“Candelora”

2 FEBBRAIO 2026
PRESENTAZIONE DI GESU’ AL TEMPIO

MESSA

RITI INIZIALI

LETTURE

CREDO

PREGHIERA DEI FEDELI

PADRE NOSTRO

ALLA COMUNIONE

PREGHIERE DAVANTI ALL’EUCARISTIA

APPROFONDIMENTI

AVVISI

 


RITI INIZIALI

C. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
A. AMEN

C. La pace sia con voi
AE con il tuo spirito
C. Fratelli e sorelle, sono trascorsi quaranta giorni
dalla gioiosa celebrazione del Natale del Signore.
Oggi ricorre il giorno nel quale Gesù fu presentato al tempio da Maria e Giuseppe.
Con quel rito egli si assoggettava alle prescrizioni della legge,
ma in realtà veniva incontro al suo popolo, che l’attendeva nella fede.
Guidati dallo Spirito Santo,
vennero nel tempio i santi vegliardi Simeone e Anna.
Illuminati dallo stesso Spirito,
riconobbero il Signore e pieni di gioia gli resero testimonianza.
Anche noi, qui riuniti dallo Spirito Santo, andiamo nella casa di Dio incontro a Cristo.
Lo troveremo e lo riconosceremo nello spezzare il pane,
nell’attesa che egli venga e si manifesti nella sua gloria.

  Dopo la monizione il sacerdote benedice le candele dicendo, a braccia allargate:

Preghiamo.
O Dio, fonte e principio di ogni luce,
che oggi hai manifestato al giusto Simeone
il Cristo, luce per rivelarti alle genti,
ti supplichiamo di benedire questi ceri
e di ascoltare le preghiere del tuo popolo
che viene incontro a te con questi segni luminosi
e con inni di lode;
guidalo sulla via del bene,
perché giunga alla luce che non ha fine.
Per Cristo nostro Signore.
A. Amen.

Il sacerdote asperge le candele con l’acqua benedetta e senza dire nulla infonde l’incenso per la processione.

A questo punto il sacerdote riceve dal diacono o da un altro ministro la candela accesa per lui predisposta e comincia la processione, mentre il diacono (o, in sua assenza, lo stesso sacerdote) canta o dice:

Andiamo in pace incontro al Signore.

Gloria a Dio nell’alto dei cieli,
e pace in terra
agli uomini amati dal Signore.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo,
ti adoriamo, ti glorifichiamo,
ti rendiamo grazie
per la tua gloria immensa,
Signore Dio, Re del cielo,
Dio Padre onnipotente.
Signore, Figlio Unigenito,
Gesù Cristo,
Signore Dio, Agnello di Dio,
Figlio del padre;
tu che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi;
tu che togli i peccati del mondo,
accogli la nostra supplica;
tu che siedi alla destra del Padre,
abbi pietà di noi.
Perché tu solo il Santo,
tu solo il Signore,
tu solo l’Altissimo,
Gesù Cristo, con lo Spirito Santo;
nella gloria di Dio Padre. Amen.

Dio onnipotente ed eterno,
guarda i tuoi fedeli riuniti
nella festa della Presentazione al tempio
del tuo unico Figlio fatto uomo,
e concedi anche a noi di essere presentati a te
purificati nello spirito.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura  

Entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate.
Dal libro del profeta Malachìa
Ml 3,1-4
    Così dice il Signore Dio:
    «Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate; e l’angelo dell’alleanza, che voi sospirate, eccolo venire, dice il Signore degli eserciti.
    Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai.
    Siederà per fondere e purificare l’argento; purificherà i figli di Levi, li affinerà come oro e argento, perché possano offrire al Signore un’offerta secondo giustizia.
    Allora l’offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore come nei giorni antichi, come negli anni lontani».
     Parola di Dio.

Dal Sal 23 (24)

R. Vieni, Signore, nel tuo tempio santo.

Alzate, o porte, la vostra fronte,
alzatevi, soglie antiche,
ed entri il re della gloria. 
R. Vieni, Signore, nel tuo tempio santo.

Chi è questo re della gloria?
Il Signore forte e valoroso,
il Signore valoroso in battaglia. 
R. Vieni, Signore, nel tuo tempio santo.

Alzate, o porte, la vostra fronte,
alzatevi, soglie antiche,
ed entri il re della gloria. 
R. Vieni, Signore, nel tuo tempio santo.

Chi è mai questo re della gloria?
Il Signore degli eserciti è il re della gloria.
R. Vieni, Signore, nel tuo tempio santo.

Doveva rendersi in tutto simile ai fratelli.
DALLA PRIMA LETTERA AGLI EBREI
Eb 2,14-18
    Poiché i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche Cristo allo stesso modo ne è divenuto partecipe, per ridurre all’impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che, per timore della morte, erano soggetti a schiavitù per tutta la vita.
    Egli infatti non si prende cura degli angeli, ma della stirpe di Abramo si prende cura. Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e degno di fede nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo.
    Infatti, proprio per essere stato messo alla prova e avere sofferto personalmente, egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova.
     Parola di Dio.

