Ringraziamento
Preghiera di ringraziamento di fine anno 2025
“Sentinella, quanto resta della notte?
Canto d’Esposizione eucaristica
Preghiera d’invocazione
Presbitero
Dio di tenerezza
Ti ringraziamo per quest’ultimo anno
con i suoi momenti positivi
e con quelli più difficili.
Ti ringraziamo per l’amore
che abbiamo ricevuto
dalla famiglia e dagli amici
E per i successi che abbiamo avuto
al lavoro e a casa.
Tutti
Ti ringraziamo anche
per i momenti difficili
I momenti in cui abbiamo lottato,
i momenti di sfida;
i momenti di incertezza;
i momenti in cui abbiamo avuto paura
per la nostra sicurezza
e per quelli che amiamo;
i momenti in cui abbiamo perso
i nostri cari.
Presbitero
Mentre attendiamo con impazienza
il prossimo anno
chiediamo la Tua grazia e la Tua benedizione.
Tutti
Dacci salute e forza;
dacci fede e speranza.
Mandaci il Tuo Spirito.
Dacci la pace nelle scelte che facciamo
Concedici la gioia di guardare avanti
e di discernere il futuro.
Soprattutto donaci l’amore
che ci guiderà
attraverso le sfide che incontreremo.
Presbitero
Aiutaci a camminare l’uno accanto all’altro
con pazienza e perdono,
mettendo le nostre mani
nelle mani di Tuo Figlio Gesù.
Egli ci guida e ci fortifica.
Egli è sempre al nostro fianco:
ci dà speranza
ci aiuta a vedere, oltre il piccolo ‘ora’,
a un quadro più vasto
e a un sogno più ampio
Il sogno immaginato per noi da Te,
nostro Padre.
Tu che vivi e ami
Per sempre nei secoli. AMEN
Silenzio e preghiera personale
Seduti
Riflessione
Iniziare e finire di Romano Guardini
In ogni finire v’è un’ultima conclusione che dà forma, un farsi pieni, colmi. E anche questa è una grande forza: riuscire a rendere completo, a mettere a punto. Non dar inizio e in seguito lasciare a mezzo o semplicemente lasciar finire, ma conferire al giorno la sua finitezza, per così dire, la sua «rotondità»; dare compiutezza al lavoro; portare la sorte, il destino ad assumere il suo senso. Nessun momento del tempo conduce a tale riflessione come quello a cui stasera andiamo incontro. E fine e principio: fine dell’anno passato, principio del nuovo. Ciò porta con particolare nitidezza a farsi consapevoli di quanto avviene continuamente. Propriamente ci si deve stupire del modo in cui nella maggior parte dei casi si festeggia questa vicenda. Per la nostra coscienza questa notte di S. Silvestro per lo più si collega con allegria, con ogni genere di cose eccitanti, con voci alte e fuochi artificiali – quindi con un atteggiamento che fa tutt’altro che presentare alla coscienza quanto avviene: il finire dell’anno vecchio e l’inizio del nuovo. Si arriva quasi a pensare che lo si dovrebbe impedire – o no?
Certo, nella gaiezza di S. Silvestro ve una gioia molto originaria: esserci ancora, poter entrare nel nuovo anno. Sarebbe una cosa giusta. Ma se si ascolta con maggior precisione – non si ha l’impressione che vi si celi ancora dell’altro? Una letizia giusta ha come sottofondo la serietà; ma in questo sembra vi sia qualcosa di diverso: paura, voglio dire. Le persone che nella confusione di Capodanno fanno il passo al di là di quel confine del tempo, hanno timore.
Ma perché? Perché non vogliono guardare in faccia il finire reale. E nemmeno l’iniziare reale. Un autentico finire esigerebbe che si verificasse una conclusione.
