMMENTO DI UN RAGAZZO
Mentre ti mettevano in croce soffrivi senza dire nulla. I soldati e la gente avevano deciso di porre fine alla tua libertà e di inchiodarti a quel pezzo di legno. L’indifferenza dilagava e anche noi, quando facciamo compere, rischiamo di infierire su chi lavora in condizioni estreme. Non pensiamo alla libertà di chi è obbligato a lavorare per 14 ore al giorno con un salario indecente e pensiamo solo alla nostra immagine, negando a tanti bambini il diritto di vivere felicemente la loro infanzia.
Aver avuto un’infanzia di sfruttamento, non può essere una colpa!
PREGHIAMO INSIEME: PERDONAMI SIGNORE
- Perché non sempre riesco a guardare oltre le cose materiali
- Se spesso dò più importanza all’immagine esteriore
- Perché involontariamente nego la libertà di vivere a tanti bambini
- Per non averti dato la giusta importanza
Padre nostro…
CANTO:
Ti darò un cuore nuovo, popolo mio
Il mio spirito effonderò in te
Toglierò da te il cuore di pietra
Un cuore di carne ti darò, popolo mio
Mio popolo sarete, le genti lo vedranno
Abiterete dentro la mia casa
E vedrete il mio volto
Ti darò un cuore nuovo, popolo mio
Il mio spirito effonderò in te
Toglierò da te il cuore di pietra
Un cuore di carne ti darò, popolo mio
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4° STAZIONE
GESU’ VIENE DEPOSTO DALLA CROCE
Sac.: Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo
Tutti: Perché con la tua santa croce hai redento il mondo
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
Vennero i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate.
Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei giudei, chiese a pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù.
NARRATORE:
Le nostre case dovrebbero essere luoghi di amore e di festa.
Eppure, a volte, proprio tra le mura domestiche può nascere l’esclusione.
Chi è più fragile, più lento, più bisognoso di attenzioni rischia di essere messo da parte.
Dopo la morte di Gesù, molti se ne andarono, come se tutto fosse finito.
Anche noi possiamo abituarci alla presenza di chi soffre fino a non accorgercene più.
Questa scena ci chiede di riscoprire la tenerezza e il rispetto per ogni stagione della vita.
SCENETTA
In una famiglia si sta festeggiando un compleanno e sono tutti seduti ad un tavolo, compreso/a un/una nonno/a su una sedia a rotelle che è solo di intralcio. Ad un certo punto, un familiare si alza e sposta l’anziano in un angolo della stanza e non lo considerano più mentre loro giocano a carte etc…
L’anziano piano piano si spegne e non riesce più ad interagire con il resto della famiglia e abbassa la testa triste.
MUSICA
Al termine della musica l’anziano torna in scena con la croce, rappresenta Gesù e dice:
“possibile? Ma non mi vedi? Ci sono io nel volto di questo anziano, ci sono io nei suoi occhi, nella sua vita. Come puoi farmi questo? Come fai a non accorgerti che è me che stai trattando male? Come fai a non capire che è me che stai rifiutando?
COMMENTO DI UN RAGAZZO
Gesù era morto, la gente piano piano se ne tornava alle proprie case. Non c’era più nulla da guardare. Lui, che ha vissuto una vita terrena per farsi conoscere, per portare l’amore di dio, lui, non è stato da tutti accettato! Noi abbiamo contribuito alla sua lenta morte e ogni qualvolta abbandoniamo un anziano o un ammalato ricommettiamo lo stesso errore!
Aver avuto la fortuna di invecchiare, non può essere una colpa!
PREGHIAMO INSIEME: PERDONAMI SIGNORE
- Per non saper amare del tuo stesso amore
- Per non essere in grado di stare accanto a chi ha un ritmo diverso dal mio
- Se mi dimentico di chi mi vuole bene
- Se allontano chi mi da fastidio
- Per non averti riconosciuto
Padre nostro…
CANTO:
Ti darò un cuore nuovo, popolo mio
Il mio spirito effonderò in te
Toglierò da te il cuore di pietra
Un cuore di carne ti darò, popolo mio
Da tutte le nazioni vi radunerò
Vi mostrerò la strada della vita
E vivrà chi la seguirà
Ti darò un cuore nuovo, popolo mio
Il mio spirito effonderò in te
Toglierò da te il cuore di pietra
Un cuore di carne ti darò, popolo mio
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Dal fondo della chiesa alcuni genitori portano una croce vuota e la pongono ai piedi dell’altare.
5° STAZIONE
DAVANTI ALLA CROCE VUOTA
Sac.: Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo
Tutti: Perché con la tua santa croce hai redento il mondo
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
“Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ogni volta che non avete fatto queste cose a uno dei miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me”.
i ragazzi che hanno fatto Gesù durante le stazioni si mettono sotto la croce ai piedi dell’altare
NARRATORE:
Dopo aver camminato tra rifiuto, umiliazione, sfruttamento ed esclusione, restiamo in silenzio davanti alla croce.
Non è solo il segno di un dolore passato, ma di un amore che continua, che chiama a conversione.
Ogni persona incontrata lungo questa Via Crucis ci ha ricordato che Gesù è presente nei volti che incrociamo ogni giorno.
Ora tocca a noi scegliere: restare spettatori o diventare fratelli.
La croce è vuota, ma il suo messaggio è vivo.
Tutti gli altri ragazzi dei vari “villaggi” accerchiano la croce e insieme pregano dicendo:
Caro Gesù,
Sono tante le persone che incontriamo nella nostra vita. Spesso non conosciamo le loro vite, ma spesso ci riteniamo così saggi di poterle giudicare.
Tu ci insegni ad amare tutti, ad amare il prossimo come fosse nostro fratello. Sempre!
Nel nostro secolo, in tutti i paesi del mondo, diventa sempre più difficile mettere in pratica il tuo amore; ma tu, Gesù, non hai subito tutto questo inutilmente!
Lo hai fatto per salvarci!
Lo hai fatto per donarci speranza!
Lo hai fatto per donarci la vita eterna!
Lo hai fatto perché ci ami, sempre, anche quando facciamo fatica a portare la nostra croce…
Padre nostro…
CANTO
Ti darò un cuore nuovo, popolo mio
Il mio spirito effonderò in te
Toglierò da te il cuore di pietra
Un cuore di carne ti darò, popolo mio
Vi aspergerò con acqua, e puri vi farò
Dagli idoli sarete liberati
Questa è la mia libertà
Ti darò un cuore nuovo, popolo mio
Il mio spirito effonderò in te
Toglierò da te il cuore di pietra
Un cuore di carne ti darò, popolo mio