Veglia di preghiera per Don Vittorio Borracci
Parrocchia Buon Pastore, 28 agosto 2026
CANTO
Cel. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Tutti Amen.
Cel. L’amore di Dio Padre che, nel Cristo risorto e nella potenza dello Spirito, apre i nostri cuori alla speranza, sia con tutti voi.
Tutti E con il tuo spirito.
Cel. Fratelli e sorelle, tutti sappiamo che l’esistenza terrena è segnata dalla morte.
Tuttavia, ogni volta che la incontriamo sul nostro cammino ci sorprende e ci sconvolge. La morte infatti sembra soffocare quell’anelito a vivere per sempre, che ogni uomo e donna, creati a immagine di Dio, sorgente e compimento della vita, avvertono nel profondo del cuore. Questo anelito trova luce e conforto nelle parole di Colui che ha detto: «Nella casa del Padre mio vi sono molti posti… Io vado a prepararvi un posto… Io sono la via, la verità e la vita».
Di fronte alla morte del nostro carissimo Don Vittorio, la luce della Parola di Cristo ridesta in noi la fede e la speranza della vita nella Vita che non muore.
Riconoscenti al Signore per la sua vita e il suo ministero, disponiamoci alla preghiera.
SALMO 22 (23)
R. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.
R. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi dànno sicurezza.
R. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.
R. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.
R. Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
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ORAZIONE
Cel. Esaudisci con bontà, o Signore,
le preghiere che umilmente ti rivolgiamo
per l’anima del tuo servo Don Vittorio, sacerdote,
che nel tuo nome ha fedelmente esercitato il ministero:
possa ora allietarsi in eterno nella comunione dei tuoi Santi.
Per Cristo nostro Signore. Amen
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LETTURE
Dal Vangelo secondo Matteo (25,1-13)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».
Parola del Signore
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Dalle «Lettere» di san Braulione, vescovo di Saragozza (Lett. 19; PL 80, 655-666)
La speranza di tutti i credenti, Cristo, chiama i trapassati «dormienti», non «morti»; dice infatti: «Il nostro amico Lazzaro s’é addormentato» (Gv 11, 11).
Ma anche il santo Apostolo non vuole che ci rattristiamo su quelli che si sono addormentati (cfr. 1 Ts 4, 12) e quindi se teniamo per fede che tutti i credenti in Cristo, come dice il Vangelo, non moriranno per sempre, sappiamo ancora per fede che neanche lui è morto per sempre e nemmeno noi moriremo per sempre. Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio discenderà dal cielo e i morti in lui risorgeranno.
Ci animi dunque la speranza della risurrezione, perché coloro che ora perdiamo, li rivedremo; basta che crediamo fermamente in lui, obbedendo ai suoi precetti. Egli è l’onnipotente e per questo è più facile a lui risuscitare i morti che a noi svegliare quelli che dormono. Tuttavia ecco che, mentre da una parte facciamo queste affermazioni, dall’altra, portati da non so quale sentimento, ci sfoghiamo in lacrime. Certe nostre nostalgie e certi stati d’animo poi tendono a intaccare la nostra fede. È questo purtroppo il prezzo che dobbiamo pagare alla miseria della nostra condizione umana. Ma nulla ci smuova. Sappiamo infatti che senza Cristo tutto quello che esiste e tutta la nostra vita non è che vanità.
O morte, tu che separi i congiunti e, dura e crudele quale sei, dividi coloro che sono uniti dall’amicizia, sappi che è già infranto il tuo dominio. È già spezzato il tuo giogo da colui che ti minacciava con il grido di Osea: «O morte, sarò la tua morte» (Os 13, 14). Perciò con l’Apostolo ti scherniamo: «Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?» (1 Cor 15, 55). Quello stesso che ti ha vinto ci ha redento. Egli ha consegnato la sua vita preziosa nelle mani degli empi, per cambiare gli empi in amici diletti. Lunghe sarebbero e numerose le citazioni che si potrebbero trarre dalle divine Scritture a comune conforto. Ma ci basti la speranza della risurrezione e volgere lo sguardo alla gloria del nostro Redentore, nel quale noi riteniamo per fede di essere già risorti, secondo la parola dell’Apostolo: «Se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui» (Rm 6, 8).
Non apparteniamo a noi stessi, ma a colui che ci ha redenti, dalla cui volontà deve sempre dipendere la nostra; perciò diciamo nella preghiera: «Sia fatta la tua volontà» (Mt 6, 10). È quindi necessario che dinanzi alla morte diciamo con Giobbe: «Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore!» (Gb 1, 21). Diciamo queste parole con Giobbe nella nostra condizione di pellegrini, in questo mondo, per poter assomigliare a lui, già in questo mondo, ma poi soprattutto nell’altro.
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PROFESSIONE DI FEDE
Cel. Fratelli e sorelle, professiamo insieme la nostra fede, che Don Vittorio ha testimoniato con la sua vita e il suo ministero presbiterale e che lo ha sostenuto nella sua vita di battezzato, figlio di Dio.
Tutti Credo in un solo Dio, Padre onnipotente,…
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PREGHIERA DEI FEDELI
Cel. Ravvivati dalla parola di Dio, nell’adesione di fede a Cristo, morte e risorto per la salvezza del mondo, preghiamo con speranza il Dio dei viventi.
R. Signore della vita, accogli la nostra preghiera.
L. Per Don Vittorio, che nel ministero presbiterale ha spezzato ai piccoli e ai sofferenti il pane della Parola e dell’Eucaristia, perché possa ora partecipare in pienezza alla gioia della Gerusalemme celeste, preghiamo. R. Signore della vita, accogli la nostra preghiera.
L. Per la comunità parrocchiale del Buon Pastore e per tutta la comunità diocesana di Bari-Bitonto, che attraverso il ministero sacerdotale di Don Vittorio ha riconosciuto e accolto il Cristo salvatore, perché continui a crescere nella fede, nella speranza e nella carità, preghiamo. R. Signore della vita, accogli la nostra preghiera.
L. Per coloro che soffrono, perché abbiano la grazia di sperimentare anch’essi la vicinanza di persone pronte a condividere, soccorrere, recare conforto, preghiamo. R. Signore della vita, accogli la nostra preghiera.
L. Per la Chiesa in cammino nella storia, perché ottenga coraggio e fedeltà nel diffondere ovunque il Vangelo del regno, confermando l’annuncio con carità sincera, preghiamo. R. Signore della vita, accogli la nostra preghiera.
L. Per la nostra Chiesa di Bari-Bitonto, perché in molti giovani nasca la volontà di dedicarsi al ministero ordinato, preghiamo. R. Signore della vita, accogli la nostra preghiera.
Sol. O Padre, da cui scaturisce ogni vita e a cui approda chiunque cerchi verità e amore, tu che porti scritti i nostri nomi sul palmo della tua mano provvidente, sii generoso verso le nostre suppliche, elevate a te con fiducia filale.
Per Cristo nostro Signore.
Tutti Amen.
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PREGHIERA DI ABBANDONO DI CHARLES DE FOUCAULD
Tutti Padre mio,
io mi abbandono a te,
fa di me ciò che ti piace.
Qualunque cosa tu faccia di me
ti ringrazio.
Sono pronto a tutto, accetto tutto.
La tua volontà si compia in me,
in tutte le tue creature
Non desidero altro, mio Dio.
Affido l’anima mia alle tue mani
Te la dono mio Dio,
con tutto l’amore del mio cuore
perché ti amo,
ed è un bisogno del mio amore
di donarmi
di pormi nelle tue mani senza riserve
con infinita fiducia
perché Tu sei mio Padre. Amen.