Qualche genere di sguardo retrospettivo, di esame e valutazione; qualche tipo di rendiconto, davanti alla coscienza, davanti a Dio. E un autentico iniziare significherebbe più che semplicemente la tensione: «Presto la lancetta passerà attraverso il punto: ecco, v’è arrivata sopra!». Sarebbe in un qualche senso un attrezzarsi per il nuovo; un apprestarsi alle prove, ai compiti e alle disposizioni della sorte che ci attende in futuro; uno stare all’erta per scorgere ciò che mostra la strada, quanto dà forza e coraggio.
Silenzio e preghiera personale
In piedi
PREGHIERA CORALE
Prendi gli anni che mi restano
Tutti
Inclina verso di te, o Dio,
quel poco che hai voluto che io sia.
Della mia povera esistenza,
ti supplico di prendere gli anni
che mi restano da vivere.
Quanto a quelli perduti,
ne provo umiliazione e pentimento.
Non disdegnare i miei rimpianti.
Ormai non vi è piú in me
che il desiderio della tua saggezza
e un cuore, che ti offro.
(BERNARDO DI CLAIRVAUX
Collectif, Ecoute, Seigneur, ma
prière, Paris 1988, 480)
INNO del Te Deum
e incensazione del Santissimo Sacramento
Noi ti lodiamo, Dio, *
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli *
e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
il Signore Dio dell’universo.
I cieli e la terra *
sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono
nella tua lode; *
la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio, *
e lo Spirito Santo Paraclito.
O Cristo, Re della gloria, *
eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
per la salvezza dell’uomo.
Vincitore della morte, *
hai aperto ai credenti il Regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio,
nella gloria del Padre. *
Verrai a giudicare il mondo
alla fine dei tempi.
Soccorri i tuoi figli, Signore, *
che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
nell’assemblea dei santi.
Salva il tuo popolo, Signore, *
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
lodiamo il tuo nome per sempre.
Degnati oggi, Signore, *
di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
in te abbiamo sperato.
Pietà di noi, Signore, *
pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
non saremo confusi in eterno
Orazione
Guarda, o Padre, al tuo popolo,
che professa la sua fede in Gesù Cristo,
nato da Maria Vergine,
crocifisso e risorto,
presente in questo santo sacramento
e fa che attinga
da questa sorgente di ogni grazia
frutti di salvezza eterna.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
BENEDIZIONE EUCARISTICA
INVOCAZIONI
Sac. Chi è Gesù per me?
Gesù è il Verbo di Dio fatto Carne.
Gesù è il Pane di Vita.
Gesù è la Vittima offerta per i nostri peccati sulla Croce.
Gesù è il Sacrificio offerto nella Santa Messa per i peccati del mondo e per i miei.
Gesù è la Parola da proclamare.
Gesù è la Verità da dire.
Gesù è la Via da percorrere.
Gesù è la Luce da accendere.
Gesù è la Vita da vivere.
Gesù è l’Amore da amare.
Gesù è la gioia da condividere.
Gesù è il Sacrificio da offrire.
Gesù è la Pace da donare.
Gesù è il Pane di Vita da mangiare.
Gesù è l’affamato da nutrire.
Gesù è l’assetato da dissetare.
Gesù è l’ignudo da vestire.
Gesù è il senza-tetto da accogliere.
Gesù è l’ammalato da curare.
Gesù è la persona sola da amare.
Gesù è ogni essere umano che non è voluto, da accettare.
Gesù è il lebbroso cui lavare le ferite.
Gesù è il mendicante cui sorridere.
Gesù è l’alcoolizzato che va ascoltato.
Gesù è il malato di mente da proteggere
Gesù è il piccolo che va abbracciato.
Gesù è il cieco a cui fare da guida.
Gesù è il muto cui offrire la nostra voce.
Gesù è lo zoppo con cui camminare.
Gesù è il drogato di cui essere amico.
Gesù è la prostituta che va allontanata dal pericolo e resa amica.
Gesù è il prigioniero da visitare.
Gesù è l’anziano da servire.
(Meditazione scritta da Madre Teresa nel 1983, quando si trovava in ospedale a Roma).
ANTIFONA MARIANA