Il giorno del Signore 28 dicembre 2025
28 DICEMBRE 2025
SANTA FAMIGLIA DI GESU’, MARIA E GIUSEPPE

MESSA
PREGHIERE DAVANTI ALL’EUCARISTIA
RITI INIZIALI
…
Invocazioni penitenziali
O Signore, ti ringraziamo per il dono della nostra famiglia e per il calore e il sostegno che ci offre.
Perdonaci perché non siamo sempre capaci di amarci come vuoi tu.
Signore Gesù, manchiamo di umiltà e permettiamo all’orgoglio di trionfare, senza donare compassione. Kyrie, eleison. Kyrie, eleison.
Cristo Signore ci rifiutiamo di perdonare e conserviamo tenacemente il risentimento e il rancore. Christe, eleison. Christe, eleison.
Signore Gesù, ci mostriamo duri e testardi, attenti solo alle regole, per non offrire tenerezza. Kyrie, eleison. Kyrie, eleison.
Dio onnipotente abbia misericordia. di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna. Amen.
INNO DI LODE
Gloria a Dio nell’alto dei cieli,
e pace in terra
agli uomini amati dal Signore.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo,
ti adoriamo, ti glorifichiamo,
ti rendiamo grazie
per la tua gloria immensa,
Signore Dio, Re del cielo,
Dio Padre onnipotente.
Signore, Figlio Unigenito,
Gesù Cristo,
Signore Dio, Agnello di Dio,
Figlio del padre;
tu che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi;
tu che togli i peccati del mondo,
accogli la nostra supplica;
tu che siedi alla destra del Padre,
abbi pietà di noi.
Perché tu solo il Santo,
tu solo il Signore,
tu solo l’Altissimo,
Gesù Cristo, con lo Spirito Santo;
nella gloria di Dio Padre. Amen.
Preghiamo
O Dio, che nella santa Famiglia
ci hai dato un vero modello di vita,
fa’ che nelle nostre famiglie fioriscano le stesse virtù e lo stesso amore,
perché, riuniti insieme nella tua casa,
possiamo godere la gioia senza fine.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…
Oppure:
O Dio, nostro creatore e Padre,
tu hai voluto che il tuo Figlio
crescesse in sapienza, età e grazia
nella famiglia di Nazaret;
ravviva in noi la venerazione
per il dono e il mistero della vita,
perché diventiamo partecipi della fecondità del tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…
LITURGIA DELLA PAROLA
Prima lettura
Chi teme il Signore onora i genitori.
Dal libro del Siràcide
Sir 3,3-7.14-17a (NV) [gr. 3.2-6.12-14)
Il Signore ha glorificato il padre al di sopra dei figli
e ha stabilito il diritto della madre sulla prole.
Chi onora il padre espìa i peccati e li eviterà
e la sua preghiera quotidiana sarà esaudita.
Chi onora sua madre è come chi accumula tesori.
Chi onora il padre avrà gioia dai propri figli
e sarà esaudito nel giorno della sua preghiera.
Chi glorifica il padre vivrà a lungo,
chi obbedisce al Signore darà consolazione alla madre.
Figlio, soccorri tuo padre nella vecchiaia,
non contristarlo durante la sua vita.
Sii indulgente, anche se perde il senno,
e non disprezzarlo, mentre tu sei nel pieno vigore.
L’opera buona verso il padre non sarà dimenticata,
otterrà il perdono dei peccati, rinnoverà la tua casa.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 127 (128)
R. Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie.
Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene.
R. Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie.
La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa.
R. Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie.
Ecco com’è benedetto
l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion.
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita!
R. Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie.
Seconda Lettura
Vita familiare cristiana, secondo il comandamento dell’amore.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési
Col 3,12-21
Fratelli, scelti da Dio, santi e amati, rivestitevi di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro.
Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E rendete grazie!
La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza. Con ogni sapienza istruitevi e ammonitevi a vicenda con salmi, inni e canti ispirati, con gratitudine, cantando a Dio nei vostri cuori. E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre.
Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come conviene nel Signore. Voi, mariti, amate le vostre mogli e non trattatele con durezza. Voi, figli, obbedite ai genitori in tutto; ciò è gradito al Signore. Voi, padri, non esasperate i vostri figli, perché non si scoraggino.
Parola di Dio.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
La pace di Cristo regno nei vostri cuori;
la parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza. (Col 3,15a.16a)
Alleluia.
Vangelo
Prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 2,13-15.19-23
I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».
Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino».
Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».
Parola del Signore
PROFESSIONE DI FEDE
Credo – Niceno Costantinopolitano
Credo in un solo Dio,
Padre onnipotente,
Creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore,
Gesù Cristo,
unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre
prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce,
Dio vero da Dio vero,
generato, non creato,
della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose
sono state create.
Per noi uomini
e per la nostra salvezza
discese dal cielo,
[ci inchiniamo]
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato
nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
[ci rialziamo]
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
mori e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato,
secondo le Scritture,
è salito al cielo,
siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo,
che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre e dal Figlio.
Con il Padre e il Figlio
è adorato e glorificato,
e ha parlato
per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa,
una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo Battesimo
per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà.
Amen.
CREDO – SIMBOLO APOSTOLICO
Io credo in Dio
Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra;
e in Gesù Cristo,
suo unico Figlio,
nostro Signore,
il quale fu concepito
di Spirito Santo,
nacque da Maria Vergine,
patì sotto Ponzio Pilato,
fu crocifisso, morì e fu sepolto;
discese agli inferi;
il terzo giorno risuscitò da morte;
salì al cielo, siede alla destra
di Dio Padre onnipotente;
di là verrà a giudicare
i vivi e i morti.
Credo nello Spirito Santo,
la Santa Chiesa cattolica,
la comunione dei santi,
la remissione dei peccati,
la risurrezione della carne,
la vita eterna.
Amen
PREGHIERA DEI FEDELI
INTRODUZIONE DEL SACERDOTE
Fratelli e sorelle, contemplando la Santa Famiglia di Nazareth ci viene consegnata la grande speranza cristiana dell’amore, la certezza che il mondo è salvato dalla luce che illumina tutte le genti, che è Cristo Gesù.
Preghiamo insieme dicendo: Luce per le genti, ascoltaci.
Per le Chiesa: sia segno e strumento dell’azione salvifica di Cristo nel mondo, esempio di pace e concordia al suo interno e testimonianza dell’infinita misericordia di Dio. Preghiamo.
Luce per le genti, ascoltaci.
Per ogni bambino che nasce: sia accolto come dono da custodire con rispetto della dignità umana, accompagnato nella crescita sana e nell’educazione responsabile da genitori affettuosi. Preghiamo.
Luce per le genti, ascoltaci.
Per tutti i giovani in discernimento vocazionale: possano scoprire in ciò che fa loro lodare il Signore quanto risponde alla sua chiamata, aderendo ad essa con generosità e coraggio. Preghiamo.
Luce per le genti, ascoltaci.
Per quanti vivono situazioni famigliari faticose e segnate da profonde ferite: possano contare sull’aiuto di fratelli e sorelle onesti e su comunità cristiane accoglienti e cariche di affetto. Preghiamo.
Luce per le genti, ascoltaci.
Per la nostra comunità parrocchiale del Buon Pastore: come famiglia di famiglie sia sempre espressione dell’amore misericordioso di Dio che accompagna particolarmente i più poveri e piccoli all’incontro salvifico con Gesù, il Salvatore. Preghiamo.
Luce per le genti, ascoltaci.
CONCLUSIONE DEL SACERDOTE
O Dio, nostro Padre, che hai voluto che il tuo Figlio fosse accolto in una famiglia umana, dona a alla tua Chiesa di cercare sempre la tua volontà, per la maggior tua gloria. Per Cristo nostro Signore. AMEN.
