VEGLIA NATALE
NATALE DEL NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO

…
1 – RITI INIZIALI
IL VERBO…VENNE AD ABITARE IN MEZZO A NOI
I ministri si portano all’Altare mentre la chiesa è in penombra e l’assemblea canta
CANTO INIZIALE:
CANTO DI INGRESSO: VENITE ADORIAMO IL RE SIGNORE, CHE E’ QUASI ALLE PORTE
VENITE ADORIAMO IL RE SIGNORE, CHE E’ QUASI ALLE PORTE
- Rallegrati, popolo di Dio
ed esulta di gioia città di Sion:*
ecco, verrà il Signore
e ci sarà grande luce
in quel giorno**
e i monti stilleranno dolcezza:
scorrerà latte e miele tra i colli*
perché verrà il grande profeta
ed egli rinnoverà Gerusalemme.*
VENITE ADORIAMO IL RE SIGNORE, CHE E’ QUASI ALLE PORTE - Ecco, verrà il Signore Dio: *
un uomo della casa di Davide
salirà sul trono;**
voi lo vedrete*
.ed esulterà il vostro cuore. **
VENITE ADORIAMO IL RE SIGNORE, CHE E’ QUASI ALLE PORTE - Ecco, verrà il Signore
nostra difesa,*
il Santo d’Israele
con la corona regale sul capo;**
il suo dominio sarà da mare a mare*
e dal fiume
.fino agli ultimi confini della terra.**
VENITE ADORIAMO IL RE SIGNORE, CHE E’ QUASI ALLE PORTE
- Ecco, apparire il Signore:*
non mancherà alla parola data,**
se ancor non giunge,
ravviva l’attesa,*
poiché certo verrà
.e non potrà tardare.**
VENITE ADORIAMO IL RE SIGNORE, CHE E’ QUASI ALLE PORTE - Scenderà il Signore dal cielo
come rugiada sul vello:*
nei suoi giorni fiorirà la giustizia
e abbonderà la pace,**
lo adoreranno
i potenti del mondo*
e lo serviranno
.tutte le nazioni della terra.**
VENITE ADORIAMO IL RE SIGNORE, CHE E’ QUASI ALLE PORTE - Nascerà per noi un bambino
e sarà chiamato «Dio forte»,*
siederà sul trono
di Davide suo padre**
e sarà nostro sovrano:*
gli sarà dato il segno
.del potere e della gloria.**
VENITE ADORIAMO IL RE SIGNORE, CHE E’ QUASI ALLE PORTE - Betlemme, città dell’Altissimo,
da te uscirà il pastore d’Israele,*
nascerà nel tempo, egli, l’Eterno**
e nell’universo sarà glorificato:*
quando egli verrà fra noi,
.ci farà il dono della pace.**
VENITE ADORIAMO IL RE SIGNORE, CHE E’ QUASI ALLE PORTE
.
Cel. Nel nome del Padre……
Cel. Il Dio della speranza, che ci riempie di ogni gioia e pace nella fede per la potenza dello Spirito Santo, sia con tutti voi.
Tutti: E con il tuo spirito
Cel. Alle porte della notte, Signore Gesù,
nell’attesa gioiosa della luce,
noi vegliamo e preghiamo.
Sui passi del Precursore, ti offriamo il nostro amore
come lampada che arde e splende.
Fa sorger l’alba attesa dai secoli.
Tutti: Alle porte della notte, Signore Gesù,
noi precediamo il giorno
e portiamo la Speranza.
Sui passi del Precursore, ti offriamo il nostro desiderio
E l’incessante ricerca dell’uomo.
Riconduci i nostri cuori all’innocenza.
Cel. Alle porte della notte, Signore Gesù,
prepariamo la nostra terra intenebrata
alla tua Pasqua luminosa.
Sui passi del Precursore, accogliamo la promessa
Di un battesimo di fuoco.
Che infiammi la vita di ogni essere.
Tutti: Alle porte della notte, Signore Gesù,
vogliamo cessare di agire
perché tu possa rivelarti.