Alleluia, alleluia.
I miei occhi hanno visto la tua salvezza:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele. (Lc 2,30.32)
Alleluia.

I miei occhi hanno visto la tua salvezza.
Lc 2,22-40

DAL VANGELO SECONDO LUCA
    Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore –  come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
    Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
    Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
    «Ora puoi lasciare,
o Signore, che il tuo servo vada in pace,
secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
    C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere.     Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
    Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.
     Parola del Signore


PROFESSIONE DI FEDE

     Credo in un solo Dio,
Padre onnipotente,
Creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili.

     Credo in un solo Signore,
Gesù Cristo,
unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre
prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce,
Dio vero da Dio vero,
generato, non creato,
della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose
sono state create.
     Per noi uomini
e per la nostra salvezza
discese dal cielo,
[ci inchiniamo]
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato
nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
[ci rialziamo]
     Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
mori e fu sepolto.
     Il terzo giorno è risuscitato,
secondo le Scritture,
è salito al cielo,
siede alla destra del Padre.
     E di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.

     Credo nello Spirito Santo,
che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre e dal Figlio.
     Con il Padre e il Figlio
è adorato e glorificato,
e ha parlato
per mezzo dei profeti.

     Credo la Chiesa,
una santa cattolica e apostolica.
     Professo un solo Battesimo
per il perdono dei peccati.
     Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà.
     Amen.

     Io credo in Dio
Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra;
     e in Gesù Cristo,
suo unico Figlio,
nostro Signore,
il quale fu concepito
di Spirito Santo,
nacque da Maria Vergine,
patì sotto Ponzio Pilato,
fu crocifisso, morì e fu sepolto;
discese agli inferi;
il terzo giorno risuscitò da morte;
salì al cielo, siede alla destra
di Dio Padre onnipotente;
di là verrà a giudicare
i vivi e i morti.
     Credo nello Spirito Santo,
la Santa Chiesa cattolica,
la comunione dei santi,
la remissione dei peccati,
la risurrezione della carne,
la vita eterna.
     Amen


PREGHIERA DEI FEDELI

INTRODUZIONE DEL SACERDOTE

Fratelli e sorelle, convocati dallo Spirito per celebrare l’incontro tra Gesù, luce delle genti, e l’umanità in attesa di salvezza, ci uniamo a Maria e Giuseppe per essere da loro presentati a Dio nostro Padre. Preghiamo insieme e diciamo: Visita il tuo popolo, Signore.

Padre della luce, che hai voluto la Chiesa sacramento del tuo incontro con gli uomini, fa’ che porti l’annuncio del Vangelo là dove più fitte sono le tenebre del male. Noi ti preghiamo.
Visita il tuo popolo, Signore.

Tu che chiami alcuni tuoi figli a lasciare ogni cosa per consacrarsi a Te, fa’ che offrano con fedeltà la loro vita, a gloria del tuo nome e a servizio dei fratelli. Noi ti preghiamo.
Visita il tuo popolo, Signore.

Tu che conosci il buio e le ombre del nostro tempo, fa’ che tutti i battezzati ed in particolare i battezzati in questo ultimo anno vedano in Gesù la luce che dissolve l’oscurità. Noi ti preghiamo.
Visita il tuo popolo, Signore.

Tu che sei l’origine e il fondamento della comunità domestica, fa’ che nelle famiglie i bambini siano aiutati a crescere in sapienza e grazia, e gli anziani siano onorati come dono prezioso. Noi ti preghiamo.
Visita il tuo popolo, Signore.

Tu che semini nel cuore dell’uomo il desiderio di vedere il tuo volto, fa’ che questa comunità custodisca la luce di questo giorno di festa per camminare nei sentieri del mondo come fedeli discepoli di Cristo. Noi ti preghiamo.
Visita il tuo popolo, Signore.

CONCLUSIONE DEL SACERDOTE

O Padre, che nel tuo Figlio presentato al tempio manifesti visibilmente l’incontro tra l’antica e la nuova alleanza, fa che la tua Chiesa sperimenti con Maria la gioia di essere madre dell’umanità nuova, che cammina nello splendore della tua luce. Per Cristo nostro Signore. AMEN.

PADRE NOSTRO

Padre nostro che sei nei cieli
sia santificato il tuo nome
venga il tuo regno
sia fatta la tua volontà
come in cielo così in terra.

Dacci oggi
il nostro pane quotidiano
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi
li rimettiamo ai nostri debitori
e non abbandonarci
alla tentazione
ma liberaci dal male.

ALLA COMUNIONE

Il sacerdote prende l’ostia e tenendola un po’ sollevata sulla patena o sul calice, rivolto al popolo, dice ad alta voce:
ECCO L’AGNELLO DI DIO,
ECCO COLUI CHE TOGLIE

I PECCATI DEL MONDO.
BEATI GLI INVITATI

ALLA CENA DELL’AGNELLO.