PADRE NOSTRO
Padre nostro che sei nei cieli
sia santificato il tuo nome
venga il tuo regno
sia fatta la tua volontà
come in cielo così in terra.
Dacci oggi
il nostro pane quotidiano
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi
li rimettiamo ai nostri debitori
e non abbandonarci
alla tentazione
ma liberaci dal male.
…
ALLA COMUNIONE
Il sacerdote prende l’ostia e tenendola un po’ sollevata sulla patena o sul calice, rivolto al popolo, dice ad alta voce:
ECCO L’AGNELLO DI DIO,
ECCO COLUI CHE TOGLIE
I PECCATI DEL MONDO.
BEATI GLI INVITATI
ALLA CENA DELL’AGNELLO.
E continua, dicendo insieme con il popolo:
O SIGNORE,
NON SONO DEGNO
DI PARTECIPARE
ALLA TUA MENSA,
MA DI’ SOLTANTO
UNA PAROLA
E IO SARÒ SALVATO.
…
DOPO LA COMUNIONE
Padre clementissimo, che ci nutri con questi sacramenti,
concedi a noi di seguire con fedeltà gli esempi della santa Famiglia,
perché, dopo le prove della vita,
siamo associati alla sua gloria in cielo.
Per Cristo nostro Signore. AMEN!
PREGHIERE DAVANTI ALL’EUCARISTIA
Dice il Signore (Gv 14, 27)
“Vi lascio la pace,
vi do la mia pace,
non come la dà il mondo,
io la do a voi.
Non sia turbato il vostro cuore
e non abbia timore.”
Dice il Signore (Gv 15, 4)
“Rimanete in me e io in voi.
Come il tralcio
non può far frutto da se stesso
se non rimane nella vite,
così anche voi
se non rimanete in me.”
Anima di Cristo, santificami.
Corpo di Cristo, salvami.
Sangue di Cristo, inebriami.
Acqua del costato di Cristo, lavami.
Passione di Cristo, confortami.
O buon Gesù, esaudiscimi.
Dentro le tue piaghe nascondimi.
Non permettere
ch’io mi separi da te.
Dal nemico maligno difendimi.
Nell’ora della mia morte chiamami.
Fa’ che io venga a te,
a lodarti con i tuoi santi,
nei secoli dei secoli. Amen.
O Signore, fa di me
uno strumento della tua pace.
Dov’è l’odio, fa che io porti l’amore.
Dov’è offesa, che io porti il perdono.
Dov’è discordia, che io porti l’unione.
Dov’è dubbio, che io porti la fede.
Dov’è errore, che io porti la verità.
Dov’è disperazione, che io porti la speranza.
Dov’è tristezza, che io porti la gioia.
Dove sono le tenebre, che io porti la luce.
O Signore, fa che io non cerchi tanto
di essere consolato quanto di consolare;
di essere compreso, quanto di comprendere;
di essere amato, quanto di amare.
Poiché donando, si riceve;
perdonando, si è perdonati;
morendo, si risuscita a vita eterna.
Dio sia benedetto.
Benedetto il suo santo nome.
Benedetto Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.
Benedetto il nome di Gesù.
Benedetto il suo
sacratissimo Cuore.
Benedetto il suo
preziosissimo Sangue.
Benedetto Gesù nel santissimo
Sacramento dell’altare.
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.
Benedetta la gran Madre di Dio, Maria santissima.
Benedetta la sua santa e immacolata concezione.
Benedetta la sua
gloriosa assunzione.
Benedetto il nome di Maria, vergine e madre.
Benedetto san Giuseppe,
suo castissimo sposo.
Benedetto Dio nei suoi angeli
e nei suoi santi.