Sui passi del Precursore,
prepariamo il tuo Ritorno
come si spera dall’aurora la gioia perfetta.
SEDUTI
Vengono ora proclamate alcune strofe del salmo 71 e del salmo 126 a cori alterni tra voci maschili e voci femminili intervallati dal ritornello del canto: SEI TU SIGNORE LA MIA ROCCIA DI SALVEZZA
Se il Signore non costruisce la casa,
invano vi faticano i costruttori.
Se il Signore non custodisce la città,
invano veglia il custode.
SEI TU SIGNORE LA MIA ROCCIA DI SALVEZZA
Invano vi alzate di buon mattino,
tardi andate a riposare
e mangiate pane di sudore:
il Signore ne darà ai suoi amici nel sonno.
SEI TU SIGNORE LA MIA ROCCIA DI SALVEZZA
Sii tu la mia roccia,
una dimora sempre accessibile;
hai deciso di darmi salvezza:
davvero mia rupe e mia fortezza tu sei!
Mio Dio, liberami dalle mani del malvagio.
SEI TU SIGNORE LA MIA ROCCIA DI SALVEZZA
Sei tu, mio Signore, la mia speranza,
la mia fiducia, Signore, fin dalla mia giovinezza.
Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
dal seno di mia madre sei tu il mio sostegno.
SEI TU SIGNORE LA MIA ROCCIA DI SALVEZZA
Verrò a cantare le imprese del Signore Dio:
farò memoria della tua giustizia, di te solo.
Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito
e oggi ancora proclamo le tue meraviglie.
SEI TU SIGNORE LA MIA ROCCIA DI SALVEZZA
PAUSA DI SILENZIO
LETTURA MEDITATIVA
Dio vuole abitare anche nelle nostre “stalle interiori” di Papa Francesco
«Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1, 14).
Che cosa vuole annunciare il Vangelo con queste polarità? Una cosa splendida: il modo di agire di Dio. Di fronte alla nostra fragilità, il Signore non si tira indietro. Non rimane nella sua eternità beata e nella sua luce infinita, ma si fa vicino, si fa carne, si cala nelle tenebre, abita terre a Lui estranee. E perché fa questo Dio? Perché scende da noi? Lo fa perché non si rassegna al fatto che noi possiamo smarrirci andando lontani da Lui, lontani dall’eternità, lontani dalla luce. Ecco l’opera di Dio: venire in mezzo a noi. Se noi ci riteniamo indegni, questo non lo ferma, Lui viene. Se lo rifiutiamo, non si stanca di cercarci. Se non siamo pronti e ben disposti ad accoglierlo, preferisce comunque venire. E se noi gli chiudiamo la porta in faccia, Lui aspetta. È proprio il Buon Pastore. E l’immagine più bella del Buon Pastore? Il Verbo che si fa carne per condividere la nostra vita. Gesù è il Buon Pastore che viene a cercarci lì dove noi siamo: nei nostri problemi, nella nostra miseria. Lì viene Lui.
Cari fratelli e sorelle, spesso ci teniamo a distanza da Dio perché pensiamo di non essere degni di Lui per altri motivi. Ed è vero. Ma il Natale ci invita a vedere le cose dal suo punto di vista. Dio desidera incarnarsi. Se il tuo cuore ti sembra troppo inquinato dal male, ti sembra disordinato, per favore, non chiuderti, non avere paura: Lui viene. Pensa alla stalla di Betlemme. Gesù è nato lì, in quella povertà, per dirti che non teme certo di visitare il tuo cuore, di abitare una vita trasandata. È questa la parola: abitare. Abitare è il verbo che usa oggi il Vangelo per significare questa realtà: esprime una condivisione totale, una grande intimità. E questo Dio vuole: vuole abitare con noi, vuole abitare in noi, non rimanere lontano.