E continua, dicendo insieme con il popolo:
O SIGNORE,
NON SONO DEGNO
DI PARTECIPARE
ALLA TUA MENSA,
MA DI’ SOLTANTO
UNA PAROLA
E IO SARÒ SALVATO.

DOPO LA COMUNIONE

O Padre, che hai esaudito
l’ardente attesa del santo Simeone,
porta a compimento in noi l’opera della tua misericordia;
tu che gli hai dato la gioia, prima di vedere la morte,
di stringere tra le braccia il Cristo tuo Figlio,
concedi anche a noi, con la forza del pane eucaristico,
di camminare incontro al Signore
per ottenere la vita eterna.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. AMEN!

PREGHIERE DAVANTI ALL’EUCARISTIA

Dice il Signore (Gv 14, 27)
“Vi lascio la pace,
vi do la mia pace,
non come la dà il mondo,
io la do a voi.
Non sia turbato il vostro cuore
e non abbia timore.”


APPROFONDIMENTI

Profeta o leader?

di Roberto Lauria

Il leader, lo si nota bene, cerca il consenso, ama la popolarità, vuole essere seguito, apprezzato, amato, a tutti i costi. E proprio per questo detesta la critica, e – ancor di più – l’insuccesso o il rifiuto. Incrinano la sua immagine vittoriosa, riducono la sua forza di seduzione, intaccano il mito della sua imbattibilità.

La missione del profeta, invece, sembra doversi misurare necessariamente con la sofferenza e le difficoltà: è un uomo disarmato quello che riferisce la parola di Dio e fa appello alla libertà di ciascuno. Quello che Dio gli ha messo nel cuore e nella bocca non è soggetto ai suoi criteri: deve essere riferito così com’è, con fedeltà. I destinatari del messaggio hanno la terribile responsabilità di accogliere o di rifiutare.

E poiché le vie di Dio non sono quelle degli uomini, né i suoi pensieri combaciano con i loro, accade troppo spesso che questi non accettino di venir rimessi in discussione, né che sia portato allo scoperto ciò che si portano dentro, né che vengano chiamati per nome i loro traffici e le loro storture, le loro presunzioni e i loro dubbi.

È stato il destino di tanti profeti. È accaduto anche a Gesù. E per di più nel suo villaggio, a Nazaret, lì dove si sarebbe data per scontata un’accoglienza festosa ed entusiasta. Invece è proprio lì che il Figlio di Dio – lui che è non solo un profeta, ma la Parola stessa fatta carne – deve registrare l’incomprensione, il dubbio, il rifiuto, fino al gesto inequivocabile della cacciata dal suo paese.

Incapacità di comunicare adeguatamente? Difetto di annuncio? Irrigidimento eccessivo? Si deve osservare che un politico avrebbe gestito la cosa in tutt’altro modo. Avrebbe smussato gli angoli e le asperità delle proprie parole. Avrebbe condito con espressioni amichevoli le parti più indigeste. Avrebbe fatto leva sull’amicizia e la consuetudine di lunga data che lo univa ai presenti. Avrebbe indorato la pillola, in qualche modo.

Ma non è quello che fa Gesù. Anzi, invece di minimizzare le reazioni dei nazaretani, egli le porta allo scoperto, le precisa, le rende evidenti. Il loro entusiasmo iniziale per le sue parole e per i gesti miracolosi, si è mutato in un dubbio e in una richiesta più o meno scoperta, serpeggiante nell’uditorio: Dimostraci che non sei solamente il figlio di Giuseppe… Facci vedere di che cosa sei capace… Compi prodigi in mezzo a noi… È l’incredulità che avanza nei loro animi, la certezza di conoscere bene quell’uomo che ha vissuto tanti anni in mezzo
a loro, la decisione di non rimettere in discussione l’idea che si sono fatta di lui.

Gesù non si lascia intimorire da tutto questo. Mette chi lo ascolta davanti ad uno specchio, lo obbliga a prendere coscienza di quanto passa per il suo animo. E lo rinvia ad episodi dell’Antico Testamento che testimoniano gesti di misericordia e di guarigione riservati non ai vicini, ma ai lontani, agli stranieri. Infatti, proprio i vicini, poiché si illudono di aver liquidato la questione e di saper già tutto, cadono nell’incredulità.

La salvezza è per tutti quelli che si aprono all’Inviato di Dio, quale che sia la loro provenienza, la loro condizione. Perché ciò che conta agli occhi di Dio è la fiducia in lui, nel suo amore, non i privilegi acquisiti o i diritti di appartenenza.


AVVISI

Giovedì 5 febbraio:
ore 09.00-12.00 Adorazione eucaristica vocazionale
ore 17,45 Rosario per le vocazioni

ORARIO DELLE SS. MESSE:
FERIALI: ore 18.30;
FESTIVE: sabato e prefestivi ore 17.15;
domenica e festivi alle ore 9.00, 11.00 e 19.00