APPROFONDIMENTI
di Padre Ermes Ronchi
Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe Anno A. Un cammino da compiere insieme
Se abbiamo celebrato il Natale, dobbiamo adesso seguirli, non dobbiamo perdere Gesù. Perché il Natale non sia solo poesia, ma concretezza di vita, dobbiamo subito, oggi, rimetterci in cammino
Oggi la liturgia ci chiede di rimetterci in cammino, con Gesù, Giuseppe e Maria. Solo ieri siamo giunti a Betlemme, al termine del cammino del tempo di Avvento, tutto proteso verso la grotta. Finalmente ci siamo fermati, e l’abbiamo visto, Lui, il Figlio di Dio fatto uomo, sulle braccia di Maria e custodito da Giuseppe: una piccola famiglia, come tante in Israele, come tante ai nostri giorni. Ma noi sappiamo che è una famiglia speciale, fatta di persone speciali. Per questo ci piacerebbe fermarci a contemplare, per goderci questo tempo pieno “di tenerezza, di bontà, di umiltà”… tutti quei sentimenti che Paolo bene descrive nella lettera ai Colossesi.
Ma non si può. Se vogliamo stare con la Santa Famiglia – e dobbiamo stare con loro, perché sono persone speciali – dobbiamo già levare le tende del cuore e seguirli in Egitto. “Erode vuole cercare il bambino per ucciderlo”. Anche Giuseppe si trova sorpreso nella notte dall’annuncio dell’angelo, e non attende l’alba per proteggere il bambino dalla furia di Erode. Come farebbe qualsiasi buon padre. Seguiamoli, in terra d’esilio, tra gente straniera. Se abbiamo celebrato il Natale in verità, dobbiamo adesso seguirli, non dobbiamo perdere Gesù. Perché il Natale non sia solo poesia, ma concretezza di vita, dobbiamo subito, oggi, rimetterci in cammino.
Cosa questo significhi, per ciascuno di noi, dobbiamo leggerlo in fondo al cuore. Ma sarebbe ancora più bello se riuscissimo a leggerlo insieme, non come io ma come noi: noi famiglia, noi comunità parrocchiale, noi comunità religiosa, noi gruppo di studio o di lavoro… Perché c’è un cammino che ciascuno di noi è chiamato a compiere personalmente lungo le strade della vita, e non può essere delegato ad altri. Ma c’è un cammino che dobbiamo compiere come Chiesa, dalla piccola Chiesa domestica che è la nostra comunità familiare, fino a quella grande ed universale realtà che è la Chiesa di Dio. E il nostro cammino personale avrà un senso nella storia solo se terrà conto del cammino di tutti.
Ecco allora un buon compito per la settimana, forse addirittura per l’anno a venire: verso cosa camminare? Io, prima di tutto, ma anche e soprattutto NOI?
L’Egitto è una terra straniera: forse andarci da soli intimorisce, ma insieme è diverso. La Santa Famiglia affronta il viaggio unita. Se ci guardiamo intorno anche noi possiamo forse riconoscere terre straniere che ci circondano, anche noi possiamo osare di addentrarci nelle nostre terre d’esilio, dove a volte ci spinge la stessa vita, per necessità. L’importante è farlo insieme, come comunità, come Chiesa. Dove per terre d’esilio possiamo intendere quelle realtà che sentiamo lontane, estranee, anche ostili… ma che forse hanno bisogno che qualcuno vi porti Gesù, come provvidenzialmente è successo all’Egitto.
Ma il cammino non è finito, non è finito mai. “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele”. Un altro annuncio, e si ritorna a casa. E’ il Cielo a guidare i passi di Giuseppe: lui obbedisce e partono insieme. Sempre insieme, sempre come Chiesa, come comunità: sempre noi… La sequela di Gesù non comporta indugi, e non comporta solitudini. Ti fa tornare al punto di partenza, ma non come all’inizio: ora si è ricchi di qualcosa di nuovo. L’esperienza dell’Egitto, del paese straniero, te la porti dentro e ti fa ricco di qualcosa che prima non conoscevi. Ogni uscita dai propri orizzonti ristretti amplia lo sguardo sulla vita, sul mondo, sul cuore dell’uomo.
Ecco la vita della Santa Famiglia, questa famiglia dicevamo un po’ speciale. Una vita da pellegrini e forestieri, ma una vita insieme.