E mi domando, a me, a voi e a tutti: noi, vogliamo fargli spazio? A parole sì; nessuno dirà: “Io no”; sì. Ma concretamente? Magari ci sono degli aspetti della vita che teniamo per noi, esclusivi, o dei luoghi interiori nei quali abbiamo paura che il Vangelo entri, dove non vogliamo mettere Dio in mezzo. Oggi vi invito alla concretezza. Quali sono le cose interiori che io credo che a Dio non piacciano? Qual è lo spazio che tengo soltanto per me e non voglio che lì Dio venga? Ognuno di noi sia concreto e rispondiamo a questo. “Sì, sì, io vorrei che Gesù venisse, ma questo che non lo tocchi; e questo no, e questo…”. Ognuno ha il proprio peccato — chiamiamolo per nome — e Lui non si spaventa dei nostri peccati: è venuto per guarirci. Almeno facciamoglielo vedere, che Lui veda il peccato. Siamo coraggiosi, diciamo: “Signore, io sono in questa situazione, non voglio cambiare. Ma tu, per favore, non allontanarti troppo”. Bella preghiera, questa. Siamo sinceri oggi.
In questi giorni natalizi ci farà bene accogliere il Signore proprio lì. Come? Ad esempio sostando davanti al presepe, perché esso mostra Gesù che viene ad abitare tutta la nostra vita concreta, ordinaria, dove non va tutto bene, ci sono tanti problemi — alcuni per colpa nostra, altri per colpa degli altri — e Gesù viene. Vediamo lì i pastori che lavorano duramente, Erode che minaccia gli innocenti, una grande povertà… Ma in mezzo a tutto questo, in mezzo a tanti problemi — e anche in mezzo ai nostri problemi — c’è Dio, c’è Dio che vuole abitare con noi. E attende che gli presentiamo le nostre situazioni, quello che viviamo. Allora, davanti al presepe, parliamo a Gesù delle nostre vicende concrete. Invitiamolo ufficialmente nella nostra vita, soprattutto nelle zone oscure: “Guarda, Signore, che lì non c’è luce, lì l’elettricità non arriva, ma per favore non toccare, perché non me la sento di lasciare questa situazione”. Parlare con chiarezza, concretezza. Le zone oscure, le nostre “stalle interiori”: ognuno di noi ne ha. E raccontiamogli senza paura anche i problemi sociali, i problemi ecclesiali del nostro tempo; i problemi personali, anche i più brutti: Dio ama abitare nella nostra stalla.
Silenzio
IN PIEDI proclamazione della nascita del salvatore (kalenda)
CELEBRANTE:
Fratelli carissimi, ascoltiamo ora la proclamazione della nascita del Salvatore. Si evoca il mistero di Dio che viene incontro al suo popolo, mistero che ha raggiunto il suo culmine con l’ingresso di Cristo nel mondo.
KALENDA
Trascorsi molti secoli dalla creazione del mondo,
quando in principio Dio creò il cielo e la terra
e plasmò l’uomo a sua immagine;
e molti secoli da quando, dopo il diluvio,
l’Altissimo aveva fatto risplendere l’arcobaleno,
segno di alleanza e di pace;
21 secoli dopo che Abramo, nostro padre nella fede,
migrò dalla terra di da Ur dei Caldei;
11 secoli dopo l’uscita del popolo d’Israele dall’Egitto
sotto la guida di Mosè;
circa 1000 anni dopo l’unzione regale di Davide;
nella sessantacinquesima settimana,
secondo la profezia di Daniele;
all’epoca della centonovantaquattresima Olimpiade;
nell’anno 752 dalla fondazione di Roma;
nel quarantaduesimo anno
dell’impero di Cesare Ottaviano Augusto;
mentre su tutta la terra regnava la pace,
GESU’ CRISTO, DIO ETERNO
E FIGLIO DELL’ETERNO PADRE,
volendo santificare il mondo con la sua piissima venuta,
concepito per opera dello Spirito Santo,
trascorsi nove mesi,
NASCE IN BETLEMME DI GIUDA DALLA VERGINE MARIA,
FATTO UOMO:
NATALE DI NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO
SECONDO LA CARNE.
Si sente bussare alla porta mentre una voce fuori campo dice:
- Ecco, io sto alla porta e busso: se uno ode la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me. (Apocalisse 3:20)
TUTTI: Maranatha, vieni Signore Gesù
Si accendono le luci, e mentre dal fondo della Chiesa viene portata l’immagine di Gesù Bambino, il coro intona l’inno del GLORIA. Il celebrante accoglie il bambinello, lo innalza fino alla fine del Gloria.
Subito dopo accompagnato da un ministrante con turibolo e dai bambini presenti, il celebrante fa una piccola processione con Gesù Bambino nella Chiesa mentre si canta il Tu scendi dalle Stelle e poi lo depone nel presepe incensandolo.
GLORIA A DIO di Buttazzo
Gloria a Dio nell’alto dei cieli, pace in terra agli uomini
Gloria a Dio nell’alto dei cieli, pace in terra agli uomini
Ti lodiamo, ti benediciamo
Ti adoriamo, ti glorifichiamo
Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa
Gloria a Dio nell’alto dei cieli, pace in terra agli uomini
Gloria a Dio nell’alto dei cieli, pace in terra agli uomini
Signore Dio, Re del cielo, Dio padre onnipotente
Gesù Cristo, Agnello di Dio, tu, figlio del Padre
Gloria a Dio nell’alto dei cieli, pace in terra agli uomini
Gloria a Dio nell’alto dei cieli, pace in terra agli uomini
Tu che togli i peccati del mondo
La nostra supplica ascolta, Signore
Tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi
Gloria a Dio nell’alto dei cieli, pace in terra agli uomini
Gloria a Dio nell’alto dei cieli, pace in terra agli uomini
Tu solo il Santo, Tu solo il Signore, Tu l’Altissimo Gesù Cristo
Con lo Spirito Santo nella gloria del Padre
Gloria a Dio nell’alto dei cieli, pace in terra agli uomini
Gloria a Dio nell’alto dei cieli, pace in terra agli uomini
TU SCENDI DALLE STELLE
Colletta
O Dio, che hai illuminato questa santissima notte
con lo splendore di Cristo, vera luce del mondo,
concedi a noi, che sulla terra contempliamo i suoi misteri,
di partecipare alla sua gloria nel cielo.
Egli è Dio, e vive e regna con te.
LITURGIA DELLA PAROLA
Prima Lettura
Ci è stato dato un figlio.
Is 9,1-6
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA
Il popolo che camminava nelle tenebre
ha visto una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa
una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia,
hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete
e come si esulta quando si divide la preda.
Perché tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva,
la sbarra sulle sue spalle,
e il bastone del suo aguzzino,
come nel giorno di Màdian.
Perché ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando
e ogni mantello intriso di sangue
saranno bruciati, dati in pasto al fuoco.
Perché un bambino è nato per noi,
ci è stato dato un figlio.
Sulle sue spalle è il potere
e il suo nome sarà:
Consigliere mirabile, Dio potente,
Padre per sempre, Principe della pace.
Grande sarà il suo potere
e la pace non avrà fine
sul trono di Davide e sul suo regno,
che egli viene a consolidare e rafforzare
con il diritto e la giustizia, ora e per sempre.
Questo farà lo zelo del Signore degli eserciti.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 95 (96)
R. OGGI È NATO PER NOI IL SALVATORE
Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome.
R. OGGI È NATO PER NOI IL SALVATORE
Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.
R. OGGI È NATO PER NOI IL SALVATORE
Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;
sia in festa la campagna e quanto contiene,
acclamino tutti gli alberi della foresta.
R. OGGI È NATO PER NOI IL SALVATORE
Davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli.
R. OGGI È NATO PER NOI IL SALVATORE
Seconda Lettura
E’ apparsa la grazia di Dio per tutti gli uomini.
Tt 2,11-14
DALLA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO A TITO
Figlio mio, è apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo.
Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.
Parola di Dio.

Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Vi annuncio una grande gioia:
oggi è nato per voi un Salvatore, Cristo Signore. (Lc 2,10-11)
Alleluia.
Vangelo
Oggi è nato per voi il Salvatore.