E cosa vuol dire insieme? Ce lo suggerisce S. Paolo, là dove parla di “sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità”. Dove parla di sopportazione reciproca, di perdono. Di sottomissione, di obbedienza. “Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori”. Che è poi quanto ci dice in altre parole anche il Siracide: il rispetto dei propri doveri all’interno della famiglia porta gioia, lunga vita, salvezza. In poche parole attira la benedizione di Dio, e quindi la sua pace.
E’ dunque il vincolo della carità che ci fa passare dall’io al noi, che ci stringe insieme come comunità, come Chiesa; che rompe il cerchio vizioso delle nostre solitudini e ci rende capaci di affrontare percorsi nuovi nella vita, forti del sostegno del fratello. E’ il vincolo di quella carità spicciola e semplice, fatta di gesti quotidiani, feriali, ma pieni di significato per chi li compie e per chi ne è oggetto. Gesti che sono stati ordinari anche in quella famiglia speciale che oggi stiamo contemplando: una famiglia santa e divina, ma tanto umana, come il Natale ci ricorda.
Certo, tra di loro tutto sarà stato spontaneo. Ma perché? C’è un segreto, che oggi ci vogliono regalare: “La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza”. Tra loro era presente la Parola, era presente Gesù stesso, Parola fatta carne. Sempre. Ecco allora il punto di partenza di tutto. La presenza di Gesù, che per noi oggi è presenza eucaristica, da una parte, e presenza della sua Parola, dall’altra. Ecco la fonte della carità, e quindi della pace, della gioia anche in mezzo alle avversità e alle contrarietà della vita. Ecco da dove attingere la forza per camminare insieme e affrontare quel viaggio verso l’Egitto, primo passo del lungo viaggio che porterà alla fine Gesù a Gerusalemme.
A questo punto ritorniamo pure davanti al presepio che ci attende a casa, rituffiamoci nella quiete di Betlemme. Il tempo liturgico ce lo consente. Ma non dimentichiamo che presto ci attende un viaggio, che Gesù stesso ci chiederà di accompagnarlo verso un “oltre”; e che sarà più semplice seguirlo se partiremo insieme, con le persone che la provvidenza ci ha donate come compagne di viaggio, perché ci amassimo a vicenda. Ecco perché esiste la famiglia, la comunità in cui vivo, la Chiesa: per darmi la possibilità di essere amato e di amare.
AVVISI
Mercoledì 31 ore 18.00: Ringraziamento di fine anno e canto del Te Deum
Giovedì 1 gennaio: Santa Messa alle ore 9 e 11 non c’è la messa alle 19,00
Sabato 3 gennaio: Santa Messa alle ore 17,15
Domenica 4 gennaio: Sante Messe alle ore 9 – 11 – 19
Lunedì 5 gennaio: Santa Messa alle ore 17,15
Martedì 6 gennaio, Epifania: Sante Messe alle ore 9 – 11 – 19
SANTO CAMMINO DI NATALE!
AVVISI
Martedì 23 Dicembre dalle 16,30 alle 20,00 Confessioni
ore 20.00 durante la novena, ci sarà la benedizione dei bambinelli dei presepi.
Ogni bambino porti anche la casetta che ha costruito durante le 4 domeniche di avvento.
Mercoledì 24 Dicembre alle ore 18,00 Veglia del Santo Natale
Giovedì 25 Dicembre – Santo Natale Messe alle ore 09,00 e 11,00 (non c’è la messa delle 19,00)
Venerdì 26 Dicembre: non ci sono messe
Sabato 27 dicembre: pellegrinaggio a Pompei la Messa rimane sempre alle 17,15.
Domenica 28 – Alle ore 18,00 CHIUSURA ANNO GIUBILARE in Cattedrale
(Messa in parrocchia solo alle ore 09,00 e 11,00)
ORARIO DELLE SS. MESSE:
FERIALI: ore 18.30;
FESTIVE: sabato e prefestivi ore 17.15;
domenica e festivi alle ore 9.00, 11.00 e 19.00