Lc 2,1-14
DAL VANGELO SECONDO LUCA
In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria.
Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».
Parola del Signore.
PROFESSIONE DI FEDE
CREDO – Niceno costantinopolitano
Credo in un solo Dio,
Padre onnipotente,
Creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore,
Gesù Cristo,
unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre
prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce,
Dio vero da Dio vero,
generato, non creato,
della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose
sono state create.
Per noi uomini
e per la nostra salvezza
discese dal cielo,
[qui a Natale ci mettiamo in ginocchio]
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato
nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
[ci rialziamo]
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
mori e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato,
secondo le Scritture,
è salito al cielo,
siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo,
che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre e dal Figlio.
Con il Padre e il Figlio
è adorato e glorificato,
e ha parlato
per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa,
una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo Battesimo
per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà.
Amen.
PREGHIERA DEI FEDELI
INTRODUZIONE DEL SACERDOTE
Queste ore di trepida e gioiosa attesa,
raccogliamo e presentiamo al Padre
i desideri e i sentimenti
di tutti i piccoli e i poveri della terra.
Preghiamo insieme e diciamo: Padre nostro, ascoltaci.
Ricolma del tuo spirito la santa Chiesa
e fa che, celebrando la nascita del tuo figlio Gesù, cresca nella carità,
e ogni uomo possa attingervi pace, consolazione e gioia. Noi ti preghiamo.
Padre nostro, ascoltaci.
Rafforza la fede dei nostri pastori
e fa che il loro ministero raggiunga il cuore di ogni uomo,
e ciascuno riconosca il tuo Figlio che viene come unico Salvatore. Noi ti preghiamo.
Padre nostro, ascoltaci.
Conforta l’umanità oppressa e disorientata
e fa che cresca la fede del tuo figlio,
perché con il suo sostegno ogni persona
ritrovi fiducia nella vita. Noi ti preghiamo.
Padre nostro, ascoltaci.
Guarda le moltitudini di poveri, indifesi e abbandonati
e fa che ricevano premurose cure,
perché non si ripeta nel nostro tempo
la mancata accoglienza del tuo Figlio. Noi ti preghiamo.
Padre nostro, ascoltaci.
Assisti e accompagna noi qui riuniti
e fa che ci apriamo alla grazia di questo Natale,
perché la nostra vita divenga
semplice, umile e accogliente. Noi ti preghiamo.
Padre nostro, ascoltaci.
CONCLUSIONE DEL SACERDOTE
Esaudisci, Padre, le nostre preghiere
e rendici forti nella fede e nella speranza
per essere pronti ad accogliere con amore
il Salvatore che viene.
Egli vive regna nei secoli dei secoli. AMEN
…
Dopo la comunione
Signore Dio nostro,
che ci doni la grazia di celebrare nella gioia
la nascita del redentore,
fa’ che giungiamo con la santità della vita
a condividere la sua gloria.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen
PREGHIERA FINALE DINANZI AL PRESEPE
O Signore, che nasci per noi,
fa che la nostra casa,
sia salda, perché fondata su di te, che sei la roccia;
luminosa, perché illuminata da te, che sei la luce;
serena perché guardata da te, che sei la gioia;
silente, perché governata da te, che sei la pace;
ospitale, perché abitata da te, che sei l’amore.
Nessuno, Signore, venga nella nostra casa
senza esservi accolto;
nessuno, vi pianga
senza esservi consolato;
nessuno vi ritorni
senza ritrovarti nella preghiera,
nell’amore e nella pace.
Nessuno, Signore, entri nella “tua e nostra casa”
senza sentirsi veramente “in casa”.
Aiutaci a fare casa tra noi e con Te, o Bambino Gesù.
Rimani con noi e sii Tu il centro di questa casa!
APPROFONDIMENTI
di Padre Ermes Ronchi
Natale del Signore, Messa della Notte. La vertigine di Betlemme, l’Onnipotente in un neonato
Vi annuncio una grande gioia: la felicità non è un miraggio, è possibile e vicina. E sarà per tutto il popolo: una gioia possibile a tutti, ma proprio tutti, anche per la persona più ferita e piena di difetti, non solo per i più bravi o i più seri
Questo per voi il segno: troverete un bambino: «Tutti vogliono crescere nel mondo, ogni bambino vuole essere uomo. Ogni uomo vuole essere re. Ogni re vuole essere “dio”. Solo Dio vuole essere bambino» (Leonardo Boff).
Dio nella piccolezza: è questa la forza dirompente del Natale. L’uomo vuole salire, comandare, prendere. Dio invece vuole scendere, servire, dare. È il nuovo ordinamento delle cose e del cuore.
C’erano là alcuni pastori. Una nuvola di ali, di canto e di parole felici li avvolge: Non temete! Dio non deve fare paura, mai. Se fa paura non è Dio colui che bussa alla tua vita. Dio si disarma in un neonato. Natale è il corteggiamento di Dio che ci seduce con un bambino. Chi è Dio? «Dio è un bacio», caduto sulla terra a Natale (Benedetto Calati).
Vi annuncio una grande gioia: la felicità non è un miraggio, è possibile e vicina. E sarà per tutto il popolo: una gioia possibile a tutti, ma proprio tutti, anche per la persona più ferita e piena di difetti, non solo per i più bravi o i più seri. Ed ecco la chiave e la sorgente delle felicità: Oggi vi è nato un salvatore. Dio venuto a portare non tanto il perdono, ma molto di più; venuto a portare se stesso, luce nel buio, fiamma nel freddo, amore dentro il disamore. Venuto a portare il cromosoma divino nel respiro di ogni uomo e di ogni donna. La vita stessa di Dio in me. Sintesi ultima del Natale. Vertigine.
E sulla terra pace agli uomini: ci può essere pace, anzi ci sarà di sicuro. I violenti la distruggono, ma la pace tornerà, come una primavera che non si lascia sgomentare dagli inverni della storia. Agli uomini che egli ama: tutti, così come siamo, per quello che siamo, buoni e meno buoni, amati per sempre; a uno a uno, teneramente, senza rimpianti amati (Marina Marcolini).
È così bello che Luca prenda nota di questa unica visita, un gruppo di pastori, odorosi di lana e di latte. È bello per tutti i poveri, gli ultimi, gli anonimi, i dimenticati. Dio ricomincia da loro.
Natale è anche una festa drammatica: per loro non c’era posto nell’alloggio. Dio entra nel mondo dal punto più basso, in fila con tutti gli esclusi. Come scrive padre Turoldo, Dio si è fatto uomo per imparare a piangere. Per navigare con noi in questo fiume di lacrime, fino a che la sua e nostra vita siano un fiume solo. Gesù è il pianto di Dio fatto carne. Allora prego:
Mio Dio, mio Dio bambino, povero come l’amore, piccolo come un piccolo d’uomo, umile come la paglia dove sei nato, mio piccolo Dio che impari a vivere questa nostra stessa vita. Mio Dio incapace di aggredire e di fare del male, che vivi soltanto se sei amato, insegnami che non c’è altro senso per noi, non c’è altro destino che diventare come Te.
AVVISI
Venerdì 26 Dicembre: non ci sono messe
Sabato 27 dicembre: pellegrinaggio a Pompei la Messa rimane sempre alle 17,15.
Domenica 28 – Alle ore 18,00 CHIUSURA ANNO GIUBILARE in Cattedrale
(Messa in parrocchia solo alle ore 09,00 e 11,00)
Mercoledì 31 ore 18.00: Ringraziamento di fine anno e canto del Te Deum
Giovedì 1 gennaio: Santa Messa alle ore 9 e 11 non c’è la messa alle 19,00
Sabato 3 gennaio: Santa Messa alle ore 17,15
Domenica 4 gennaio: Sante Messe alle ore 9 – 11 – 19
Lunedì 5 gennaio: Santa Messa alle ore 17,15
Martedì 6 gennaio, Epifania: Sante Messe alle ore 9 – 11 – 19
SANTO CAMMINO DI NATALE!